Indignados 2.0, la sfida spagnola di Podemos

Il nuovo partito Podemos proverà a scacciare via la crisi dalla Spagna per cambiare la società

podemosLa Spagna è scossa dalla marea di consensi ottenuti da “Podemos”, una nuova opzione politica che dall’inizio del 2014, in una manciata di mesi, è passato dall’essere poco più di un’idea del Movimiento 15-M – in Italia meglio noti come Indignados – a una piccola realtà con 5 seggi al Parlamento Europeo e, di recente, a una forma partitica che i sondaggi attestano al 24% delle preferenze.

NASCITA - Sebbene lo slancio iniziale derivante dalle manifestazioni di piazza potrebbe far pensare a un movimento di protesta acefalo e orizzontale, tale neo-partito ha avuto da subito un leader riconosciuto. Pablo Iglesias è un docente trentottenne di Scienza Politica alla Universidad Complutense de Madrid – da sempre considerata roja – che in questa esperienza è stato affiancato da altri giovani professori già consiglieri del Venezuela di Chàvez (appena dopo la “Rivoluzione Bolivariana”) oltre che attenti conoscitori delle dinamiche di Ecuador e Bolivia. Attori fondamentali nelle dinamiche di fondazione di questo gruppo attraverso le loro esperienze preesistenti sono stati anche diversi rappresentati di Izquierda Anticapitalista. In pratica un gruppo di intellettuali – è bene sottolinearlo per evitare associazioni di pensiero improprie – che decide di creare un nuovo soggetto politico particolarmente vicino alle istanze sollevate dal rullo compressore della crisi.

CONTESTO DI CRISI - Naturalmente la Spagna sta affrontando la stessa profonda crisi economica diffusa in tutta la Euro-zona, tuttavia fino al 2007, durante il secondo mandato del PSOE (Partito Socialista Operaio Spagnolo), ha mantenuto buone cifre riguardo debito pubblico, crescita e disoccupazione. Il sempre sobrio Zapatero dichiarava «abbiamo superato l’Italia, supereremo la Francia e ci avvicineremo sempre più alla Germania», senza tener conto che l’economia era stata alimentata attraverso il debito privato sul credito a basso costo – e non sulla spesa pubblica come nel caso italiano. Questo disegno economico ha causato una smania speculativa il cui prodotto è un patrimonio immobiliare fuori misura, che ha destinato il Paese iberico al crash. Concause determinanti sono state le politiche di austerità europee, i vari vincoli, lo sperpero del denaro pubblico, la corruzione – tutte dinamiche a noi tanto care – oltre al tradimento del modello sociale della Sinistra e all’accumulazione conservatrice della Destra di partito.

OBIETTIVI SOCIALI – In questo movimentato scenario sono sopraggiunti politici riciclati ma soprattutto un gruppo di giovani da sempre protagonisti di dibattiti sulla sinistra marxiana e sulla possibilità di mutazione sociale di un Paese. La strategia di Podemos è quella di porsi in sintonia con la gente – il gramsciano “senso comune” – per sviluppare un’egemonia di governo che consentirà la sua rieducazione politica. Raggiungere tale obiettivo ha comportato un’attenzione smisurata alle dinamiche comunicative votate alla pacatezza e alla costruzione di una prassi partecipativa consolidata sui territori ma soprattutto sulla rete. Viene espressa un’urgenza di riconnessone delle cerchie politiche alla massa, una lotta anti-casta in pratica, che vuole riconsegnare il potere all’unità popolare attraverso svariati provvedimenti.

PodemosPROPOSTE – Spesso si tratta di proposte radicali come la riduzione dell’Iva per i beni di prima necessità a cui si oppone l’aumento per i beni di lusso, lotta all’evasione fiscale passante per l’eliminazione dei paradisi fiscali nell’UE, ma anche l’introduzione della Tobin tax per le transazioni finanziarie. L’aspetto sociale è però quello più considerato con moratorie dei debiti per le famiglie in difficoltà nel pagamento dei mutui oltre a politiche di apertura verso le nuove immigrazioni dall’Africa, con revisione delle misure Frontex e la demolizione dei recinti separatori costruiti nelle due enclave spagnole di Melilla e Ceuta.

¿QUE SERA’? – Dopo il riconoscimento ufficiale di Iglesias a leader e la reale adozione di una forma partitica resta da comprendere se si tratta di una delle tante “meteore” vaganti nell’universo delle soap-opera politiche europee oppure di una struttura solidale al popolo capace di sviluppare forza e consapevolezza necessarie a superare la crisi.

Francesco Malfetano
@FraMalfetano

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Una risposta a Indignados 2.0, la sfida spagnola di Podemos

  1. avatar
    Ciprix 08/11/2014 a 09:29

    Ammirevole :-D

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