Le nuove frontiere della Medicina Biologica

Applausi dall’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Milano per il 25° Congresso di Medicina Biologica

di Gloria Caruso

Omeopatia

Milano – “In tanti anni di sala operatoria, troppe domande senza risposta” – esordisce così Giovanni Borsalino, presidente dell’ Associazione Medica Italiana di Omotossicologia (AIOT), all’apertura dei lavori della seconda giornata del 25° Congresso di Medicina Biologica –. “Io, che sono sempre stato un chirurgo curioso ne cercavo le risposte, è così che mi sono affacciato alla Medicina Biologica”.

Nei suoi 200 anni di storia, l’Omeopatia ha prodotto un’enorme mole di lavori che empiricamente confermano l’efficacia terapeutica dei medicinali omeopatici. Il “fenomeno Omeopatia” è letteralmente esploso, in progressiva ascesa verticale in tutto il mondo: da medicina alternativa per pochi, è diventata l’alternativa medica per milioni di esseri umani.  

Ancor di più in questi giorni (14-15 maggio) in cui, presso l’aula Magna del Rettorato dell’Università degli studi di Milano, sono stati presentati i più recenti progressi scientifici raggiunti dalla Fisica, dalla Biologia e dalla Medicina, nella comprensione del ruolo determinante giocato dall’acqua nella “regolazione” dei sistemi biologici.

La medicina omeopatica utilizza da sempre i principi fisici per cui l’acqua può essere informata da sostanze in essa diluite.

La seconda giornata del Congresso è, interamente, riservata alla presentazione degli studi scientifici compiuti in ambito clinico. I lavori selezionati rappresentano l’avanguardia della ricerca e dell’applicazione clinica nel campo della Low Dose Medicines.

A proposito di un test fatto su piccoli roditori in laboratorio, Cristiano Rumio, Professore di Morfologia Umana presso l’Università degli studi di Milano, trae le conclusioni del suo esperimento: “Di fronte alla somministrazione di una dose medio bassa di citochine, l’animale risponde producendo da sé la sostanza atta a proteggerlo. Non vi so spiegare perché, ma l’animale si autoregola”.

“Il fondo dell’errore oggi da parte della scienza – prosegue Lionello Milani, Vice Presidente AIOT – sta nella concezione che un basso dosaggio di principi attivi provoca un basso effetto sul paziente. Questa è la maniera sbagliata di far scienza. Questa è disinformazione”.

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