La Porsche fa spese in Italia: comprato il circuito di Nardò

Una veduta del circuito di Nardò (omnicorse.it)

Colpo a sorpresa della casa di Stoccarda: la Porsche ha acquistato dalla corporate e investment bank Centrobanca (gruppo Ubi Banca) il 100% del capitale di Nardò Technical Center, il circuito di collaudo automobilistico sito in Puglia a Nardò, in provincia di Lecce.

Il prezzo di acquisto non è stato svelato, ma si parla di cifre a sei zeri. La struttura di Nardò si estende su un’area di circa 700 ettari e comprende oltre 75 chilometri di piste di varia tipologia, che si differenziano, per esempio, in base alla lunghezza e all’esigenza di simulazione delle diverse condizioni di terreno o metereologiche.

Tra le strutture principali la moderna pista di handling di 6,2 chilometri e l’anello circolare della lunghezza di 12,5 chilometri, famoso in tutto il mondo in quanto utilizzato dalle case automobilistiche per testare le proprie supercar.

L’impianto leccese è nato da un’idea iniziale della Fiat e nell’ultimo decennio è stato oggetto di un importante rilancio che ha compreso la riorganizzazione societaria e l’investimento in nuove strutture e processi votati all’ampliamento della gamma di servizio. Uno sviluppo che è stato il presupposto necessario alla successiva crescita internazionale della base clienti, che attualmente comprende i principali gruppi automobilistici italiani ed europei tra cui la stessa Porsche, ma anche Mercedes Benz, Audi, Lamborghini, Volkswagen, BMW, Aston Martin, Jaguar e Land Rover.

«Il centro prove di Nardò è un posto fondamentale per integrare le nostre attività con quelle del centro tedesco di Weissach», ha commentato l’amministratore delegato della Porsche Matthias Müller, spiegando anche che l’acquisizione rientra nella strategia 2018, un piano commerciale per fare della casa tedesca il costruttore più redditizio al mondo, ma che in realtà nasconde in parte la necessità di spostare l’interesse degli affezionati su nuove tipologia di vettura. Il settore supercar della Porsche negli ultimi anni ha infatti sofferto da un lato di una mancanza di innovazione, e dall’altro della spietata concorrenza della sempreverde Ferrari, ma anche e soprattutto della lotta tutta teutonica con Audi e Lamborghini.

I tedeschi, puntano a sfruttare al massimo le possibilità di Nardò che potrebbe essere impiegato 7 giorni su 7 in tutte le stagioni, a differenza di Weissach e del “vecchio” Nurgburgring, il cui utilizzo è spesso vincolato dalle infauste condizioni meteo. La struttura rimarrà ugualmente disponibile per le altre case costruttrici.

Francesco Guarino

 

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