‘Lanciafiamme contro i gay’: il commento omofobo del parroco sardo

'Lanciafiamme contro i gay': questo il commento postato su Facebook dal parroco di Arborea (Oristano). Segue la denuncia del movimento omosessuale sardo

Don Silvio Foddis (sardiniapost.it)

Don Silvio Foddis (sardiniapost.it)

Se la lotta omofoba dell’Isis si fonda sulle storiche modalità della defenestrazione – suggerendo un lancio diretto dagl’alti grattacieli –  il parroco di Arborea, don Silvio Foddis, propone un’ulteriore espediente anti-gay: un lanciafiamme per sopprimere la collettività omosessuale. Le parole del prete sono apparse come commento ad un’immagine pubblicata dal consigliere comunale di Arborea sul suo profilo Facebook.

I FATTI – Il Don Cristoforo di Arborea, provincia di Oristano ha dato prova della sua profonda avversione nei confronti degli omosessuali attraverso uno squallido post su Facebook in calce ad un’immagine di un gruppo naturalista che ha sfilato al gay pride di Madrid nel 2013: «Un lanciafiamme per riaccendere quello che è quasi spento?». Queste le indicibili parole di Silvio Foddis, un ignobile e riprovevole incitamento alla violenza e al sentimento omofobo. Piovono insulti, critiche ed offese nei confronti del parroco, ma a queste l’uomo – fiero ed orgoglioso di quanto già sostenuto – non fa che ribadire il suo disprezzo, dichiarando, per giunta, di essersi anche eccessivamente autocensurato: «avrei potuto andare anche un po’ più in là –perché a suo dire – i cristiani non debbono sorbirsi tutte le porcate di questo mondo».

LA REAZIONE DEL MOS – Al commento del parroco risponde, profondamente indignato, il Movimento Omosessuale Sardo (Mos); il quale non ha presentato una denuncia per istigazione all’omicidio. L’associazione ha, inoltre, invocato una presa di posizione della Chiesa nei confronti di don Silvio Foddis, ma l’arcivescovo di Oristano Ignazio Sanna, ha tentato ostinatamente di protegere e difendere “il buon nome della sua famiglia”, finendo per minimizzare l’accaduto. In una nota pubblicata sulla home page del sito della Diocesi, si spiega che l’arcivescovo ha parlato al telefono con il parroco e ha appurato che la sua «è stata una reazione impulsiva e forte ad una foto di grande impatto e, a quanto pare, equivocata, in quanto fuori contesto, a sostegno della pratica del naturalismo».

Il fanatismo anti-gay del sacerdote ha dunque tutte le sembianze dell’integralismo religioso, che si riempie la bocca del nome di Dio, ma non fa che sputare odio, che giunge le mani in segno di preghiera ma tra quelle stesse mani è pronta ad impugnare un arma contro un altro essere umano, colpevole – se di colpa si vuole spropositatamente parlare – solo ed esclusivamente di amare il proprio stesso sesso.

Antonietta Mente

@AntoMente

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews