L’assurda strage nel vercellese. Chi è davvero il nipote killer?

A Santhià si è consumata un'efferata strage di famiglia. I nonni e la zia uccisi dal nipote killer, che si è poi consegnato alla polizia

killer

Il killer, Lorenzo Manavella, con i nonni Tullio Manavella e Pina Bono

Nessuno in paese si sarebbe aspettato una tragedia di questo tipo. Una famiglia per bene, ben vista da tutti; lui Tullio Manavella, ottantacinquenne per tanti anni direttore delle poste di Santhià, paesino di diecimila abitanti nel vercellese. La moglie Pina Bono, casalinga e invalida da tempo di settantotto anni e la loro figlia, Patrizia Manavella, cinquantasei anni e un lavoro in banca. Persone normalissime uccise dalla serpe che cresceva nella loro stessa casa: il nipote di venticinque anni, Lorenzo Manavella.

LORENZO L’INSOSPETTABILE – Confuso, sporco di sangue, Lorenzo si è presentato alla polizia della stazione di Venezia confessando la strage commessa: nonno, nonna e zia barbaramente uccisi: «Sono stato io, sono stato io, li ho ammazzati io a Santhià. Volevo costituirmi da voi, e non a Vercelli» continuava a ripetere il killer ai poliziotti. Un passato legato a problemi di droga che le autorità stanno cercando di scandagliare a fondo per risalire al movente della strage avvenuta nel tranquillo paese vercellese.

I MESSAGGI SU FACEBOOK – Tante le foto presenti sul profilo Facebook del killer di lui insieme ai suoi nonni, alla zia, insieme alle sue vittime: «Siete la mia vita», commenta sorridendo in una foto con un braccio attorno al collo del nonno. Come nella maggior parte dei casi degli omicidi in famiglia, l’insospettabile si trasforma in un efferato assassino. Ci sarebbe un litigio proprio legato alla droga alla base del folle gesto di Lorenzo, il killer pallavolista. Che postava su Facebook frasi dalla vena dolente: «La musica è la mia droga, i dj i miei pusher» o anche «Unica nota positiva, la pallavolo» o «So di sbagliare ma non merito di essere solo».

IL KILLER PALLAVOLISTA – Una personalità complessa capace di arrivare ad uccidere i propri familiari, un killer al quale le autorità competenti faranno numerosi interrogatori per risalire al reale movente della strage. Dopo la scoperta dei corpi delle tre vittime nell’appartamento, rintracciare Lorenzo Manavella, il killer campione di pallavolo, era l’obiettivo principale per gli investigatori, certi che dietro l’assenza del ragazzo si nascondesse la chiave per risolvere la strage di una famiglia normale, una famiglia per bene. Distrutta dal killer pallavolista, il ragazzo che postava su Facebook le foto con i suoi nonni.

Gian Piero Bruno

@GianFou

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