Le pareti verdi di Patrick Blanc

Un nuovo modo per portare il verde nelle nostre città soffocate dallo smog e dal cemento

di Laura Guerrato

Esempio di vertical garden

«Piante e architettura devono essere integrate in un tutt’uno». Questo il pensiero di Patrick Blanc, eccentrico botanico francese, creatore di giardini verticali e sistemi di coltivazione di piante in carenze di terra e famoso in tutto il mondo per le sue opere, prima tra tutte la parete verde del Musée du quai Branly a Parigi, dedicato all’arte primitiva dei quattro continenti.

Egli afferma infatti che se in città non c’è spazio per prati e giardini, bisogna trovare il posto altrove, lui l’ha trovato sui muri dei palazzi, creando dei veri giardini in verticale, perché il verde porta di sicuro benessere per le nostre città e per noi che ci viviamo, tra asfalto e cemento. Blanc, inoltre, sostiene che è facile costruire un giardino in verticale, chiunque può farlo, perché le piante non hanno necessariamente bisogno di terreno per crescere, ma solo di acqua, ossigeno e anidride carbonica.

Per proteggere la parete interna dalla vegetazione, il botanico francese utilizza due strati, uno di PVC, che rende impermeabile la costruzione, e uno di feltro, che vengono poi fissati ad un quadro di metallo, che rappresenta la struttura portante, che prevede uno spazio tra la parete e il giardino. Lo strato di feltro conserva l’acqua, alimentando un sistema di irrigazione per le piante.

Il verde migliora la qualità di vita in città

Il problema davanti al quale Blanc si era imbattuto era la potenza distruttiva delle radici della piante, che crescendo si conficcavano nel muro del palazzo. Tuttavia Blanc ha osservato che, se le piante vengono regolarmente bagnate dall’acqua, tendono a mantenere le proprie radici in superficie evitando di penetrare nella struttura creando danni.

Non solo in giro per l’Europa si possono ammirare queste splendide composizioni, ma anche in Italia, perché Milano ha deciso, nel 2008, di dotarsi di un suo giardino verticale. In corso di Porta Ticinese un muro in rovina, residuo della guerra, è diventato infatti un bellissimo vertical garden. Il progetto, patrocinato da Enel e dall’Assessorato allo Sviluppo del Territorio del Comune di Milano, dovrebbe durare tre anni, anche se la vita della struttura può arrivare fino a 25 anni. Sarebbe davvero interessante riuscire a sfruttare tutti muri in disuso delle nostre città creando delle pareti verdi.

I benefici dei giardini verticali infatti sono molteplici: migliorano l’aria creando ossigeno, offrono una naturale barriera al suono, quindi sono ottimi per quei palazzi che si affacciano su strade trafficate ad ogni ora del giorno e della notte, abbassano i consumi di energia, e sono sicuramente belli da vedere.

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