La VII Biennale di Soncino a Marco invade il borgo

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L’ingresso alla Rocca Sforzesca, una delle sedi della Biennale di Soncino a Marco

Soncino (Cr) – Incuriositi e inconsapevoli di quel che avremmo visto, due anni fa abbiamo per la prima volta visitato e poi piacevolmente recensito la VI Biennale di Soncino a Marco, inaugurata nella sua nuova VII edizione lo scorso sabato, 31 agosto. Non potevamo mancare quindi all’opening, sempre nel suggestivo contesto della Rocca Sforzesca di Soncino, uno dei borghi medievali  più interessanti d’Italia.
Anche quest’anno ci siamo trovati tra l’architettura medievale del castello e quella industriale dell’ex Filanda Meroni, situate a distanza di pochi metri, e unite per questa occasione dal medesimo intento: promuovere l’arte e le creazioni di artisti contemporanei nazionali e internazionali, con un format nato grazie a Demis Martinelli e Pietro Spoto, due artisti amici di Marco, al quale è da sempre dedicata la manifestazione artistica. Allora poco più che ventenni, nel 2001 i due ragazzi organizzarono una prima collettiva di pittori, scultori, installatori e studenti d’arte a loro vicini per riempire il vuoto lasciato dalla scomparsa dell’amico; la celebrazione è divenuta da quel momento, grazie all’organizzazione dell’Associazione Culturale Quartiere3, appuntamento fisso – ogni due anni – e sempre più frequentato e atteso.

Una cinquantina gli artisti selezionati per l’esposizione, alcuni conosciuti e altri emergenti, che con le loro opere sorprendono il visitatore durante il percorso della mostra, che assume in parte i toni di un’avventurosa ricerca, per esempio, quando ci si addentra nei sotterranei e si scoprono interessanti installazioni create ad hoc nei diversi ambienti.

In primo piano l'installazione di Brunivo Buttarelli In affioramento

In primo piano l’installazione di Brunivo Buttarelli ‘In affioramento’

Per citare qualche episodio, senza enumerarne troppi per non privare della sorpresa, tra le installazioni presenti ricordiamo quella di Rocio Perez Vallejo: il visitatore entra in contatto con una dea azteca nel momento in cui si colloca al centro di una sorta di rifugio/altare posto a terra e decorato con motivi legati all’iconografia azteca: una volta giunto nel mezzo  di questo, udirà degli effetti sonori che simulano la voce della dea.
Interessante ed eterea anche l’opera di Sandro Bracchitta, Caracol: una chiocciola di casette di cartone in foglia d’oro che si elevano verso l’alto, a spirale, accompagnando l’architettura del castello: la casa simboleggia la ricerca di stabilità, vista come elemento sacro dall’uomo, quindi sublimata con l’ oro e in una sorta di ascensione divina.

Divertente, interattiva, stimolante, l’opera di Riccardo Muroni: uno schermo proietta uno dei cento frame di un’animazione interattiva; il frame proiettato cambia in associazione al livello di volume percepito da un microfono che registra i suoni (rumori e voci) provocati dal visitatore.
Prima di giungere nei sotterranei non può certo non stupire lo scheletro di una balena situato nella corte interna del castello: l’artista Brunivo Buttarelli ha realizzato la grande opera In affioramento, in marmo rosa di Verona e acciaio. Frammenti di morte riaffiorano al mondo per parlare di vita, resurrezione, tramite il processo nascita-vita-morte-rinascita. L’opera incarna il significato del progetto Vertebre che l’artista, selezionato da Quartiere3, presenterà il 21 settembre a Meano (Bs).
Emerge in Biennale anche il messaggio ecologico, come per esempio in Wash di Riccardo Bonfadini: alla base di un mucchio di sacchetti di plastica colmi di rifiuti troviamo una lavatrice a oblò che lava sacchetti di plastica. Sopra questa un detersivo della marca “L’arte è pulito”: il desiderio è di rinnovare, tramite il lavaggio, la materia scartata per restituirla e poterla riutilizzare.
Sarebbero tantissime altre le opere da menzionare, per cui questa manifestazione merita almeno una visita, anche all’interno della ex Filanda, dove si concentrano opere pittoriche e stampe. Ricordiamo, per menzionarne qualcuna, gli Sguardi di Raffaele Iachetti e la pittura figurativa e insieme decorativa di Giangi Pezzotti.

L'opera di Nemo's al bosco urbano mentre un visitatore interagisce

L’opera di Nemo’s al bosco urbano mentre un visitatore interagisce

Soncino si popola di artisti a macchia d’olio fino al 29 settembre: anche la Casa degli Stampatori ospita tre artisti, e il bosco urbano è scenario di un’opera dello street artist Nemo’s: geniale, perché seppur realizzata su muro, è in qualche modo interattiva, permettendo allo spettatore di disvelarne, in prima persona, un altro livello. Inoltre numerosi e meritevoli sono gli eventi e gli spazi satellite disseminati per la città: se vuoi scoprire dove clicca qui.

Ma non è finita qui: se lo scorso sabato sera le mura della Rocca sono state animate dalle videoproiezioni di Luigi Cazzaniga, sulle musiche improvvisate dal violoncello da Marco Ravasio, questo sabato 7 settembre alle ore 17.03, sempre presso il castello, suonerà il Soncino Percussion Ensemble, dietro la direzione del Maestro Gianmaria Romanenghi.
Altro appuntamento citato quello del 21 settembre, sempre alle ore 17.03: in località Meano (frazione del Comune di Corzano, Brescia) si inaugura l’opera dello scultore Brunivo Buttarelli selezionata da Quartiere3 per il progetto Meano Borgo dei Creativi, con accompagnamento musicale di Carmelo Tartamella (chitarra) e Franziska Freydmadl (chitarra e voce).
Circola un’aria nuova e creativa a Soncino: vale la pena di respirarla e ad apprezzare quel che ancora si riesce a realizzare con passione in Italia.

 

Benedetta Rutigliano
@bettyrutigliano

VII Biennale di Soncino a Marco
Soncino (Cr) fino al 29 settembre
sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00
•    Rocca Sforzesca: Largo Salvini, 1;
•    Ex Filanda Meroni: Largo Cattaneo;
•    Museo della stampa, Casa degli stampatori: Via Lanfranco, 8;
•    Bosco Urbano: Viale dello Sport.

Per informazioni: www.quartiere3.org 

Immagini di Benedetta Rutigliano

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