L’accusa di un testimone: «A Pantelleria li hanno fatti morire»

«Li hanno fatti morire. Li ho chiamati tra le 18 e le 19: perché sono passate 15 ore prima che li soccorressero?». Con queste parole Antonio Grimaudo, comandante del peschereccio Cosimo Aiello testimone del naufragio degli immigrati a Lampedusa, ha accusato le autorità di non aver prestato soccorso all’imbarcazione.

«Quel barcone è stato avvistato da un altro peschereccio che non riusciva a comunicare, mi hanno chiamato via radio informandomi che 200 persone erano in balia del mare» ha detto il comandante.

Secondo la ricostruzione fornita a La Repubblica, nonostante le sollecitazioni, la capitaneria di porto non ha inviato i soccorsi in maniera immediata. «Ho chiamato le capitanerie di Palermo e Pantelleria – ha detto – erano le 16 di martedì, mi hanno risposto che avrebbero mandato subito una nave…Mi hanno detto che stavano partendo da Pantelleria, ma non sono mai arrivate».

Secondo l’uomo, inoltre, la tragedia si sarebbe potuta evitare: «Soltanto la mattina ho saputo che il barcone si era arenato e che erano morte due donne. Quelle persone si potevano salvare, il trasbordo si poteva fare, se avessero mandato le motovedette, il mare era buono».

Redazione

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