La realtà soppressa dal reality

E venne il giorno del Grande Fratello 10. Ieri sera alle 21 è  parita la decima edizione, durerà circa 5 mesi e vi sono molti più concorrenti. Lo Spettacolo ha inizio, il Sipario si apre e dietro di lui la Realtà

di Gianluca Guarino

grande-fratello-10Italia, 27 ottobre 2009 – Il Grande Fratello ritorna nelle tv domestiche. Decima edizione, non più un esperimento dunque.

Tra i primi ad entrare nella Casa del Grande Fratello 10 ci sono Camila Sant’ana, Marco Mosca, Carmen Andolina, Massimo Scattarella, George Leonard, Davide Vallicelli, Tullio Tomasino, Sabrina Passante, Maicol Berti, Mauro Marin, Alberto Baiocco e Cristina Pignataro. E poi altri concorrenti in attesa di varcare l’agognata soglia. La casa è davvero enorme rispetto alle precedenti edizioni del GF. Fra le sorprese di questa edizione una misteriosa stanza invisibile e prove di seduzione a cui dover resistere per poter rimanere nella casa. Il tutto avviene come di regola, con il consueto televoto.

Insomma destini in balia di un televoto. E la società televotante?

Lo spettacolo ha assorbito la realtà come una spugna e annualmente ce ne offre una strizzatina, ovviamente in termini assolutamente spettacolari. Eh si, perché la realtà come la si vive quotidianamente non è adatta alla condivisione catodica: troppo brutta, informe, storpia, poco suadente. Ma a cautelare il vouyerismo occidentale (tra poco mondiale), ci pensano gli specialisti <<ottici>>. No, non sono oculisti e nemmeno tecnici della fibra. Qui in parecchi ci vedono bene, a molti non è rimasto che vedere, alcuni invece ci vedono poco chiaro. Il fatto è che nella società dello spettacolo in cui siamo nati e cresciuti, il senso della vista è diventato particolarmente necessario, un po’ come l’olfatto dei cani. L’importante è vedere. Solo che non ci si accorge dei <<maleodori>>. E maleodorante pare, a mio poco illustre avviso, tutta la produzione di immagini che impera nei regimi occidentali. La parola regime sembra adattarsi molto bene al tema. Non si vuol abusare di una certa retorica ribelle e polemica, solo di dare a Cesare quel che è suo. Non si affanni il lettore: lo Spettacolo è la nostra società, lo Spettacolo è la principale produzione della società, lo Spettacolo è la più frustrante e subdola oppressione della società.

Il Grande Fratello è uno show televisivo, un reality, uno dei tanti momenti in cui l’esperienza autentica della realtà si cristallizza nelle sempre-identiche forme dello show-biz. E, in quanto merce spettacolare, necessita di pubblico che vede, desidera, consuma. E che rimanga lì, seduto ad aspettare il riproporsi della sequenza. Non è un caso che ciò che doveva essere un esperimento sociologico e mass-mediologico si è trasformato in un tormentone.

Foto su Flickr di James Good

Foto su Flickr di James Good

Lo spettacolo ha inglobato anche la ricerca e la sperimentazione, le ha colorate, ha regalato loro una mise che viene messa e dimessa, a intervalli regolari. Questo è ciò che vuole l’ideologia spettacolare: il continuo ripetersi del sempre uguale. E di pari passo il livellamento graduale verso il basso di tutte le coscienze. Lo spettacolo non sarebbe così imperante senza una società di massa.

L’alienazione continua. E lo fa vestendosi da GF (intendiamoci, non solo lui, ma trattandosi del giorno del suo decimo debutto, ci si concentra solo su di lui, che gli altri non s’offendano).

Quello che un tempo subiva l’alienazione da macchinario e lavoro seriale, l’operaio, è oggi un manovale ancor più specializzato e non meno oppresso: ha una tv, un paio d’occhi, un reddito. Che spenderà inevitabilmente per accedere a una di quelle suggestive immagini promosse nello schermo. Ma ogni immagine produce desiderio, di conseguenza la sua fuga dal dolore non avrà termine, perché infinita  e seriale sarà la produzione di immagini-desiderio, la vera merce spettacolare. Il consumatore produce, finanzia e contempla gli oggetti e i padroni che lo rendono schiavo. E non lo sa, o se lo sa, gli basta che sia così per tutti. Grottesco, paradossale. Eppure reale.

Pare così che la vita autentica venga piano piano soppiantata dalla pseudo-realtà costruita ad hoc. La massa è lì, il dominio su di essa è chiaro. A rimanere oscuri sono i centri-sorgente.

Le ideologie politiche erano tanto fasulle quanto totalizzanti. Lo spettacolo è fasullo, totalizzante e  discretamente da parte. Anche lui osserva. Non dice:<<Io sono e voi fate>>, da un balcone. Seduce ed accumula consensi. Gli ordini provengono dalla realtà fittizia che esso produce e che il pubblico si sforza di raggiungere: la famiglia sorridente e raggiante del primo mattino, il brutto e simpatico che sta con la top-model deficiente e stupenda, le vacanze in luoghi esotici anche se il tuo conto dice al massimo: <<ombrellone senza lettino>>. E non preoccupatevi perché oggi è lecito e morale anche il prestito finalizzato ad un degno soggiorno alle Maldive.

Insomma il Grande Fratello ha dieci anni, è ormai una tradizione radicata nella cultura occidentale. L’unico sospetto che nasce, riguarda il nome che gli hanno dato, sembra infatti solo l’ultimo fratellino di un clan, pardon, famiglia composita e numerosa, non affatto il capostipite.

Per alcuni non è così malevolo: immette un potenziale capitale umano ed artistico nei circuiti. Certo le televendite, qualcuno dovrà pur farle. E pensare che una volta se ne occupava New Faces. Che diverso non era. C’erano solo molte meno telecamere e studi per la messa in scena.

Poi qualcuno ha capito che cinepresa alla mano, tutto può essere spettacolo, e soprattutto esso può avvenire ovunque e con chiunque.

C’erano una volta sedici ragazzi, otto uomini ed otto donne…alcuni dormivano, altri mangiavano, altri flirtavano, altri facevano la fila al bagno. Solo per te sui nostri schermi! Non mancare!

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Una risposta a La realtà soppressa dal reality

  1. avatar
    Silvana Brandi 28/10/2009 a 17:05

    QUESTI PROGRAMMI SONO TALMENTE VUOTI DI CONTENUTO,CHE MI RIFIUTO PERSINO DI PARLARNE.PURTROPPO SONO IN TANTISSIMI A SEGUIRLI E NOI DOVREMMO PREOCCUPARCI DI QUESTO.NON E’ UN BUON ESEMPIO, NON FA CULTURA, E’ PURO VOYERISMO.ESPOSIZIONE DI CORPI SEMPRE IN COSTUME DA BAGNO MALCOSTUME E DISCORSI SENZA SIGNIFICATO… NO NON E’ INTROSPEZIONE MA ESIBIZIONISMO
    BANALE E PRESSAPPOCHISTICO RICERCA DI APPARIRE DI ESSERE “QUALCUNO”FUORI DALLA REALTA’.REALTA’ CHE INVECE RICHIEDEREBBE PIù CONCRETEZZA …CHE FUTURO SI RIESCE AD INTRAVVEDERE SE I GIOVANI SARANNO SEMPRE PIU’ ATTRATTI DA QUESTO MODO DI ESSERE???

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