Le emoticon più care, una bolletta da 1.500 euro

In Scozia una donna ha dovuto sborsare una cifra esorbitante per la telefonia: colpa delle emoticon, inviate come immagine allegata

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La EE, compagnia telefonica britannica, al centro della diatriba per le emotico (ee.co.uk)

Edimburgo – C’è chi arriva a pagare 1.500 euro per delle emoticon: è quanto accaduto, involontariamente, a una donna scozzese, Paula Cochrane, che si è vista recapitare la bolletta record di 1800 dollari dalla sua compagnia telefonica. A causare il salasso sarebbero state le emoticon, trattate tutte come immagini e inviate pertanto sotto forma di MMS, all’insaputa della cliente: una vicenda che dovrebbe insegnare qualcosa anche a noi italiani maniaci della comunicazione telefonica.

CONTRATTI NON CHIARI? – Le vicende che riguardano costi esorbitanti nei servizi telefonici hanno sempre sfumature divertenti in chi le legge, ma lo stesso divertimento non deve averlo provato Paula Cocherane leggendo la bolletta inviatale dalla EE, la compagnia telefonica britannica da lei scelta sul mercato; se già a novembre si era preoccupata per l’eccessivo costo del mese precedente – 100 sterline anziché una trentina, come da contratto – aveva però imputato l’esborso a un suo errore nel sorvegliare la soglia di traffico e telefonate. A gennaio, però, il colpo è stato fatale: 800 sterline, un vero assalto, assolutamente non motivabile con il ragionamento che aveva ricostruito nel mese precedente.

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Emoticon: occhio al formato in cui le inviate! (notizie.it)

LA COMPAGNIA – Il problema è quindi passato alla compagnia telefonica, che ha dovuto spiegare alla donna il motivo di tale bolletta esorbitante, che si è presto scoperto. La tariffa scelta dalla donna prevedeva un sovrapprezzo per l’invio dei messaggi in formato MMS: a differenza dei consueti SMS, questo formato – molto noto in Italia, ma passato in disuso grazie alla diffusione dei sistemi di chat su smartphone – prevede anche la possibilità di inviare immagini. Così è stato: ogni volta che la donna ha caricato una emoticon in un messaggio, questa è stata spedita come MMS, comportando il relativo sovrapprezzo e la bolletta esosa giuntale a inizio 2015.

EMOTICON GALEOTTE O IMPOSTAZIONI DA RIVEDERE? – Secondo la EE, il problema è stato nelle impostazioni del telefono della donna, non nella forma contrattuale o nella rete della stessa azienda; insomma, doveva essere più attenta nel verificare che anche le emoticon venissero inviate come semplice parte del messaggio di testo e non come immagine. Niente da fare, dunque, in materia di rimborsi: la EE ha offerto un bonus di circa 100 sterline alla donna, come segno di buona volontà, ma Paula Cocherane ha rifiutato: opterà per il giudice, cercando una risposta che risponda meglio al suo senso di giustizia.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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