La questione di Taiwan. Chiaro segnale di un antagonismo mai dimenticato

Si riaccendono i dissapori diplomatici fra il dragone e l’aquila, in seguito alla decisione di Washington di vendere nuove tecnologie militari a Taipei

di Marco Luigi Cimminella

La bandiera di Taiwan

I contrasti diplomatici di questi ultimi giorni, in seguito alla decisione americana di vendere armamenti e nuove tecnologie belliche a Taiwan, hanno riacceso dissapori  che da sempre minano le relazioni diplomatiche fra Washington e Pechino. Sempre più insofferente alla presenza statunitense in Asia centrale e orientale, motivata dalla necessità della Casa Bianca di contrastare il terrorismo di matrice islamica, il governo cinese non ha colto positivamente il rafforzamento militare taiwanese. Contestualizzando l’avvenimento dal punto di vista storico, ci si accorge, con una certa semplicità, che in questi giorni si sta consumando solo l’ultimo episodio di una serie che va in onda da più di un secolo.

Il Giappone, fin dalla fine dell’Ottocento, ha manifestato un interesse espansionistico proiettato verso il territorio cinese, la regione russa e la penisola coreana, quest’ultima ricca di carbone e minerali ferrosi. In seguito alla sconfitta delle forze della dinastia Qing, durante la prima guerra sino-giapponese, fu firmato il trattato di Shimonoseki (1895) grazie al quale la Cina riconosceva l’indipendenza della Corea e cedeva al Giappone, guidato dalla dinastia dei Meiji, la penisola di Liadong, Taiwan e le isole Pescaderos, provvedendo anche al pagamento di ingenti riparazioni di guerra. L’avanzata giapponese sul continente non si arrestò culminando nella guerra contro lo zar (guerra russo-giapponese 1904-1905) che diede il colpo di grazia all’impero russo, già indebolito sul fronte interno sia economicamente che dal punto di vista socio-culturale.

Sfruttando l’alleanza militare con la Gran Bretagna, nel corso del primo conflitto mondiale, i nipponici poterono proseguire le manovre di conquista nel Pacifico, rafforzando la sfera di influenza in Asia orientale. La seconda guerra mondiale, però, vide l’impero del Sol Levante cambiare schieramento, combattendo contro le democrazie europee e affiancando il Reich nazista attraverso il patto tripartito del 1940. Intanto in Cina, pochi anni dopo la fine della Grande Guerra, sorse il partito comunista, pronto a manifestare il desiderio di spodestare il Kuomintang (partito nazionalista cinese). Il governo di Nanchino era profondamente preoccupato dalle mire espansioniste giapponesi: il timore, fortemente condiviso dalle potenze occidentali, era dovuto ai continui successi militari nella regione. Per fronteggiare la pericolosa avanzata giapponese, a Nanchino, a Shangai e nel territorio dello Shanxi, le forze comuniste del Partito Comunista Cinese convinsero la fazione nazionalista a stringere un’alleanza militare che, però, non ebbe molto successo. Solo l’intervento degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica, febbrilmente preoccupati dell’insaziabile spinta egemonica di Tokyo, consentirono alle truppe cinesi di contrastare e bloccare l’invasione dell’impero del Sol Levante. Le bombe atomiche, lanciate su Hiroshima e Nagasaki, costrinsero alla resa incondizionata l’imperatore nipponico che, in questo modo, fu costretto a rinunciare ai territori conquistati in questi lunghi anni di conflitto.

La delicata questione del nucleare

Nel secondo dopoguerra, si assistette ad un forte indebolimento delle forze nazionaliste di Chiang Kai-shek, soprattutto a causa della corruzione dilagante all’interno dei quadri del Kuomintang. Nello stesso tempo, il PCC si rafforzava e, attraverso l’armata rossa, occupava Pechino e molte altre città precedentemente sottoposte alla reggenza nazionalista. I contrasti  condussero ad una sanguinosa e violenta guerra civile che costrinse i nazionalisti a ritirarsi nell’isola di Formosa (Taiwan), dove nacque la Repubblica nazionalista cinese mentre, nel 1949, Mao proclamava la nascita della Repubblica popolare cinese, comunista e anti-occidentale. Difatti, Washington riconobbe subito la legittimità del governo di Taipei, proclamando la Cina nazionalista come l’unica l’autorità cinese riconosciuta dagli Stati Uniti. Questo riconoscimento dev’essere interpretato alla luce della teoria del contenimento comunista, esposta per la prima volta da George F. Kennan nel “lungo telegramma” e pubblicata su Foreign Affairs in un articolo, noto come Articolo X, che ispirò la dottrina Truman nel corso dei primi anni della guerra fredda.  Solo nel 1971, con la risoluzione Onu 2758, la Repubblica popolare cinese viene riconosciuta come unico governo legittimo della Cina e, successivamente, entra a far parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Nel contesto geopolitico odierno, di fronte alla minaccia della potenza revisionista cinese di abbattere l’ordine internazionale (considerato unipolare), Washington sta attentamente prendendo delle contromisure, armando Taiwan e offrendo costante protezione al Giappone che, rappresentando negli ultimi anni di guerra fredda il bastione del capitalismo occidentale in estremo oriente, ha potuto beneficiare, assorbendone i pro e i contro, dell’ombrello atomico americano. In particolare, la preoccupazione statunitense è relativa soprattutto alla questione della proliferazione degli armamenti. Di fronte agli sviluppi tecnologici, dovuti ad un calcolo geostrategico cinese e conseguiti nel settore atomico da Iran e Corea del Nord, la Casa Bianca avverte sempre più fragile la sua presenza in Asia. E, se pensiamo che anche Pakistan, India, Kazakistan possiedono un armamentario nucleare completo e pronto all’uso, il primato statunitense nel settore mostra sempre più i segni del vacillamento.

Un timore, questo, da sempre presente nell’agenda politica di Washington e ora tanto più paventato se lo si contestualizza nell’affannata corsa delle grandi potenze, tese alla ricerca di un modo per diversificare il proprio fabbisogno energetico che le spinge a intavolare un “grande gioco” ,di kiplingiana memoria, nella regione asiatica.

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews