La Peroni vicina al cambio di proprietario: giapponesi in pole

Raduno del reparto vendite Peroni in Puglia, 1963 (www.birraperoni.it)

Raduno del reparto vendite Peroni in Puglia, 1963 (www.birraperoni.it)

Il Made in Italy è uno dei temi più ricorrenti quando si parla di economia in Italia. Mettendo da parte il campanilismo nostrano e considerando che il marchio Italia all’estero rende e come, bisogna ammettere che le birre non sono mai state il nostro forte. Italia “Paese del vino”, si dice. Nonostante ciò, escludendo la gran massa di birre di qualità e artigianali che stanno invadendo il Paese da Sud a Nord, vi sono alcune birre industriali simbolo per tutto lo stivale, isole comprese. Due di queste sono Peroni e Nastro Azzurro. I due marchi nazional popolari non sono però più proprietà di italiani dal 2003 e, secondo voci provenienti dal Giappone, sarebbero destinati a cambiare ancora proprietario.

IL PRIMO CAMBIO – La Peroni fu fondata nel 1846 a Vigevano da Francesco Peroni, ancor prima dell’unità d’Italia. Dal dopoguerra in avanti il marchio si è espanso al sud Italia, in Puglia, aprendosi in seguito al mondo. Nel 2003 arrivò il primo shock per i consumatori: la britannica SabMiller rilevò il 60% dell’azienda, per poi arrivare al 99% nel 2005. Da quel momento Nastro Azzurro è diventato il marchio di riferimento all’estero e sono aumentate le esportazioni. Oggi vengono prodotti 4,8 ettolitri di birra annui con il 70% dell’orzo coltivato in Italia.

L’INTERESSE DEI GIAPPONESI - Il quotidiano Yomiuri Shimbun rivela che proprio la SabMiller dovrebbe essere inghiottita dalla belga Anheuser-Busch InBev, per una fusione dal valore di 100 miliardi di dollari. Quest’operazione potrebbe causare problemi alle due società con l’antitrust europea e quindi la SabMiller dovrebbe mettere sul mercato alcuni suoi prezzi pregiati; le due indiziate sono l’olandese Groschl e appunto Peroni, per un valore stimato intorno ai 2 miliardi di dollari. I giapponesi di Asahi sarebbero pronti a sborsare 3,4 miliardi di dollari per entrambe le società, un’operazione record per i giapponesi nel settore bevande.

AFFARE PROBABILE - L’affare è nell’aria, vista la convenienza mutua delle parti e del terzo osservatore interessato, la belga Anheuser-Busch InBev, un colosso già controllante di gruppi come Ambev, Grupo Modelo, Beck’s e Oriental Brewery. Insomma potrebbe esserci presto un nuovo passaggio di mano per Peroni, con una differenza rispetto a ciò che accadde nel 2003: se in quell’operazione la famiglia Peroni chiese garanzie sui livelli occupazionali italiani e sui fornitori di materie prime, italiani per la maggior parte, oggi la SabMiller non avrà alcun interesse a fare lo stesso. I giapponesi quindi potrebbero spostare stabilimenti o cambiare fornitori, anche se il mercato italiano e non potrebbe punire fortemente lo snaturamento di quello che fu e che in parte ancora è Made in Italy.

Domenico Pellitteri

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