Le donne italiane non sono tutte veline o “Papi girls”

Il prestigioso settimanale americano Newsweek punta il dito sull’immagine e il ruolo delle donne italiane nella società italiana, in controtendenza con quella degli altri Paesi dell’Unione Europea dove l’abbattimento delle disuguaglianze di genere è ormai un imperativo. Una intera generazione di ragazze italiane è cresciuta davanti ad un piccolo schermo dove su ogni canale e in ogni trasmissione vengono mostrate belle donne poco vestite, di conseguenza non dovrebbe stupire che la maggior parte di queste ragazze sogna di fare la velina piuttosto che il medico, l’avvocato, l’insegnante.

A onor di cronaca bisogna anche dire che nel nostro Paese solo il 45% delle donne lavora fuori casa (contro l’80% delle norvegesi) e a parità di mansioni ottiene uno stipendio del 20% inferiore a quello dei colleghi uomini. Sempre Newsweek sottolinea come il declino dell’emancipazione femminile in Italia sia lo specchio del declino morale dell’Italia stessa o quanto meno di una parte della sua classe politica per cui le donne e la questione dell’uguaglianza di genere non sono altro che una bella barzelletta con cui farsi quattro risate.

Un Paese, il nostro, che all’estero viene dipinto come pieno di donne disposte a fare favori a politici e potenti per riuscire ad entrare nello show business, mentre i più prestigiosi giornali d’oltralpe e d’oltreoceano riportano notizie e scandali sui probabili legami e avventure del nostro primo ministro con minorenni, giovani modelle, escort e scusatemi se ne ho dimenticata qualcuna! I cori di proteste da parte delle donne a questo trattamento se si levano sono deboli, e ricevono poca o pressoché nulla attenzione.

Ma come stanno veramente le cose? Noi italiane ci sentiamo veramente un gradino sotto agli uomini, interessate più all’apparire che all’essere? La risposta è assolutamente no! Sempre Newsweek riporta nomi ed esempi di tante donne italiane che sono riuscite a sconfiggere lo stereotipo di donna quale oggetto sessuale, o addirittura la vecchia ma tanto radicata credenza secondo la quale la donna bella è stupida mentre quella brutta intelligente. Tra i nomi citati dal celebre magazine americano compare Anna Maria Mazzoni che ha avuto un ruolo fondamentale nella lotta per il riconoscimento del diritto di voto alle donne e viene considerata la fondatrice del movimento femminista in Italia; Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina e attuale membro del Parlamento ai cui lavori partecipa attivamente, a differenza di molti altri politici o politicanti impegnati in mille altre attività. Vengono citate anche Oriana Fallaci, giornalista e scrittrice, membro della resistenza al nazifascismo durante la Seconda Guerra Mondiale e poi corrispondente di guerra, Sonia Ghandi, veneta e leader politico dall’assassinio di suo marito Rajiv Ghandi e attuale Presidente del Partito del Congresso, Rosanna Capacchione, giornalista impegnata nella lotta alla criminalità organizzata. Tra le altre anche Anna Magnani, prima donna a vincere un premio Oscar e Isabella Rossellini e Sofia Loren attrici dalla fama planetaria. Vengono citate anche le stiliste Miuccia Prada e Donatella Versace per aver contribuito a diffondere il Made in Italy nel mondo insieme alle sorelle Antinori proprietarie di uno dei marchi di vino più prestigiosi e rinomati, e Emma Marcegaglia, imprenditrice italiana e prima donna ad essere nominata presidente di Confindustria. Nominata anche la Première dame di Francia Carla Bruni, per meriti più di gossip che artistici o forse nominata solo per non essere una simpatizzante berlusconiana, la quale ha affermato di essere contenta di essere diventata francese dopo aver sentito la battuta del nostro Premier sull’abbronzatura di Barack Obama!

Le donne italiane, con una fine intelligenza, cultura, istruzione, sensibilità, che lavorano, studiano e contribuiscono o hanno contribuito a fare grande l’Italia sono milioni, siamo tutte noi e sta a noi continuare a darci da fare perché le disuguaglianze di genere, ancora non completamente sconfitte, non abbiano il sopravvento. Le donne sono intelligenti e sensibili e certamente in grado di raggiungere traguardi e obiettivi che vanno ben oltre la preparazione di una buona cenetta, la pulizia della casa o l’accudire i figli e talvolta pure i mariti! Le donne italiane e le donne in generale dovrebbero credere più in sé stesse, fare fronte comune e lottare contro le disuguaglianze di genere facendo sentire la propria voce. Non più solo angeli del focolare o del talamo ma persone pari agli uomini.

Claudia Vallini

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