Le dimissioni di Benedetto XVI: e ora cosa succede?

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Cosa accadrà adesso con le dimissioni di Benedetto XVI?

Il passo annunciato oggi da Benedetto XVI apre inediti scenari per la successione al pontificato. La rinuncia al papato, un evento sicuramente raro ma non  inedito, porterà a marzo alla convocazione di un conclave per l’elezione di un papa mentre il suo predecessore sarà ancora in vita.
Mentre i bookmaker aprono la corsa alle quote sul prossimo eletto, sul nome pontificale del successore e sulla durata del conclave, può servire analizzare cosa accadrà nei giorni immediatamente successivi le dimissioni di Joseph Ratzinger, anche se più propriamente si dovrebbe parlare di “abdicazione” o di rinuncia, trattandosi di un sovrano. Tutte le norme e le procedure riguardo la successione del pontefice sono contenute nella costituzione apostolica Universi dominici gregis, emanata da Giovanni Paolo II nel 1996.

Alle ore 20.00 di giovedì 28 febbraio Benedetto XVI cesserà di essere il papa della Chiesa cattolica. Immediatamente si aprirà la sede vacante, quel periodo durante il quale nessuno ricopre la sede apostolica. Il papa non ha un vice: quando non c’è un papa, le procedure di ordinaria amministrazione sono gestite dal cardinale camerlengo, assistito da tre cardinali, scelti a rotazione giornaliera, uno per ciascuno degli ordini (vescovi, presbiteri, diaconi). Ma non è un vero governo della Chiesa, perché tutto si limita all’ordinaria amministrazione e, soprattutto, all’organizzazione del conclave per eleggere un successore. L’attuale camerlengo della Chiesa cattolica, nominato da benedetto XVI, è il segretario di stato cardinale Tarcisio Bertone.

Il conclave viene solitamente convocato dal cardinale camerlengo entro quindici giorni, e mai oltre venti giorni, dal decesso del Santo Padre; in questo caso, ovviamente, non ci sarà alcuna novena – un periodo di nove giorni per commemorare il papa defunto. Poiché la Universi dominici gregis non precisa altro, probabilmente il conclave sarà convocato due settimane dopo le dimissioni, con la macchina organizzativa che inizierà già la mattina del 1 marzo.
Le regole del conclave prescrivono che i cardinali si riuniscano nella basilica di san Pietro, celebrando la missa pro eligendo Romano Pontefice, presieduta dal decano del collegio cardinalizia; se ne 2005 questo compito era toccato al cardinale Ratzinger, poi eletto al soglio pontificio con il nome di Benedetto XVI, quest’anno a guidare i confratelli cardinali sarà il cardinale Angelo Sodano. I cardinali si recheranno in processione verso la cappella Sistina, dove avverranno le votazioni, recitando il Veni creator, quindi professeranno il giuramento di segretezza, pena la scomunica, e si avvieranno le votazioni, nel massimo segreto. Il nuovo papa potrebbe essere eletto prima del 20 marzo ma molto dipenderà dalla durata del conclave.

Dalla cappella Sistina i cardinali emergeranno accompagnando un nuovo papa, che reggerà la Chiesa dopo Benedetto XVI.
Proprio la sorte di papa Ratzinger è oggi sorgente di speculazioni; come ha spiegato padre Lombardi nella conferenza stampa che ha seguito la comunicazione del Santo Padre, Benedetto XVI lascerà Roma per recarsi a Castel Gandolfo, quindi rientrerà in Vaticano per fissare la sua residenza nel convento di clausura interno alle mura vaticane. Lì è probabile che trascorra i prossimi anni, servendo la Chiesa con la preghiera e lo studio, godendo comunque di ogni libertà personale. Sicuramente sarà interessante verificare come si evolveranno i rapporti tra il prossimo pontefice e il suo predecessore ancora vivente.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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