La strage silenziosa di nove bambini in Afghanistan. Petraeus: ‘Errore di comunicazione’

Bambini superstiti dopo un attacco aereo del "fuoco amico" (lafinestrasulfronte.wordpress.com)

«C’è stato un errore di comunicazione tra l’identificazione del luogo esatto dei ribelli e gli elicotteri che hanno compiuto l’operazione». Così il generale David Petraeus, comandante delle forze armate internazionali in Afghanistan, ha spiegato la morte di nove bambini afghani, avvenuta martedì 1 marzo. La strage è stata compiuta da un attacco aereo da parte dei militari dell’International Security Assistance Force (ISAF), che doveva servire a rispondere al lancio di missili da parte di un gruppo di ribelli nella provincia di Kunar, nel Nordest del paese, nella valle di Pech. Le vittime sono state invece nove bambini che, secondo il presidente afghano Hamid Karzai, stavano raccogliendo legna da ardere da riportare a casa. La strage di casualties, ossia vittime civili occasionali, non è purtroppo la prima nell’Afghanistan dall’avvento delle forze militari della NATO e difficilmente sarà l’ultima: risale a meno di un mese fa infatti la morte di 65 civili in un raid aereo, morti che tuttavia il comandante Peatraeus ha negato essere opera delle proprie truppe.

IL SILENZIO SUGLI INNOCENTI - A colpire, se possibile, ancora più della tremenda strage, è stato il silenzio con cui i media hanno accolto la notizia, che è tornata alla ribalta soltanto grazie ad un video di Al Jazeera che ha raggiunto la valle di Pech con una propria reporter e si è imbattuta nelle proteste feroci degli abitanti del luogo: le nove vittime innocenti erano esposte su un asse, i corpi martoriati ornati di stoffe multicolori, mentre il mullah del villaggio aizzava la folla. Un basso profilo, quello tenuti dagli organi di informazione sulla notizia, che sembra confermare le congetture che vogliono il ritiro delle forze NATO dalla valle di Pech entro la fine dell’anno. I militari hanno l’intenzione di fiaccare la resistenza dei ribelli con operazioni a tappeto e il rischio di vittime innocenti passa terribilmente in secondo piano rispetto agli intenti di pulizia terroristica sul territorio afghano. Dall’ONU è arrivata una moderata condanna verbale per bocca di Radhika Coomaraswamy, rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon: «L’uccisione di bambini per gli attacchi aerei in Afghanistan è causa di profonda preoccupazione. Bisogna rivedere completamente le procedure, in modo che siano prese tutte le precauzioni necessarie perché i bambini non diventino vittime collaterali nella complessa e instabile situazione afghana». La Coomaraswamy ha però accolto le scuse del generale Petraeus e la vicenda si è già conclusa con un nulla di fatto. Proprio la stessa etichetta con la quale rischia di essere bollata l’infinita battaglia al terrorismo in Medioriente: un colossale, sanguinoso nulla di fatto.

Francesco Guarino

IL VIDEO DI AL JAZEERA (LA VISIONE DI ALCUNE IMMAGINI POTREBBE ARRECARE DISTURBO)

Foto homepage: blog.panorama.it

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