L’Arte dove non l’aspetti: sensibilizzare il pubblico all’arte

Contemporany Times

Giovanni Manzoni all'opera (artribune.com)

L’uomo del XXI secolo, molto spesso, non ha il tempo, né la sensibilità, per vivere pienamente l’Arte. Siamo rapiti dalla fretta, costretti dall’efficienza, tanto storditi dalla tempesta d’immagini, suoni, video che è quasi impossibile distinguere ciò che è arte e ciò che non lo è. E’ da questa malattia della nostra modernità che nasce l’esigenza di aggiornare l’Arte a nuovi spazi e modi d’espressione.
Il fenomeno dell’arte in strada, per le vie della città, è una risposta chiara a questi sintomi preoccupanti. Nata come moto personale dell’artista di sovversione creativa nel grigiore delle metropoli, si è rivelata uno strumento efficace per l’espressione e per sensibilizzare il pubblico all’Arte e ora è promossa con coraggio da molte associazioni culturali.
Esiste, infatti, la Federazione Nazionale Arte di Strada che – come leggiamo sul sito internet – «si propone di riunire tutte le realtà dello spettacolo di strada italiano (Artisti, Compagnie, Promotori) per perseguire un maggior riconoscimento del loro valore presso le istituzioni dello Stato». La sua preziosa attività di tutela e promozione inaugurerà il 15 aprile lungo le strade di Milano 200 postazioni per gli artisti. Musicisti, attori, mimi, giocolieri, ritrattisti, pittori, da tutta Italia e Europa, potranno prenotare un proprio spazio nella città sul sito www.stradaparta.it dall’8 aprile: per la prima volta una piattaforma online coordinerà le espressioni artistiche di 200 creativi on the road, dando la possibilità ai cittadini di conoscere i programmi delle attività in anticipo o in tempo reale. Non si tratta solo di una semplificazione amministrativa, ma di un vero e proprio incentivo per la creazione di un underground artistico capace di attirare le energie degli emergenti, di rivalutare gli spazi della città, di coinvolgere i passanti. L’ha ricordato il consigliere comunale Luca Gibillini: «La storia della cultura nasce in strada. Aprire le strade agli artisti significa avvicinare la cultura ai cittadini. Con questa iniziativa Milano diventa una città ancora più aperta, più attrattiva, più ricca di cultura, più viva ed europea».
Ma già quest’estate Roma aveva vestito tre tram dell’opera di Emila Sirakova, Marco Minotti, Giovanni Manzoni Piazzalunga, Thomas Berra, Marco De Rosa e Angelo Genova (Crazyone): tutti giovani artisti di calibro internazionale, intenti a dipingere le fiancate dei vagoni – opere d’arte semoventi – per allestire una vera e propria mostra itinerante. Il progetto Contemporary Times è stato promosso da Unicredit con il dichiarato intento di raggiungere l’attenzione dei cittadini, avvalendosi anche del supporto dei social.
Pare che l’assioma «Se l’uomo del XXI secolo non va dall’Arte, l’Arte va dall’uomo del XXI secolo» sia diventato una linea guida fondamentale per le associazioni culturali e museali. Un nuovo concetto di espressione artistica significa infatti un nuovo pubblico: chiunque è un potenziale spettatore. Tanto che Hannes Egger crede che perfino facendo la spesa ci si possa concedere un attimo di contemplazione.

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Egger

Hannes Egger (exibart.com)

L’artista altoatesino in occasione dell’Anno dell’oggetto museale 2013 – 1000+1 La storia negli oggetti ha organizzato un progetto che prevede l’esposizione di sei diversi oggetti dell’arte nei market della zona, in cubi di plexiglass. Per dodici settimane, fino a maggio, sei oggetti museali – prodotti artistici, ma anche d’artigianato o reperti archeologici della zona – con tanto di didascalia attireranno gli sguardi e – si spera – la curiosità dei frequentatori dei supermercati Despar di Dobbiaco, Terento, Vipiteno, Villandro, Malles, Silandro, San Martino in Passiria, Lana, Appiano, Caldaro, Selva Val Gardena e Sesto. Egger spiega chiaramente: «Con Oggetti fuori luogo, l’inusuale piomba improvvisamente in un luogo della vita quotidiana. La normale attività di fare acquisti viene disturbata dalla presenza degli oggetti museali, stimolando il pubblico a guardarli, e a farlo con occhio diverso, mischiando anche passato e presente».
E il progetto di Egger non è l’unico a cercare di stringere un maggior legame tra attività museale e cittadini, a provare l’attualità di una nuova idea di Arte. Il Piccolo Museion – Cubo Garutti in via Sassari, nella periferia di Bolzano, è una installazione espositiva del Museion nel cuore della strada, nata per invadere sempre più lo spazio comune dei cittadini, raccontando arte contemporanea e tradizione. In occasione infatti dell’Anno dell’oggetto museale di cui sopra, il Museion e il Museo Civico di Bolzano hanno organizzato tre mostre tematiche per il Cubo che vedranno coinvolti attivamente gli abitanti del quartiere destinati a diventare “curatori” per scegliere quali opere esporre delle collezioni.
Non sono e non saranno le prime iniziative che aggiornano la Cultura ai nostri ritmi di vita, un proposito lodevole ma rischioso. Se l’intento è quello d’invadere e totalizzare ogni spazio della vita comune dell’uomo, saremo di fronte alla stessa confusione che ha prodotto Internet, vivremo una fast art usa e getta, o – peggio – un Arte di Massa. La soluzione è nel trovare un equilibrio, nel mostrare l’Arte con discrezione, quasi in segreto, negli angoli in cui non la si aspetta: solo così riusciremo a sensibilizzare al Bello. Perché se ha ragione Samuel Beckett nel dire «Tutte le arti si assomigliano – un tentativo per riempire gli spazi vuoti», bisogna sempre tenere a mente le parole del designer Bruno Munari: «Quando tutto è arte niente è arte».

Fabrizio De Gregorio
@fadegregorio

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Una risposta a L’Arte dove non l’aspetti: sensibilizzare il pubblico all’arte

  1. avatar
    annarita 02/04/2013 a 14:49

    sono una lettrice affezionata dell’autore di questo articolo, De Gregorio, che con trasparenza e articolata composizione di parole affronta tematiche diverse e rese interessanti!!! bravo

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