Spagna e tori, questione sempre aperta: morto un anziano a Tarragona

La Spagna e i tori, un binomio tanto amato quanto criticato alla luce di un nuovo decesso

Una delle sfilate di tori più famose: las San Fermines, Pamplona (http://fotos.starmedia.com/)

Una delle sfilate di tori più famose: las San Fermines, Pamplona (fotos.starmedia.com)

Ampolla, Tarragona – La questione dei tori e delle corride in Spagna suscita sempre un dibattito acceso tra i più grandi sostenitori della tauromachia e delle lotte uomo-animale e chi invece è anti-taurino, cioè non tollera i maltrattamenti ad animali per puro divertimento umano. Nonostante sembri un dibattito da XIX secolo, ogni volta che una persona muore durante le celebrazioni, il dibattito si riapre. In questo periodo poi il terremoto politico che ha visto salire al governo movimenti cittadini vicini a Podemos a Valencia, Madrid e Barcellona, sta riaprendo la questione anche a livello politico.

IL DECESSO E I FATTI – Stamani all’ospedale Verge de la Cinta de Tortosa è deceduto un anziano di 80 anni, che lunedì scorso era stato incornato da un toro durante le feste di Paese in onore di San Juan. Nonostante non ci sia stata nessuna lesione agli organi, l’uomo ha perso molto sangue e le trasfusioni fatte in ospedale non sono bastate a mantenerlo in vita. Il comune di Ampolla, un paesino catalano di 3000 abitanti è stato scosso dall’evento e le celebrazioni conclusive sono state interrotte.

UOMO MUORE INCORNATO A CORIA - Ieri è stata registrata un’altra vittima della corrida. Durante l’encierro di Coria, in provincia di Càceres, un quarantatreenne è stato incornato dal toro durante il suo ingresso nell’arena. A nulla sono valsi i rapidi soccorsi: l’uomo è morto in ospedale a causa delle profonde ferite subite all’addome. L’encierro è lo spettacolo popolare che anticipa la corrida. Seguendo un percorso prestabilito per le strade cittadine chiamato corral, i tori si spostano dal recinto all’arena della corrida e sono costretti a partecipare a un gioco di inseguimento con il pubblico impavido.

LA LEGGE CATALANA – In realtà in Catalogna le corride sono già vietate dal 2010. La legge anti-corride fu approvata dal parlamento catalano il 28 luglio 2010, dopo il recepimento di una proposta di legge di iniziativa popolare portata avanti dai vari movimenti animalisti uniti dalla Piattaforma Prou. Dagli anni 80’ in Catalogna ci fu un netto calo degli spettatori e una continua chiusura delle varie arene. Nonostante ciò il movimento a favore della tauromachia, legato politicamente al centro-destra spagnolo e catalano ha provato varie volte a far votare una legge di iniziativa popolare a favore delle corride, considerate come bene di interesse culturale.

La Plaza de Toros - Madrid (http://vozpopuli.com/)

La Plaza de Toros – Madrid (vozpopuli.com)

CORRIDE VIETATE, SFILATE NO – Se le corride sono vietate in Catalogna così come alle Canarie, le sfilate dei tori, ovvero le Bous al carrer sono permesse. Quella di questi giorni a l’Ampolla è stata una corsa o sfilata di tori vicino al mare, in un percorso ad hoc, permesso dalla legge che però non è riuscita a evitare il morto.

LA NUOVA POLITICA – Intanto più a nord, il nuovo sindaco di Madrid, Manuela Carmena ha fatto sapere che il comune rinuncia al palco d’onore per assistere alle corride che nella capitale spagnola sono permesse e fanno parte della cultura locale. Sulla stessa scia la nuova amministrazione della città di Valencia, anche se, le ragioni ufficiali date dai nuovi sindaci sono legate all’esempio di fine dei privilegi per i dirigenti e gli amministratori pubblici più che a una battaglia anti-taurina. Insomma i tori continuano a far discutere, tra quelli che vogliono godersi lo spettacolo e chi più semplicemente cerca il divertimento dove nessuno, animali compresi, si faccia male. I tempi sembrano quindi cambiare anche se la Spagna e i tori conservano ancora un rapporto speciale.

Domenico Pellitteri

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