La Rai di Renzi, pronta la rivoluzione. Per decreto

Notizie giornalistiche su una imminente riforma circolano già: Renzi vorrebbe cancellare la legge Gasparri con un decreto. Ma è davvero materia urgente?

panino a clochard

Matteo Renzi e la Rai: cambiamenti in vista?

Roma – La notizia è saltata su con il Corriere della Sera, grazie a un articolo di Maria Teresa Meli: Matteo Renzi vorrebbe mettere mano alla Rai e alla sua struttura legislativa, riformando la legge Gasparri con un decreto legge. Stimolato dallo scandalo legato al consigliere Antonio Verro, il decreto di Renzi dovrebbe colpire le nomine partitiche dei consiglieri Rai.

PROBLEMI RAI – Le vicende recenti non hanno fatto altro che riportare a galla problemi già noti del sistema-Rai. E la soluzione, stando all’articolo, per Renzi sarebbe nel cambiare le regole di gestione della Rai: «dobbiamo sottrarre la Rai alle forze politiche». Il piano del Presidente del Consiglio dei ministri troverebbe l’appoggio di Luigi Giubitosi, direttore generale della Rai, dubbioso anche lui su un rinnovo del CdA – maggio – che sarebbe ancora una volta nelle mani dei partiti, come prevede la legge Gasparri.

LA PROPOSTA – Le voci che corrono parlano già di informazioni concrete sul nuovo assetto Rai: un CdA più snello, una fondazione a capo del CdA e non la Commissione di vigilanza parlamentare, un amministratore delegato e un direttore generale operativo. Snellezza, rapidità, competitività: liberalizzazione del servizio pubblico d’informazione, insomma, perché «l’informazione è un bene comune e come tale va trattato».

RomaFictionFest: direzione fiction per la Rai di Renzi?

RomaFictionFest: direzione fiction per la Rai di Renzi?

L’ALTRA VERSIONE – Per Libero quotidiano, però, Renzi avrebbe già in mente il nome del prossimo Direttore generale: si tratterebbe di Eleonora Andreatta, direttrice delle fiction Rai e figlia di Beniamino Andreatta, fondatore dell’Ulivo. A prescindere da poteri e responsabilità di nomina, il piano di Renzi sarebbe questo e spingerebbe la Rai verso un potenziamento del settore fiction.

RENZATA? – Si potrebbe trattare, ovviamente, dell’ennesima renzata, una trovata d’immagine di un genio del marketing, vuota di reali contenuti politici ma utilissima per distrarre l’attenzione del pubblico. Peraltro la scelta del decreto legge come strumento legislativo per questa materia è quantomeno sospetta, visto che i decreti dovrebbero essere limitati a materie estremamente urgenti, talmente urgenti da non poter attendere le tempistiche parlamentari; d’altronde Renzi ci ha abituato alle sue azioni in disprezzo della Costituzione, considerando che anche il voto di fiducia dovrebbe essere un’eccezione e non uno strumento di governo del paese e controllo del Parlamento.

Il primo discorso di Sergio Matterella Presidente (Fonte foto: www.giornalettismo.com)

Sergio Matterella può essere un ostacolo all’uso scorretto dei decreti da parte del governo Renzi? (Fonte foto: www.giornalettismo.com)

PROBLEMA ISTITUZIONALE – Il passaggio istituzionale, allora, rischia di diventare più complesso: se Napolitano ha firmato qualsiasi prodotto degli esecutivi che si sono succeduti nei suoi nove anni di regno, senza andare troppo per il sottile riguardo al rispetto della Costituzione, con Mattarella la materia potrebbe cambiare. Difficile comprendere come, però: Mattarella è stato voluto fortemente da Renzi, si stenta a immaginare un suo diniego di fronte a decreti presentati dal fautore della sua elezione.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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