Le illustrazioni di Carol Rossetti contro gli stereotipi femminili

Rose ha deciso di non avere figli. Nessun problema, Rose. La maternità è una scelta e la tua decisione non ti rende meno di una donna!

Rose ha deciso di non avere bambini. Non preoccuparti, Rose. La maternità è una scelta e la tua decisione non ti rende meno donna!

L’epoca moderna sta freneticamente rincorrendo, spesso con molta fatica, la ricerca di una società che riconosca pari diritti a tutti e che non discrimini le persone in base al loro sesso, al colore della pelle o alle preferenze sessuali; nonostante una crescente apertura mentale, messa in atto soprattutto dalle persone comuni, a cui seguono (purtroppo non sempre) le risposte dei governi internazionali, il mondo continua ad essere ricco di emarginazioni e di stereotipi che limitano la crescita intestina della società.

CAROL ROSSETTI E IL PROGETTO DONNA – Le donne
, protagoniste di una rivoluzione culturale che le vuole sempre più attive nella vita pubblica, sono spesso vittime di luoghi comuni che influenzano le opinioni delle persone che le circondano: capita di frequente ancora che le loro scelte siano oggetto di giudizi e sguardi indiscreti molto più di quanto non capiti ai compagni maschi.

Dopo cinque anni a lottare contro il suo corpo, Joanna è riuscita ad indossare un bikini in spiaggia. Joanna si è resa conto che non ha bisogno di cambiare il suo corpo per sentirsi bene

Dopo cinque anni a lottare contro il suo corpo, Joanna è riuscita ad indossare un bikini in spiaggia. Joanna ha realizzato che non ha bisogno di cambiare il suo corpo per sentirsi bene

Ridendoci un po’ su, ma con un intento tutt’altro che scherzoso e più che mai serio, la designer illustratrice Carol Rossetti ha ideato il Progetto Donna, attraverso il quale l’artista mostra e deride i molteplici stereotipi femminili che da troppo tempo circolano sulle bocche delle persone di tutto il mondo: arrabbiata per le continue strumentalizzazioni del corpo e dell’identità femminile, ha creato una serie di cartoline che racchiudono importanti messaggi di libertà rivolti alle donne, invitandole ad essere fiere dei loro percorsi di vita intrapresi.

CONTRO GLI STEREOTIPI DI OGNI TIPO -
Carol Rossetti, attraverso lo strumento grafico e la seguente traduzione delle parole in varie lingue (tra cui italiano, arabo, spagnolo e russo) ha voluto lanciare un messaggio forte e chiaro a tutte le donne, dichiarando come i vari stereotipi femminili siano solamente parole al vento di poco conto, che non devono influenzare nessuna scelta. L’artista, inoltre, ci tiene a precisare che il suo Progetto Donna si rivolge in primis alle ragazze e che le cartoline raffigurano solamente donne perché lei stessa è la prima ad immedesimarsi con le sue creazioni, ma tali discriminazioni e false credenze possono essere rivolte anche agli uomini, i quali, in un società molto attenta all’immagine e pronta a puntare il dito contro chiunque, non possono certo considerarsi immuni da maldicenze.

Susan indossa un hijab per scelta, ma molti dicono che lei è solo un’altra donna oppressa dall’Islam. Susan, quello che si indossa è una scelta personale, e l’”oppressione” sarebbe quella che vi spoglia della libertà di scegliere.

Susan indossa un hijab per scelta, ma molti dicono solamente che è un’altra donna oppressa dall’Islam. Susan, ciò che si indossa è una decisione personale, e l’oppressione è quella di spogliarsi della tua libertà di scegliere.

UN MONITO PER TUTTI - Le cartoline di Progetto Donna, che suscitano emozioni contrastanti che oscillano tra il sorriso e la rabbia per la poca sensibilità e la violazione personale che alcune persone sono costrette, loro malgrado, a subire, vogliono essere un monito per tutti, invitando il mondo a guardare la donna come una risorsa e una persona libera da pregiudizi. Bisognerebbe, in ogni circostanza della vita, imparare ad esprimere pareri su una persona (sia questa uomo, donna, omosessuale, religiosa, atea, alta o bassa, bionda o mora) solo dopo averne approfondito la conoscenza, senza basarsi sugli stereotipi comuni. E se proprio si è amanti dei luoghi comuni meglio ricordarsi del proverbio «l’abito non fa il monaco».

Laura indossa solo vestiti larghi perchè lei non si è mai sentita a proprio agio con le cosiddette collezioni “womenswear”. Il sesso di Laura non definisce l’abbigliamento. Ognuno può e deve indossare quello si adatta meglio alla propria identità. Avete tutto il negozio a disposizione per cercare l’abito perfetto, non solo la sezione femminile

Laura indossa solo abiti comodi perché non si è mai sentita a proprio agio con le cosiddette collezioni “womenswear”. Laura, il tuo sesso non definisce l’abbigliamento. Ognuno può e deve indossare ciò che meglio si adatta alla propria identità. Avete a disposizione tutto il negozio per cercare l’abbigliamento perfetto, non solo la sezione womenswear

 

Alessia Telesca

foto: eticamente.net

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