La rivincita di Vicolo Corto. Intervista all’autore Ferdinando Morabito

rivincita prevÉ un amico Ferdinando Morabito, oltre che un giovane scrittore di talento, perché con WakeUpNews abbiamo seguito i suoi primi passi nel mondo letterario e il suo esordio con il romanzo Precarietà a tempo indeterminato.  Quattro anni e un paio di libri dopo ritroviamo l’autore prossimo alla presentazione, Venerdì 8 maggio alle ore 18,30 presso la FUIS di Roma (Piazza Augusto Imperatore, 4), del suo ultimo lavoro: La rivincita di Vicolo Corto.

Una chiacchierata informale, qualche domanda curiosa, per scoprire qualcosa in più su questo romanzo.

Iniziamo dal titolo, che sicuramente incuriosisce anche per via del chiaro riferimento al gioco del Monopoli: come mai questa scelta?

Il Monopoli rappresenta in un certo senso il capitalismo del mondo occidentale, ossia la realtà storica, ma anche socio-politica e culturale, in cui il personaggio chiamato Vicolo Corto vive la storia che poi rievoca a beneficio dei lettori e del giornalista chiamato a intervistarlo. La casella “Vicolo Corto”, in particolare, rappresenta l’inizio del gioco, di un cammino tortuoso che si svilupperà per tutto il romanzo.

A differenza dei romanzi precedenti, Precarietà a tempo indeterminato e L’epoca grigia, opere nettamente corali, qui i protagonisti sono solo due: quanto ha inciso sul momento creativo tale decisione?

Di primo acchito si può pensare che la difficoltà nello scrivere un romanzo possa essere direttamente proporzionale al numero di personaggi presenti, poiché descrivere e far convivere diverse personalità e trovare il modo di intrecciarne le vicende non è agevole; d’altro canto, però, è innegabile che costruire un impianto narrativo che si regga su due soli personaggi implica un livello più profondo di analisi tra le pieghe della personalità degli stessi.

Diciamo che si è trattato di una nuova sfida, sicuramente molto affascinante.

L’idea di un romanzo come percorso ben definito che guida il dipanarsi della storia, ha in qualche modo limitato gli aspetti di creatività?

A volte lo scrittore finisce per imporsi una traccia per evitare di farsi “distrarre” dalla storia che prende forma, e che potrebbe discostarsi dall’obiettivo iniziale: ciò accade però se il progetto alla base del romanzo è considerato dall’autore come imprescindibile, e in tal caso credo che la rigidità non limiti la fantasia, ma la valorizzi. Un po’ quello che fece Émile Zola nel seguire con tenacia i modelli del Naturalismo per dar vita ai venti romanzi che compongono il monumentale ciclo dei Rougon-Macquart.

rivincita locandinaHai appena citato Zola: ci sono altri autori che hanno influenzato questo romanzo e, più in generale, che rappresentano per te dei punti di riferimento come scrittore?

I grandi scrittori europei dell’Ottocento – in particolare russi e francesi – e gli autori del primo Novecento rappresentano, a mio avviso, il punto più alto della produzione letteraria di ogni tempo, e quindi anche il mio riferimento assoluto. Riguardo a La rivincita di Vicolo Corto, invece, hanno avuto un ruolo importante esempi come Il tamburo di latta di Gunter Grass, dove un personaggio un po’ folle racconta in maniera originale i fatti della sua vita sullo sfondo di vicende storiche fondamentali, ma anche Ulisse di Joyce, per l’idea del romanzo come percorso, che nel caso dell’autore irlandese è basato sull’Odissea.

I due protagonisti del romanzo non vengono mai nominati. Ma sono realmente esistiti?

Diciamo che il romanzo non è una biografia, e che addirittura i fatti narrati, realmente accaduti, sono rivisitati dalla sensibilità e dalle dichiarazioni di Vicolo Corto. Ecco, per dare un’idea della labilità dei confini fra realtà e finzione, utilizzerei la frase che faceva da premessa al mio romanzo d’esordio, Precarietà a tempo indeterminato, cioè: «Ogni riferimento a persone, fatti e cose realmente esistenti è da considerarsi come un riferimento a persone, fatti e cose realmente esistenti, e quindi casuale, poiché ogni persona, fatto o cosa è il risultato di innumerevoli, casuali coincidenze».

Direi che c’è materiale a sufficienza per meritare la lettura di questo romanzo e cogliere l’occasione di sentirne recitare alcuni brani in occasione della presentazione, venerdì 8 maggio alle 18,30 presso la Federazione Unitaria Italiana Scrittori di Piazza Augusto Imperatore 4 a Roma.

Ferdinando Morabito. La rivincita di Vicolo Corto. Reggio Calabria, Città del Sole Edizioni, 2014. € 14.

Laura Dabbene

@LauDab1976

foto: cdse.it; trova-eventi.it;

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