L’aggressione con l’acido, l’ombra su Bolshoi. L’epilogo della vicenda

La sentenza del tribunale di Mosca ha condannato tutti i congiurati per l’aggressione al direttore artistico del teatro Bolshoi

bolshoi, Pavel Dmitrichenko, Angelina Vorontsova

I ballerini del Bolshoi Pavel Dmitrichenko e Angelina Vorontsova

Se i giornali di tutto il mondo non continuassero a ricordarci che si tratta di un fatto reale, sembrerebbe quasi di trovarsi all’interno di un film noir. Il riferimento è all’intricata faccenda legata al celebre teatro moscovita Bolshoi, che si è conclusa con un verdetto del tribunale competente lo scorso 3 dicembre.

UN PASTICCIACCIO BRUTTO – Che all’interno del Bolshoi ci fossero molte invidie e rivalità non è un mistero per nessuno, ma il “pasticciaccio brutto” – per citare Gadda – accaduto nel suddetto teatro va ben oltre le antipatie che possono nascere nel mondo dell’arte. Per cercare di dipanare la matassa occorre fare un passo indietro al 2009, quando cioè una promettente ma sconosciuta ballerina di provincia decise di trasferirsi a Mosca in cerca di fortuna. La ballerina è Angelina Vorontsova. Grazie al suo talento la Vorontsova entrò ben presto nella ristretta cerchia del Bolshoi, il più importante teatro russo e certamente uno dei più conosciuti al mondo. Al Bolshoi la giovane ballerina conosce il famoso ballerino solista Pavel Dmitrichenko e tra i due nasce subito l’amore. La Vorontsova ricorderà in seguito il tempo passato con Dmitrichenko – non senza una profonda malinconia – come uno dei periodi più felici della sua vita. Fu il primo amore per la ragazza di provincia, che ricorda il viaggio romantico con il suo compagno e collega a Venezia poco prima di partire per l’Argentina dove ballarono insieme in una tournée. L’idillio si interruppe quando il direttore artistico del Bolshoi Sergei Filin iniziò a mettere i bastoni tra le ruote alla Vorontsova. Forse Filin riteneva che la giovane non fosse ancora pronta per far carriera nel mondo della danza, forse nutriva delle antipatie nei suoi confronti, ma in ogni caso da un certo punto in poi la donna di Dmitrichenko fu relegata a parti di secondo piano. Per questo e per altri motivi Pavel Dmitrichenko, che come molti buoni artisti aveva un carattere sanguigno e scontroso, si lasciò andare spesso a furiose litigate con il direttore artistico.

UN’AGGRESSIONE NELLA NOTTE – Fino a qui tutto bene. Il 18 gennaio scorso però le solite liti lasciano posto a un fatto ben più grave. Sergei Filin stava rincasando in tarda serata e ancora non sapeva che qualcuno lo stava aspettando. Giunto davanti alla sua abitazione Filin venne aggredito da uno sconosciuto che prima gli versò dell’acido sul suo viso e subito dopo fuggì su un auto che lo stava aspettando con il motore acceso. Il direttore artistico rischiò di perdere completamente la vista e dovette sottoporsi a ben ventidue operazioni in una clinica tedesca. Sergei Filin, ex ballerino e coreografo di fama mondiale, ricopriva un posto di primo piano all’interno del Bolshoi avendo un enorme potere decisionale all’interno del teatro per quanto riguarda i ruoli dei ballerini. Secondo la portavoce del teatro Novikova, da quando Filin assunse questo incarico, ricevette molte minacce, ma nessuno poteva immaginarsi che dalle parole si sarebbe passati ai fatti. I sospetti degli investigatori caddero presto su Pavel Dmitrichenko in quanto mandante. Vennero poi individuati sia l’esecutore materiale dell’aggressione, sia l’uomo che lo aspettava in auto per fuggire.

Sergei Filin, Bolshoi

Sergei Filin dopo aver subito numerosi interventi a causa dell’aggressione

L’EPILOGO – Seguono mesi difficili per Dmitrichenko, posto in stato d’arresto dall’autorità giudiziaria e sottoposto di continuo a duri e sfibranti interrogatori. La Vorontsova si recherà più volte a trovare il suo uomo in carcere e ogni volta lo troverà in stati preoccupanti, esausto e con il volto segnato da profonde occhiaie. Finalmente il 3 dicembre scorso è arrivata la sentenza del tribunale di Mosca. Tutti e tre i fermati sono ritenuti colpevoli. A Pavel Dmitrichenko vengono dati sei anni di carcere per essere stato il mandante dell’aggressione premeditata ai danni di Filin, dieci anni sono stati inflitti all’esecutore materiale e quattro per l’autista. Tra i familiari e gli amici del ballerino serpeggia il dubbio che la confessione sia stata estorta con la violenza in uno dei tanti interrogatori condotti dagli inquirenti, confessione non piena comunque, perché Dmitrichenko ha ammesso di avere una colpa morale nei confronti del direttore artistico, ma di non aver mai ordinato all’esecutore di utilizzare dell’acido: la sua intenzione era quella di farlo picchiare. In centocinquanta tra ballerini e personale del Bolshoi hanno consegnato a un giornale di Mosca una lettera in cui si chiede clemenza per il loro collega incriminato, elogiandone la correttezza e le qualità umane. Che questo appello venga accolto oppure no ora, per il ballerino che fu uno dei più importanti al mondo, calerà definitivamente il sipario almeno sulla sua carriera.

Andrea Castello

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews