L’attentato in Pakistan ed il ritorno dei turisti cubani

Andrei Sannikov

Bielorussia – Andrei Sannikov, ex ministro degli esteri e co-fondatore del gruppo Carta ’97, è uno dei principali oppositori del regime di Lukashenko. Con l’accusa di aver organizzato lo scorso dicembre proteste di massa, che ricordiamo furono represse nel sangue, contro l’elezione del leader, denunciando brogli elettorali, è stato condannato a cinque anni di prigione. Anche la moglie, Irina Khalip, giornalista di un  giornale di opposizione, è in attesa di giudizio. Una sentenza politica che ha gia suscitato numerose reazioni diplomatiche.

Nigeria – Due ingegneri, un italiano e un inglese, che lavoravano per la società “Stabilini Vision Limited” sono stati rapiti nell’estremo nord del paese. Il Ministro degli Esteri italiano, Frattini, ha dichiarato che al momento non è pervenuta nessuna richiesta di riscatto. L’area del sequestro, lo stato di Kebbi, è in genere estraneo a fenomeni di tale genere che “caratterizzano”, invece, generalmente il sud del Paese. Sembra che nell’area, a confine con Niger, operi l’Aqmi, braccio maghrebino di Al Qaida, da verificare tutt’ora il coinvolgimento di questi ultimi.

Pakistan – Duplice attentato nell’area di Shabqadar: il bilancio è di 87 morti ed un centinaio di feriti. A rivendicare gli attentati i talebani pakistani, affiliati ad Al Qaida.  L’azione sembra essere la prima risposta all’operazione militare americana del 2 maggio, che ha portato all’uccisione di Osama Bin Laden.

Germania – Il “Boia di Sobibor”, alias John Demjanjuk, è stato condannato a cinque anni di reclusione per concorso attivo nell’assassinato di ben 28.060 ebrei, durante la Seconda Guerra Mondiale. Vista la veneranda età (91 anni) è stato rilasciato, non sussistendo alcun pericolo di fuga, essendo apolide e non possedendo alcun passaporto. Il caso era stato già discusso nel 1988 davanti ad un tribunale di Israele, ma Demjanjuk fu assolto per insufficienza di prove.

Egitto – Arrestata la moglie di Mubarak, Suzanne Thabit. L’accusa è di guadagni illeciti: la signora dovrà dimostrare, infatti, come sia riuscita  a divenire la proprietaria di numerosi immobili, pur non avendo mai ricoperto alcuna carica pubblica. A dare la notizia il consigliere del Ministro di Giustizia, Assem El Gohari.

Suzanne Thabit

Bruxelles – Il Parlamento Europeo approva il nuovo registro comune per i lobbisti. I due registri già esistenti (quello del Parlamento dal 1996, e per la Commissione dal 2008) saranno integrati nel nuovo, per consentire una maggiore trasparenza. Sebbene la notizia sia stata accolta con favore da molti, impossibile non notare un piccolo particolare: l’iscrizione, per quanto riguarda la Commissione, non è obbligatoria.

Honduras – Arriva a quota 11 il numero di giornalisti uccisi durante il mandato di Porfirio Lobo. L’ultimo è Hector Medina Polanco, coordinatore del telegiornale locale Omega Vision, che aveva denunciato numerosi casi di corruzione e malaffare. Per le organizzazioni di giornalisti e difensori dei diritti umani, l’episodio altro non è che la ulteriore conferma dello stato di impunità che imperversa nel Paese dal 2009, anno in cui il presidente Zelaya fu cacciato.

Venezuela – Il Presidente Chavez viene accusato di aver donato 300 milioni di dollari alle FARC nel 2007, quando l’organizzazione guerrillera era nel mezzo di una campagna per la ricerca di alleanze fuori dalla Colombia. L’informazione sembra essere stata recuperata dagli archivi nel computer di Raul Reyes, numero 2 delle FARC fino al marzo 2008, quando fu ucciso in Ecuador. Ancora da verificare la veridicità dei fatti.

L'ex Presidente Alfonso Portillo

Guatemala – L’ex Presidente Alfonso Portillo, che governò dal 2000 al 2004, è stato assolto dall’accusa di appropriazione indebita di fondi pubblici. La cifra contestata si aggirava intorno ai 10 milioni di euro, sebbene l’entità del danno alle casse erariali sembra essere stata maggiore. Continuano ad essere pendenti intanto i processi di estradizione richiesta da Stati Uniti e Francia, dove Portillo è accusato di riciclaggio di denaro sporco.

Cina – Abolito il Gelsomino, fiore simbolo delle rivolte. Il termine è stato infatti eliminato dai dizionari, dal lessico e censurato in rete. Vietato ogni riferimento.  Le motivazioni ufficiali finora date sono di volta in volta le più varie: si va dalla contaminazione per le radiazioni di Fukushima alla natura di arma per la setta del Falun Gong.

Spagna – Due scosse di terremoto, di 4.5 e 5.3 gradi, hanno colpito la regione di Murcia, causando 8 morti e numerosi feriti. Per far fronte alla situazione il Premier Zapatero ha inviato l’esercito ed è stato dichiarato lo stato d’emergenza nell’area. Intanto non si placa la paura: fonti dell’Istituto Geografico Nazionale hanno dichiarato possibile il ripresentarsi di scosse maggiori, di cui le prime considerabili un segno premonitore.

Messico – Duro colpo al narcotraffico. L’esercito annuncia l’arresto di Martin Beltran Coronel, detto El Aguila, uno dei principali  “dirigenti” del cartello di Sinaloa, che si occupa del traffico di droga del Centro e Sud America verso gli Stati Uniti.  El Aguila apparterrebbe alla cupola del trafficante Guzman, il ricercato numero 1 di Messico e Stati Uniti.

Martin Beltran Coronel

Tunisia – Arrestati due presunti membri di Al Qaida a Tekrif, nel sud del Paese, per il possesso di alcuni ordigni esplosivi. Ancora da chiarire modalità e circostanze dell’arresto. Intanto messa in moto la exit strategy verso la transizione democratica, che prevede le prime elezioni libere per il prossimo 24 luglio.

Cuba – Dopo la paventata apertura agli investimenti esteri, il  Sesto Congresso del Partito Comunista si fa portatore di ulteriori novità: per la prima volta, dopo 50 anni, sarà concessa la possibilità ai cittadini di viaggiare all’estero come turisti. Ancora non molto chiare le modalità,  che sembrano essere legate alla necessità di presentare una domanda di autorizzazione, che in ogni caso potrà comunque essere respinta.

Yemen – si accresce il bilancio delle vittime delle manifestazioni e scontri tra popolazione e forze dell’ordine: 3 morti e 30 feriti. All’origine delle proteste questa volta la mancanza di rifornimenti petroliferi e di gas domestico, che scarseggiano nella maggioranza delle province.

 

 

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