Nozze gay, un diritto per tutti tranne in Italia

matrimoni gay nozze unioni civili

Nozze gay in Italia: utopia o speranza?

Vendola che ha paura di uscire di casa, Monti che promette e poi ritratta, Berlusconi con le sue uscite omofobiche. Ecco lo scenario italiano dei diritti civili e delle nozze gay nel 2013, un quadro che lascia poco spazio alle ambizioni di tutti coloro che sognano di veder riconosciuto il diritto a sposarsi in Italia.

Mentre la Camera dei comuni inglese, fulcro di una tradizione ultra-secolare fatta di gesti ritmici e parlamentari in parrucca, si esprime a larghissima maggioranza per l’approvazione di un diritto imprescindibile – quello di veder riconosciuto il proprio amore davanti la legge – in Italia restiamo a guardare, vittime fin troppo consapevoli di un’arretratezza sociale e soprattutto politica che affonda le sue origini  l’11 febbraio 1929.

LA STORIA DA MUSSOLINI - Quel giorno di 84 anni fa, il cardinale Pietro Gasparri e Benito Mussolini, seduti in una sala d’onore del Palazzo del Laterano, firmavano un patto di reciproca riconoscenza, che poneva fine alla questione romana e sanciva la nascita dello Stato della Città del Vaticano. I Patti Lateranensi, tuttavia, ebbero un nuovo e imprevedibile effetto: porre fine alla laicità italiana. Sebbene infatti con la Costituzione repubblicana il cattolicesimo abbia perso lo status di “religione di Stato”, e la successiva ratifica del Concordato nel 1985 abbia ulteriormente ridotto la sfera di influenza di Oltretevere sugli affari italiani, il Vaticano ha continuato a esercitare un potere che egli stesso, nella persona del Romano Pontefice e dei vari cardinali che lo assistono nel disbrigo degli affari statali, non sa di avere.

Il discorso, scevro di qualsiasi condizionamento anticlericale e frutto di una riflessione logica e ponderata, può basarsi su due considerazioni di base: innanzitutto, l’Italia è uno dei pochi Paesi europei – ad eccezione di Polonia, Ucraina, Bielorussia, Lettonia, Lituania, Bulgaria e Albania dove la Costituzione riconosce il solo matrimonio tra persone di sesso opposto – a non avere alcun tipo di legislazione specifica per la tutela delle coppie omosessuali, o per il matrimonio in tal senso, a fronte di ben otto Paesi (che costituiscono il 72% della quota mondiale) che permettono a due uomini o due donne di contrarre matrimonio, a tutti gli effetti e con le stesse garanzie riservate alle coppie eterosessuali. In secondo luogo, il predominio cattolico sulla politica, che ha preso il via con le prime elezioni parlamentari del 1948 e si è ufficiosamente concluso con la fine della Democrazia Cristiana nel 1992, ha consentito alle alte gerarchie ecclesiastiche di insinuarsi nella Res publica, determinando un arretramento sul tema dei diritti civili di quasi mezzo secolo.

Negli anni ci si è chiesto se la Costituzione sia stata correttamente applicata. Ciò vale anche per i diritti delle coppie omosessuali?

Su questo secondo punto è doveroso discernere, affinché non si tacci chi scrive, o chi supporta questo articolo, di ostilità nei confronti della Chiesa. L’articolo 7 della Costituzione Italiana, superbamente affrescata dal cantore Benigni non molto tempo fa in diretta nazionale, recita nel suo primo comma: «Lo Stato e la Chiesa sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani». Facciamo bene attenzione a questi due avverbi, indipendenti e sovrani. Per il linguista, per l’esperto di diritto, per il semplice cittadino, ciò vuol dire che ogni decisione, ogni atto ufficiale, ogni dichiarazione di un esponente politico o governativo, qualora non infici la reciproca sfera di poteri, va rispettato e accolto.

Spostiamo l’attenzione per un attimo alla Spagna che è, insieme al Lussemburgo e al Belgio, una delle tre monarchie cattoliche al mondo: i reali di questi Paesi si riconoscono nel culto della Chiesa di Roma e le loro sovrane sono insignite del privilegio del bianco (non devono vestire di nero in presenza del Papa). Nel 2004, il Parlamento a maggioranza socialista di Madrid ha dato approvazione, con controfirma di Re Juan Carlos I, alla legge che autorizzava e garantiva il diritto agli omosessuali di sposarsi. E ciò è avvenuto in una monarchia cattolica, non in uno stato, come potrebbe essere la Svezia o la Danimarca, dove l’influenza vaticana è scarsa.

In Italia, si dirà, è tutto più difficile: il Vaticano è geograficamente e politicamente insito nel territorio nazionale, è meravigliosamente incastonato in una nicchia senza confini di Roma, e ogni turista che vi si reca non sa, attraversando il colonnato berniniano, di ritrovarsi ufficialmente all’estero. Tuttavia, l’articolo 7 corre in nostro soccorso e fa risuonare nelle nostre menti quei due avverbi tanto preziosi, che i padri costituenti, uomini e donne di ogni estrazione politica e sociale – vi erano cattolici e comunisti, monarchici e repubblicani in egual misura – hanno scelto con cura: indipendenti e sovrani.

I “PAPALINI” DELLA DC - Passano così gli anni, la Dc si avvicenda al governo in maniera continuata, pian piano fa spazio alle altre forze politiche, che iniziano a guadagnare consensi, ma non si pone il problema dei diritti dei “diversi”, questi figli di Dio e questi elettori che, pur avendo tutto il diritto morale e umano di veder riconosciuta la propria esistenza, vivono una ignobile clandestinità, perché governa in tandem con ben cinque papi: Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II. Di questo ce ne parla, primus inter paresPier Paolo Pasolini, uno dei più grandi geni della letteratura italiana del XX secolo e lo fa attraverso i suoi scritti ma soprattutto con la sua morte, il gesto di un folle che incarna il sentimento omofobico tanto vitale ancora oggi. CONTINUA A LEGGERE ->

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

1 2

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews