La protesta della vedova Welby contro i funerali di Gelli

Come per Casamonica, anche Licio Gelli ha avuto funerali cattolici. Eppure era massone e per questo scomunicato. La vedova Welby esprime il suo risentimento

welby

Piergiorgio Welby (i.huffpost.com)

«Perché mio marito no e Gelli sì?». Con queste parole Mina Welby, moglie di Piergiorgio, ha protestato per i funerali concessi, e celebrati questa mattina nella chiesa della Misericordia di Pistoia, a Licio Gelli, capo della loggia P2 e scomunicato in quanto massone. Il controverso fascista deceduto la sera del 15 dicembre verrà sepolto nel cimitero monumentale della città toscana. «Se mio marito oggi fosse in vita e sapesse dei funerali di Vittorio Casamonica e Licio Gelli si farebbe una risata», ha affermato la vedova.

L’INDIGNAZIONE DELLA VEDOVA WELBY - «Tutti quelli che lo volessero dovrebbero avere i funerali. Avere un funerale o meno deve essere una scelta della persona», ha dichiarato la vedova, secondo la quale quello imposto al marito fu un giudizio politico. «Piergiorgio non voleva il suicidio, lui chiese l’eutanasia: voleva una legge che comprendesse varie scelte che l’uomo può fare alla fine della propria vita, compresa l’eutanasia. Per lui era una morte dignitosa». «Per me non sono importanti ma per mamma fallo», aveva chiesto alla moglie prima di lasciarla per sempre. La donna al culmine dell’indignazione asserisce: «Spero che il papa dirà qualcosa su questo, siamo nel Giubileo della misericordia. Lo aspetto».

E non è l’unica ad esprimere il proprio risentimento. Mauro Leonardi, sacerdote e scrittore romano, dichiara: «A chi mi chiede perché Welby sia rimasto sul sagrato con la porta della chiesa chiusa e gli altri invece hanno avuto funerale e onori, io dico di avere misericordia per questa Chiesa fatta di uomini. Però sono indignato. Proprio indignato».

UN PASSO INDIETROPiergiorgio Welby, colpito da distrofia muscolare, morì nel 2006 per eutanasia. E fu allora che l’attivista, giornalista, politico, poeta e pittore italiano che aveva tenacemente lottato per il riconoscimento legale del diritto al rifiuto dell’accanimento terapeutico nel nostro Paese vede sbattersi in faccia le porte della Santa Chiesa. Per imposizione del cardinale Ruini, gli venne infatti negata la possibilità di celebrare i funerali secondo il rito cattolico. La sua sola colpa, aver rivendicato il diritto di porre fine alla propria vita senza sotterfugi.

LE CHIAVI DEL PARADISO SON DIVERSE DA QUELLE DELLA CHIESA - Lucky Luciano, Carlo Gambino, Enrico de Pedis, Luciano Casamonica. Sono nomi balzati alle cronache proprio in virtù dell’opposto destino a cui invece fu condannato Welby. Ricordiamo che se quest’ultimo fece della sua morte un manifesto del diritto a morire, i primi fecero della loro vita un manifesto del potere di decidere sul fine vita altrui. Eppure per loro le navate della Chiesa – quella stessa santa, cattolica, apostolica che aveva voltato le spalle al “credente agnostico” – si riempirono di cordoglio. E di quelle stesse lacrime, questa mattina, si sono bagnati i fiori della corona funebre di Licio Gelli. 

Antonietta Mente

@AntoMente

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