Le Pen contro Le Pen, una lite familiare in salsa xenofoba

Jean-Marie Le Pen è stato sospeso dal Front National per via di alcune dichiarazioni ritenute inaccettabili dal partito. Una scelta più di forma che di sostanza

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Marine (a sinistra) e Jean-Marie (a destra) Le Pen: le due anime del Front National sono ormai alla resa dei conti (foto: free.niooz.fr)

Quando gli affari di famiglia si intrecciano con quelli del partito, la miscela potrebbe essere seriamente esplosiva. Sopratutto se si parla del Front National, diretta espressione del “clan” Le Pen, caratterizzato negli ultimi mesi da una faida che vede come protagonisti Jean-Marie, fondatore del partito, e Marine, sua figlia ed attuale presidente. A completare il simpatico quadretto in salsa xenofoba si inseriscono anche il vice-presidente Louis Albiot, compagno di Marine Le Pen e Marion Marechal-Le Pen, deputata e nipote di Jean-Marie.

ROTTURA POLITICA E FAMIGLIARE – Com’è noto, i rapporti tra il fondatore del partito e la figlia-presidente, negli ultimi tempi hanno raggiunto i minimi storici. Dissapori politici, fondamentalmente contrasti relativi alla linea che il Front National deve tenere, ma quando avviene la rottura è difficile isolare la sfera famigliare. Così, dopo mesi di attriti, negli ultimi giorni i vertici del partito, seguendo le indicazioni di Marine, hanno deciso di sospendere Jean-Marie Le Pen, ritirandogli anche la tessera. Decisione politica, alla quale il fondatore ha risposto ripudiando la figlia, diffidandola dal fare campagna elettorale usando il suo cognome.

NONNO CONTRO ZIA, LA NIPOTE SI RITIRA – Le vicende della famiglia-partito Le Pen non potevano ovviamente non coinvolgere Marion Marechal-Le Pen, di cui Marine è la zia e Jean Marie il nonno. La venticinquenne era stata designata al fondatore del FN a prendere il suo posto nella maxiregione Provence-Alpi-Costa azzurra alle regionali di dicembre, ma negli ultimi giorni ha fatto sapere che «in queste condizioni» rinuncia a candidarsi. «Stiamo facendo il possibile per farle cambiare idea – ha dichiarato una fonte riportata da Repubblica – lei ha 25 anni e non vuole essere ostaggio di suo nonno. Si ritrova in una situazione ingestibile, derivante dalle cavolate di Jean-Marie Le Pen. È una bomba nucleare che può esplodere tra le mani in qualsiasi momento».

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Il vecchio e il nuovo Front National a confronto: ma sono davvero due realtà tanto distinte? (foto: gandul.info)

PETAIN E LE CAMERE A GASMa perchè ce l’hanno tutti con Jean Marie Le Pen? Fondamentalmente perchè è l’unico ad ostacolare, con i suoi discorsi, quel cambiamento che il Front National sta cercando di maturare, nel tentativo di uscire dall’ambiente xenofobo della destra estrema e di porsi a capo del filone anti-europeista, presentandosi all’elettorato come il partito dei francesi contro la tecnocrazia di Bruxelles. È chiaro quindi che, se nel frattempo il padre-fondatore rilascia interviste in cui esalta il maresciallo Petain, capo della Francia che collaborò con i nazisti, o definisce «un dettaglio» le camere a gas, il lavoro di ristrutturazione dell’immagine si complica notevolmente.

 “NUOVO” FRONTE NAZIONALE? A PAROLE – La disputa, insomma, rientra nel lavoro che Marine Le Pen sta facendo per distinguere il suo partito, del quale ha assunto la guida nel 2011, da quello del padre, e che questi non sembra tollerare. Ma si tratta di un cambiamento reale? Retorica televisiva e progandistica a parte, sembra proprio di no, o perlomeno questa è la conclusione raggiunta da “Bienvennue au Front. Diario di un’infiltrata”, il libro pubblicato dalla giornalista freelance Claire Ceccaglini, nella quale l’autrice riporta la sua esperienza di infiltrata per otto mesi nel Front National. L’analisi svolta dalla giornalista francese coglie quello che a suo dire è l’unico dato sostanziale che distingue la gestione di Marine da quella di Jean Marie: il raggiungimento del potere. Mentre difatti, sostiene la Ceccaglini, il fondatore del Front National ha sempre tenuto una linea “dura e pura”, allergica a qualsiasi flirt con i moderati, ai quali si è sempre tenuto in opposizione, la figlia ha scelto una linea basata sulla “realpolitik”, incentrata sul raggiungimento di un ruolo nel dibattito pubblico, anche a costo di mettere da parte i vecchi valori razzisti del Front National. Solo in pubblico però, perché in privato, testimonia la Ceccaglini, i toni tenuti dai militanti non sono mai cambiati. Il problema che si riscontra quindi con Jean Marie Le Pen non è relativo al fatto che pensa quello che dice, ma che dice quello che pensa. Il resto è tutta una questione di famiglia.

 

Carlo Perigli
@c_perigli

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