La Russia punta i missili Iskander M contro l’Europa

La Russia ha piazzato i suoi missili Iskander M al confine con l'Europa. Una nuova guerra fredda è alle porte?

scudo missilistico, missili russia

La mappa degli schieramenti (fonte Bbc News)

Il primo a parlarne è stato il quotidiano Tedesco “Bild”, la Russia ha schierato dei missili al confine con l’Europa. Dopo poche ore Igor Konashenko, portavoce del ministero della Difesa russo, ha confermato l’annuncio del giornale tedesco, sottolineando come questo dispiegamento non sia contrario agli accordi internazionali.

LA RUSSIA SFIDA L’OCCIDENTE – Una vera doccia fredda per i Paesi occidentali che vedono nel dispiegamento dei missili balistici tattici Iskander M – nome in codice Nato SS-26 Stone – una minaccia diretta per la stabilità dell’area. In realtà lo stupore sollevato da Stati Uniti e Comunità Europea potrebbe avere lo scopo di dare slancio alla protesta contro il Cremlino. Già da diversi anni infatti – dal 2008 precisamente – la Russia aveva dichiarato la sua intenzione di schierare delle batterie missilistiche in risposta allo scudo anti-missili della Nato presente in Polonia, Repubblica Ceca e Romania.

IL SISTEMA THAAD – Insomma, da una parte sono schierati i missili statunitensi-europei, dall’altra i missili russi. Perchè, e a cosa servono? Il sistema missilistico schierato dalla Nato è definito Thaad – letteralmente  Difesa d’area terminale ad alta quota – e consiste in diverse batterie di missili tipo Patriot chiamati SM-3. Gli SM-3 sono missili senza potere offensivo, sono cioè sprovvisti di una carica esplosiva. Il loro impiego previsto è quello di abbattere gli eventuali missili che potrebbero essere lanciati contro l’Europa da paesi come Corea del Nord, Iran e ovviamente dalla Russia. I missili “scudo”, come si diceva, non hanno esplosivo al loro interno, ma sfruttano semplicemente la forza cinetica di impatto per eliminare una potenziale minaccia missilistica. Il costo di ogni singola batteria Thaad raggiunge l’astronomico costo di ottocento milioni di dollari.

I MISSILI ISKANDER M – Dall’altra parte i russi hanno piazzato delle batterie missilistiche nei pressi di Kaliningrad, un’enclave russa tra Polonia e Lituania lungo il confine baltico. I missili a corto-medio raggio Iskander M sono degli ordigni concepiti proprio allo scopo di eludere gli scudi anti-missile come quelli schierati dalla Nato. Con una velocità pari a settemila chilometri all’ora e una portata di oltre quattrocentoquindici chilometri, questi missili potrebbero facilmente colpire città tedesche come Berlino, Dresda o Lipsia, oltre ovviamente a tutto il territorio polacco dove sono presenti numerose basi Nato. Gli Iskander M sono l’evoluzione degli ormai antiquati missili Scud – quelli usati da Saddam Hussein contro il Kuwait per capirsi – e possono montare testate esplosive da ottocento chili, armi chimiche o addirittura testate nucleari. La loro difficile individuazione da parte dei radar e le loro contromisure permetterebbero a questi ordigni di passare agevolmente tra le maglie dello scudo missilistico occidentale. Gli Iskander M sono già stati utilizzati con successo nel 2008 per bombardare obbiettivi georgiani.

File:THAAD Launcher.jpg

Una batteria missilistica statunitense del sistema Thaad

LE MIRE DI MOSCA – Riassumendo, i missili occidentali fungono da difesa, quelli russi servono per attaccare. Ma perché la Russia mostra i muscoli all’occidente? Da anni l’Europa cerca di inglobare sempre più Stati che fino a qualche decennio fa erano sotto il controllo di Mosca e in questa corsa verso est lo stesso Putin ha più volte dimostrato una mal celata irritazione. La situazione diventa chiara se prendiamo ad esempio il fenomeno ucraino. Buona parte della popolazione è scesa in piazza in questi giorni per dimostrare la voglia di entrare nell’Unione Europea e lasciarsi alle spalle la propria dipendenza dai russi, ma i politici al potere convinti dalle manfrine di Putin hanno decisamente girato le spalle all’occidente per sorridere agli ex alleati/conquistatori. Insomma, se fino a poco fa i Paesi tra Europa e Russia venivano contesi tra i due schieramenti a suon di diplomazia e incentivi economici, ora il vento sta cambiando.

VERSO UNA NUOVA GUERRA FREDDA – Il messaggio russo è chiarissimo, come nel migliore stile del Cremlino, ovvero «siete arrivati fin qui ma non proseguirete oltre». Negli anni passati Mosca ha spesso sostenuto i Paesi nemici della Nato fornendo armi, denaro e sostegno politico, ma mai aveva dato una dimostrazione di forza così decisa e plateale dopo il dispiegamento dei suoi missili nucleari a Cuba nel ‘62, con una crisi che durò tredici giorni e che portò il mondo sul baratro della guerra nucleare. Oggi la situazione non è grave come allora, ma questo atteggiamento estremamente aggressivo di Mosca non può non far pensare agli atteggiamenti che utilizzava il regime sovietico. Considerando i frenetici sviluppi geopolitici, stiamo forse andando incontro ad una nuova e più pericolosa guerra fredda.

Andrea Castello

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