Le balle dei sondaggi elettorali

sondaggi politici

Matteo Renzi (matteorenzi.it)

L’espressione che meglio descrive cosa fanno presentatori e giornalisti televisivi è la seguente: danno i numeri. In quasi tutti i talk show e anche in qualche telegiornale, infatti, vi è una parte della trasmissione dedicata ai sondaggi elettorali e alle analisi che ne conseguono. Peccato che siano parole pressochè basate sul nulla.

HISTORIA MAGISTRA VITAE - Tutti sembrano essersi già dimenticati le figuracce fatte dai vari sondaggisti alle ultime elezioni politiche. Pier Luigi Bersani era già dato per sicuro vincitore con il 35% circa, Berlusconi sicuro perdente con il venti e qualcosa, e il Movimento 5 Stelle fra il tredici e il diciotto. Tutti sanno come sono poi andate le cose. Prima ancora, nel 2012, a Parma i pentastellati erano dati al 3%. Peccato che poi il candidato grillino Federico Pizzarotti divenne sindaco della città emiliana. Insomma, prima di prendere per oro colato quello che dicono i sondaggisti, bisognerebbe pensarci bene. Oggi i sondaggi elettorali dicono che il Pd di Matteo Renzi prenderebbe il 32,5% circa, Forza Italia starebbe attorno al 22 e il Movimento 5 Stelle poco sopra il 20. Numeri che detti così, però, non dicono assolutamente niente.

C’È CHI NON VOTA PIÙ - Nessuno tiene conto del dato più interessante: quello degli astenuti. A febbraio andò a votare il 75,19% degli aventi diritto. Gli astenuti, quindi, furono il 24,81%, praticamente un cittadino su quattro. Il 5,32% in più rispetto al 2008 e l’8,43% rispetto al 2006. Un’enormità. Ma questo dato sembra essere destinato ad aumentare, e non di poco. Secondo il telegiornale di La7 del 27 gennaio, gli astenuti sarebbero il 32,8%. Un’indagine di Swg pubblicato il 30 gennaio, invece, dice che gli indecisi e gli astenuti insieme sarebbero il 40,8%. Dati su cui bisognerebbe soffermarsi perché una classe politica che, di fatto, è sempre più delegittimata dal popolo sovrano, dovrebbe, come minimo, fare tabula rasa di sé stessa. Cosa che invece è avvenuta solo in minima parte. E poi perché il dato dell’astensione influenzerà notevolmente tutti gli altri. Un esempio: la soglia del 37% che con l’italicum diventa fondamentale considerando che se nessuno la raggiungerà, si andrà al ballottaggio. Se il tasso di astensione sarà solo del 20% (ipotesi a dir poco inverosimile in quanto troppo ottimistica), tale soglia corrisponderebbe a 15 milioni circa di voti. Se l’astensione, invece, sarà del 25%, come nel 2013, il 37% corrisponderebbe a 14,15 milioni di voti, mentre se fosse del 30%, a 13,20 milioni. Questi ultimi sono numeri che sono più alla portata delle due coalizioni di centrodestra e centrosinistra. Paradossalmente, chi vuole vincere senza passare per il secondo turno, deve sperare che gli astenuti siano molti.

sondaggi politici

Silvio Berlusconi (wikimedia.org)

FATTORE B - A sentire i sondaggisti e i conduttori, sembrerebbe che tutto giri attorno ad un’unica questione: Matteo Renzi vincerà al primo o al secondo turno? Si dà per scontato, cioè, che il centrosinistra vincerà le prossime elezioni. Cosa che effettivamente al momento è probabile, ma le altre ipotesi non posso essere scartate a priori. Anche se a molti dà fastidio, il centrodestra guidato, seppur indirettamente, da Silvio Berlusconi, può vincere le elezioni. Il partito più votato sarà quasi sicuramente il Pd, ma se il Cavaliere riuscirà a mettere insieme tutti i partiti moderati più la Lega, allora Berlusconi potrebbe compiere la sua ennesima impresa. Unendo Forza Italia, il Nuovo CentroDestra, Fratelli d’Italia, l’Udc e il partito di Salvini, la coalizione di centrodestra supera ampiamente il 30% e la lotta con il centrosinistra rimane apertissima. C’è però un problema. Se, pur facendo un ottimo risultato, Berlusconi non raggiungesse il 37%, al secondo turno probabilmente perderebbe. A quel punto, infatti, sarebbero decisivi i tanti elettori del M5S, i quali, in gran parte, sono elettori delusi di centrosinistra. E pur di non vedere più il centrodestra filoberlusconiano al Governo, si recherebbero alle urne per votare Renzi.

COMPAGNI ADDIO? - Un ruolo importante, e forse decisivo, ce l’avranno i partitini di sinistra cioè Sel e quel che rimane di Rivoluzione Civile. Se stringeranno una nuova alleanza con Renzi, allora diventerebbe difficile per Berlusconi superare il centrosinistra. Ma tale alleanza non è per niente scontata. Al congresso di Sel l’ospite del Pd è stato contestatissimo e alle prossime elezioni europee il Pd e Sel non saranno alleati. Riusciranno i “compagni” a fare l’ennesimo sgambetto al centrosinistra regalando la vittoria a Berlusconi?

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: matteorenzi.it; wikimedia.org; falcodestro.it

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews