La ragazza di Dubai annegava 20 anni fa, il giornalismo annaspa ora

La notizia è vera, ma la ragazza di Dubai è annegata 20 anni fa. Nessuna testata se n'è accorta, mentre la notizia faceva il giro del mondo

dubai

Questa volta la non-notizia non ha risparmiato nemmeno le più autorevoli testate italiane (foto ilpost.it)

Qualche giorno fa è rimbalzata da Dubai la notizia di un genitore che lasciava annegare la figlia, impedendo fisicamente ai soccorsi di intervenire perchè non voleva che la ragazza venisse toccata da estranei. Una storia che lascia il segno, indubbiamente, tanto da essere rimbalzata su tutti i principali giornali del mondo in pochissimo tempo. E quando diciamo tutti, intendiamo proprio tutti, con le  versioni online delle testate più rappresentative scatenate per arrivare sulla notizia prima della concorrenza. Un’operazione a conti fatti difficile, semplicemente perchè si stava raccontando un fatto avvenuto circa venti anni fa.

INQUIETANTE PASSAPAROLA – Secondo quanto riportato sul Guardian, la notizia è apparsa originariamente sul sito del quotidiano Emirates 24/7, che riportava l’intervista al Colonnello Ahmed Burqibah, vicedirettore del dipartimento ricerca e salvataggi della Polizia di Dubai.  Raccontando i casi più strani vissuti nel corso della sua carriera, l’uomo ricordava il caso più eclatante, quello del padre che lasciava annegare la figlia impedendo fisicamente ai soccorsi di salvarla. L’assenza di coordinate temporali ha favorito così il tam tam mediatico, che ha coinvolto, tra gli altri, pezzi grossi come Sky News, Daily Mail e Telegraph. La diffusione tramite l’agenzia AFP, fonte ovviamente e meritatamente riconosciuta come autorevole, ha fatto il resto, permettendo alla notizia di tornare attuale, rifacendo così un altro giro del mondo.

IL LATO OSCURO DEL GIORNALISMO SOCIAL - Oggi ci si chiede, forse un po’ ingenuamente, come sia stato possibile non accorgersi che la notizia fosse tanto vecchia. È una domanda simile a quella che ci si pone quando ci si rende conto che il giornale autorevole ha diffuso una bufala clamorosa, svelata – se tutto va bene – pochi giorni dopo. Il punto è questo: se è vero che la diffusione del giornalismo online – specialmente nella versione social – ha permesso la diffusione dell’informazione in tempo reale, è altrettanto innegabile che spesso, proprio a causa della frenesia di arrivare prima degli altri, si prenda per buono quanto letto su qualche testata autorevole. Se poi quel giornale prende una cantonata, ecco che parte la giostra. Un circuito che guadagna velocità di fronte a questo genere di notizie, che sul grande pubblico, purtroppo costantemente affascinato dal gusto del macabro e dai propri stereotipi, fa sempre un certo effetto. Una mole inesauribile di click, su cui altare sembra apparire legittimo sacrificare qualche passaggio pur di battere gli altri sul tempo. Ecco, questa è una notizia triste, purtroppo vera e sopratutto sempre attuale.

Carlo Perigli

 

 

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