Lampedusa: continuano gli sbarchi. Dichiarata l’emergenza umanitaria

ROMA – Circa mille persone sono arrivate sull’isola siciliana nella notte fra sabato e domenica. Non si ferma, così, l’ondata di sbarchi sulle coste italiane. Negli ultimi 4 giorni sono stati circa 4 mila gli immigrati tunisini approdati in Italia. A dirlo è il comandante delle capitanerie di porto dei Lampedusa, Antonio Morana.

Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha dichiarato lo stato di emergenza umanitaria. La decisione è stata presa nell’ultimo Consiglio dei ministri. Il controllo della situazione, intanto, è stato affidato al prefetto di Palermo, Giuseppe Caruso. Uno dei primi provvedimenti potrebbe essere quello di spostare gli immigrati dall’isola. Lo conferma il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis: «Si punta a al trasferimento entro sabato di tutti gli immigrati presenti sull’isola».

La questione più urgente è quella di trovare una collocazione all’interno dei centri d’accoglienza. Bari, Crotone e Caltanissetta sono già pieni. L’ipotesi è quella di costruire una tenda nei pressi di Siracusa che possa contenere gli immigrati, che oggi sono ammassati nel campo di calcio di Lampedusa. Sull’isola, però, una struttura di accoglienza esiste, ma viene tenuta chiusa. Decisione che lascia interdetti gli operatori dell’Unhrc e il personale della cooperativa Lampedusa accoglienza, che si occupava del centro.

Ad affrontare il viaggio della speranza molte donne, preoccupate della situazione in Tunisia e che per la paura hanno deciso di partire: «Per noi è diventato impossibile vivere là: ci sono violenze, rapimenti e non si capisce più chi comanda. Il paese è allo sbando».

Dietro ai barconi c’è la speculazione degli scafisti. Dalle ricostruzioni raccolte fra i tunisini emerge che i trafficanti incassino cifre tra 1000 e 1500 euro a persona. Le navi, però, sono spesso vecchie e pericolose. Nella notte, infatti, è stato necessario l’intervento della capitaneria di porto per trarre in salvo circa 100 persone, dato che l’imbarcazione aveva iniziato ad inabissarsi.

La situazione sull’isola siciliana si aggrava sempre di più. Il sindaco ha dichiarato di essere di fronte a «un esodo dalle proporzioni bibliche». Resta l’inadeguatezza delle strutture italiane. La situazione tunisina è davanti a tutti. Un esodo poteva essere previsto e magari iniziare ad organizzarsi già davanti ai primi sbarchi.

Nicola Gilardi

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