La Regione Lombardia stanzia un milione di euro per i genitori separati

In Lombardia arriva un contributo economico per i genitori separati (www.mammaimperfetta.it)

In Lombardia arriva un contributo economico per i genitori separati (www.mammaimperfetta.it)

Milano – Oggigiorno le separazioni coniugali rappresentano una soluzione accettata e una realtà sociale sempre più diffusa con la quale moltissimi genitori e figli si confrontano ogni giorno. Proprio per questo la Regione Lombardia ha deciso di stanziare un milione di euro per i genitori separati che, secondo le statistiche Istat, nella sola Lombardia, sarebbero circa ventuno mila con figli a carico.

La Regione Lombardia ha infatti stabilito, attraverso una delibera dello scorso maggio, interventi e contributi economici per affrontare le difficoltà conseguenti alla separazione. Dal 15 luglio 2013 si può presentare la domanda rivolgendosi ai consultori che aderiscono all’iniziativa. Il provvedimento intende sostenere i genitori separati legalmente o in fase di separazione e con figli minori a carico, con l’obiettivo di tutelare il diritto dei figli a una crescita armonica e serena e di sostenere, anche economicamente, il genitore separato che, proprio a causa della separazione, si trova in una situazione di disagio economico.

Queste le parole con cui Matteo Salvini, segretario nazionale della Lega Nord, spiega il provvedimento: «Entro dicembre 2013 abbiamo previsto

I minori risentono sempre della separazione dei genitori (www.disturbodipanico.myblog.it)

I minori risentono sempre della separazione dei genitori (www.disturbodipanico.myblog.it)

di aiutare oltre 500 persone. I soldi della Regione devono rappresentare un sostegno per quei genitori separati che non riescono a pagare le tasse, l’affitto, le spese in genere e che non hanno un luogo nel quale poter incontrare i propri figli». Il contributo stanziato dalla Regione Lombardia è rivolto in particolare ai genitori separati o in fase di separazione che risiedono in Lombardia da almeno cinque anni e il cui reddito Isee non superi  i dodici mila euro annui. Basta presentare la richiesta alla propria Asl di riferimento: ovviamente, oltre alla definizione delle modalità d’intervento economico, verranno prese in considerazione ulteriori proposte di aiuto per il richiedente e le condizioni economiche del genitore richiedente verranno monitorate con verifiche periodiche. La novità inaspettata sta nel fatto che, ad oggi, le richieste pervenute sono state presentate, per il 60 per cento, da donne.

Novità inaspettata perché in Italia sembra consolidata la pratica che privilegia unicamente il ruolo materno, identificandolo come esclusivo riferimento educativo per i figli minori, nonostante molti padri separati vogliano vivere pienamente e con responsabilità la propria paternità. Nella quasi totalità dei casi di separazione, infatti, ai figli viene a mancare la figura del padre, nonostante l’approvazione della legge sull’affidamento congiunto dei genitori che risale al 2006 e nonostante il riconoscimento dell’importanza di entrambi i ruoli genitoriali. Inoltre, al padre viene imposto un dovere economico nei confronti dell’ex coniuge e dei minori ma pochissimi reali diritti per l’esercizio del ruolo educativo e formativo dei propri figli. Nel 90 per cento dei casi, il padre è tenuto a versare un assegno di mantenimento per i figli che, mediamente, parte da 400 euro mensili e nella maggior parte delle separazioni la casa va alla ex moglie. Considerando che oltre la metà degli uomini separati con figli minori appartiene alle categorie degli insegnanti, degli impiegati e degli operai e che circa il 54 per cento di loro ha al massimo la licenza elementare, oltre al fatto che i giudici fissano in un terzo dello stipendio il mensile che il padre deve versare ai figli, è evidente che gli uomini che si trovano nella condizione di separati sono a rischio povertà.

Tuttavia, la Regione Lombardia, attraverso questa delibera, sembra riconoscere l’importanza del ruolo paterno congiuntamente a quello materno per la crescita psicofisica dei minori. Difatti, si pone come obiettivo il sostegno economico per consentire a entrambi i genitori di recuperare e rafforzare la propria autonomia. Il sostegno economico massimo per l’anno 2013 ammonta a 2.400 euro a persona. Tale importo verrà erogato attraverso un contributo mensile di 400 euro per una durata massima di 6 mesi. Il contributo mensile verrà accreditato su carta di debito prepagata. Per maggiori informazioni www.famiglia.regione.lombardia.it. L’assessore alla Famiglia, Solidarietà Sociale e Volontariato, Maria Cristina Cantù afferma: «Vogliamo anche potenziare le attività di consultorio, con sportelli di consulenza psicologica, legale ed educativa. Cercheremo di intervenire anche sulla mediazione familiare, con particolare attenzione all’invio di doppie comunicazioni a entrambi i genitori negli ambiti sanitario, scolastico e residenziale».

Mariangela Campo

Foto: www.disturbodipanico.myblog.it; www.mammaimperfetta.it; www.robur.it

 

 

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