La rivoluzione di Facebook: 750 milioni di utenti in videochat con Skype

PALO ALTO - Al quartier generale Facebook, il presidente e amministratore delegato Mark Zuckerberg ha presentato in maglietta grigia tre nuovi prodotti: il nuovo Group Chat (la chat tra persone appartenenti allo stesso Gruppo), un nuovo design per il servizio chat tradizionale del social network e Video Calling, un servizio di videochiamate sviluppato in collaborazione con Skype.

 

Il miliardario, assistito dai capisquadra dei diversi progetti ha illustrato ai giornalisti presenti come funzionano i nuovi prodotti sottolineando la loro semplicità. Anche l’amministratore delegato del servizio di messaggistica istantanea e videochiamate Tony Bates ha partecipato alla conferenza stampa, evidenziando come, anche se la nuova collaborazione potrebbe non dare risultati economici istantanei, l’iniziativa è in linea con la strategia d’ampliamento dell’azienda.

 

Nel presentare i nuovi prodotti, Zuckerberg ha illustrato come internet sia giunta a un punto di svolta: «Dopo 7 anni in cui l’obiettivo principale era sviluppare un’infrastruttura che riuscisse a sostenere le varie applicazioni, ora l’infrastruttura esiste, pertanto lo scopo sarà produrre servizi che possano sfruttare a pieno le capacità della rete».

 

Da adesso, ha spiegato il 27enne, «il problema primario non sarà più collegare il mondo alla rete, ma produrre i servizi che riescano a valorizzare le infrastrutture». Per questo stesso motivo, spiega Zuckerberg, il successo di un’azienda internet non deve essere più misurato in base al numero di utenti, ma in base al valore aggiunto che quell’azienda porta alla rete, come la quantità di contenuti condivisi.

 

In linea con quanto asserito, Zuckerberg ha dunque sottolineato come Facebook, «diversamente da altre aziende del settore, non pretende di sviluppare tutto da sola. La mia azienda – spiega il giovane fondatore del colosso di Palo Alto – si concentrerà a migliorare l’infrastruttura lasciando ad altre aziende ed imprenditori l’onere di sviluppare nuovi servizi. Crediamo lo possano fare meglio perché possono concentrarsi interamente su un determinato progetto. Noi no». Chapeau!

Natalia Radicchio

Foto| via www.repubblica.it

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