La Sapienza racconta il Beat. E i suoi luoghi

19, 21 e 24 giugno: date da non perdere all’insegna dei suoni che hanno rappresentato la storia di una generazione

di Adriano Ferrarato

"La città e la musica"

"La città e la musica"

ROMA - La prima Università di Roma apre i battenti alla musica che ha cambiato la vita di un’intera generazione – e dei luoghi che l’hanno diffusa – attraverso tre grandi appuntamenti che coinvolgeranno, oltre il prestigioso ateneo (in particolar modo la facoltà di Sociologia), la Casa del Jazz, l’Istituto per i beni centrali e audiovisivi ed “Estrogeni Comunicazione”, allo scopo di illustrare al pubblico un interessantissimo progetto di ricerca dal titolo “La città e la musica. La svolta degli anni Sessanta a Roma tra Piper e Folkstudio”. La manifestazione, che prenderà inizio proprio durante la settimana della festa europea della musica, si articolerà in tre appuntamenti che coinvolgeranno, oltre a numerosi docenti ed esperti, anche molti studenti e professionisti del mondo delle sette note.

Si parte sabato 19 giugno, con appuntamento presso i locali situati a via di Porta Ardeatina (ore 19), dove gli interventi di Luciano Zani, preside della Facoltà di Sociologia, Luciano Linzi, direttore della struttura, Marilisa Merolla, docente di Storia Contemporanea e responsabile del progetto, Luigi Onori, storico del jazz, e gli studenti del corso di Storia della città e del territorio presenteranno l’intero piano di lavoro per mezzo di contributi audiovisivi e risultati derivati dall’analisi di interviste. Subito dopo ci sarà una piacevole esibizione della Musa Jazz Orchestra.

Lunedì 21 giugno invece, alle 10, all’interno dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi (situato in Via Caetani) si entrerà invece nel merito del tema: “Dal Piper al Folk Studio”. Argomento principale sarà infatti il dibattito sulla diffusione musicale a Roma, a partire dal 1965, del rock, del jazz, della canzone d’autore e del folk. Sia il Piper che il Folk Studio (dai quali sono uscite le splendide voci di Patty Pravo, Francesco De Gregori e Antonello Venditti) hanno in tale occasione rappresentato due possibilità straordinarie (soprattutto per artisti e gruppi emergenti del periodo) per proporre nuove sonorità ai giovani e creare opportunità di aggregazione e socializzazione. E’ prevista anche la presenza di Luciano Ceri, curatore del prezioso archivio Folk Studio.

Harold Bradley

Harold Bradley

A seguire, dopo l’intervento attivo del pubblico che sarà presente in sala, verrà proiettato il cortometraggio di Michela MoranoMade in England”, la storia di quattro giovani ragazzi inglesi che, arrivati in Italia, hanno iniziato a suonare al Piper con un ingaggio di poche settimane ma che poi hanno continuato a farlo per più di quarant’anni.

La facoltà di Sociologia di Via Salaria sarà invece teatro dell’ultimo appuntamento in programma, previsto per il 24 giugno, nel quale prenderanno la parola, confrontandosi con professori e giovani laureandi, il fondatore del Folk Studio Harold Bradley, il critico musicale Dario Salvatori e il delegato di “Estrogeni Comunicazione” Alfredo Borrelli. Si parlerà soprattutto, nel corso dei vari contributi, degli anni Sessanta, visti all’interno della formazione di una “Global Consciousness”. Il film “Motel Woodstock” (di Ang Lee, uscito lo scorso 2009) avrà poi l’arduo compito di chiudere definitivamente il sipario su una manifestazione di estremo fascino alla quale non bisogna assolutamente mancare.

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews