L’aragosta si fa democratica: crollano i prezzi negli Usa

L'aragosta, un tempo ricca, diventa ora prodotto per tutti (o quasi)

New York – Un’aragosta a 7 euro e 50? Non è una assurda proposta pubblicitaria o il sogno di qualsiasi gourmand , ma la realtà in molti supermercati di New York e dintorni. Lo strabiliante calo dei prezzi di uno dei crostacei più popolari – e finora costosissima prelibatezza dell’alta gastronomia – è infatti dovuto a un forte aumento del volume di esemplari pescati nelle acque del Maine, uno dei piccoli stati a nord della Grande Mela.

In particolare, il Dipartimento delle Risorse Marine del Maine ha diffuso dei dati che mostrano come l’eccesso di offerta abbia permesso questa forte riduzione del costo per il consumatore. Si è passati, nel giro di venti anni, da 12,7 milioni di kg/anno a più di 57 milioni, una somma quasi quadruplicata che, sebbene presenti un vantaggio immediato per il consumatore finale, rischia di mettere in ginocchio un intero settore produttivo, a causa del disavanzo netto tra offerta (cioè la quantità immessa sul mercato) e domanda (l’effettivo consumo dell’utente finale, dalla ristorazione alla distribuzione).

Patrice McCarron, a capo della “Maine Lobstermen”, un’azienda che riunisce numerosi pescatori di aragoste, ha precisato che, sebbene il volume del pescato sia aumentato dell’80% in soli cinque anni, coloro che vivono di questo lavoro hanno ridotto drasticamente i guadagni. Nel 2005, infatti, una libbra di aragosta veniva pagata ai pescatori 4,63 dollari (3,48 euro al cambio attuale), mentre il guadagno attuale è di soli 2,25 dollari (1,69 euro), meno della metà in poco meno di dieci anni.

In ogni caso, i consumatori – quelli statunitensi, che affollano i mercati di Chelsea e Brooklyn, e quelli cinesi che spingono la domanda estera - sembrano gradire questa improvvisa manna dal cielo, o dal mare che dir si voglia, e sperano che duri quanto più possibile, per portare sulle proprie tavole un piatto ricco, senza dover dilapidare le casse di famiglia.

Stefano Maria Meconi

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