L’Aquila, a 5 anni dal terremoto, crolla balcone del progetto C.A.S.E

Il crollo del balcone

Il crollo del balcone

L’Aquila - Sono passati più di cinque anni dal 6 aprile 2009, la notte in cui un terremoto di magnitudo 6,3 ha colpito la città de L’Aquila e ha causato gravissimi danni oltre alla morte di 309 morti e circa 1600 feriti, eppure molte delle ferite sembrano essere rimaste ancora aperte e il risorgere del capoluogo abruzzese sembra essere ancora lontano.

CROLLO A CESE DI PRETURO - Stamattina infatti, a Cese di Preturo, si è quasi sfiorata la tragedia quando un balcone di una delle abitazioni inserite nel Progetto C.A.S.E (complessi antisismici sostenibili ecocompatibili) è crollato su quello sottostante. La paura, ancora non assopita, degli abitanti che sono state vittime e hanno sentito sulla loro pelle i danni emotivi e fisici del terremoto, è tornata a farsi nuovamente sentire, accompagnata dall’inevitabile rabbia per la situazione in cui versa la loro amata città.

Antonello Ciccozzi, antropologo attivo presso l’Università dell’Aquila e residente in uno degli appartamenti di C.A.S.E, ha commentato duramente l’episodio di questa mattina, stanco del degrado e dell’abbandono che si respira tra le vie della città: «Siamo non al tragicomico, ma all’iperbole del tragicomico in cui ciò che dovrebbe risolvere l’emergenza diventa un fattore che riproduce ed amplifica l’emergenza stessa. Oggi  il progetto C.A.S.E. più che mai è l’emblema di un’Italia marcia e inguaribile che affonda in un’isteria rassicurazionista. L’amministrazione comunale dovrebbe far causa alla Protezione civile e allo Stato per urbicidio».

STRUTTURE ANTISISMICHE PRECARIE - Inoltre sembra che il cedimento di questa mattina non sia il primo e la ricostruzione della città de L’Aquila, a partire dalle abitazioni per finire ai centri di interesse culturale, continua a far discutere gli esperti e gli abitanti del capoluogo stesso, costretti ad accettare qualsiasi condizione di vita perché, nella maggior parte dei casi, ancora impossibilitati ad entrare nelle loro dimore. Ciò che più stupisce, inoltre, è la precarietà delle strutture del Progetto C.A.S.E su cui si riscontrano evidenti difetti strutturali: tali edifici, infatti, avrebbero dovuto garantire un’alta robustezza e avrebbero dovuto essere “a prova di terremoto”, ma visto il crollo di stamane, avvenuto in solitaria, c’è da temere sulla reale resistenza degli edifici.

L'Aquila, cinque anni dopo

L’Aquila, cinque anni dopo

UNA NUOVA INAGIBILITÀ - Il sindaco Massimo Cialente, conscio dello stato emotivo dei circa 16mila aquilani che abitano la struttura di Cese di Preturo, composta da 4.500 alloggi, ha effettuato una visita sul luogo e ha immediatamente testimoniato la necessità di effettuare un controllo sul complesso abitativo, così da evidenziare tempestivamente un eventuale «problema strutturale»: attualmente l’abitazione è stata dichiarata inagibile ed è stato sottoposto a controllo anche l’edificio accanto.

Alessia Telesca

foto: giornalettismo.com; facebook.com/alessandro.mandarini

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