La Pepsi è cancerogena, la ricerca choc preoccupa gli USA

Una lattina di Pepsi Cola

Una ricerca che rischia di scatenare un’ondata di polemiche su una delle bevande più consumate al mondo. Questo è il quadro che emerge dopo la pubblicazione di uno studio da parte del Center for Environmental Health, un’associazione ambientalista statunitense, sulla Pepsi Cola.

Il Ceh avrebbe riscontrato una presenza superiore alle dosi consigliate della sostanza nota come 4-metilimidazolo, che se consumato in grandi dosi può aumentare il rischio di insorgenza di carcinomi nell’uomo. Questo colorante, che la California qualifica effettivamente come cancerogeno sin dal 1986 (e il quale uso deve essere chiaramente certificato nelle etichette dei prodotti, secondo il Safe Drinking Water and Toxic Enforcement Act), viene utilizzato anche nella Coca Cola, sebbene l’azienda produttrice si sia impegnata a ridurne il quantitativo nei prodotti a partire dal 2012.

Grazie a una campionatura casuale, l’associazione ha riscontrato l’eliminazione dell’additivo solo dalle bottiglie di “Coke”, mentre ciò non è avvenuto in quelle di Pepsi che vengono consumate fuori dalla California, dove esiste la suddetta legislazione. Intervenuta sul caso, l’azienda ha però rassicurato che il 4-metilimidazolo verrà eliminato dal commercio Usa entro e non oltre febbraio 2014.

Un intervento simile rientrerebbe nei piani della Pepsi anche a livello globale, ma per il momento il colorante cancerogeno – i cui effetti, secondo la Food and Drug Administration sarebbero visibili solo con un consumo superiore alle mille lattine al giorno – resta in uso in tutti i mercati, compreso quello italiano.

Semplice cautela, o rischio effettivo? Il direttore esecutivo della Ceh chiede che la Pepsi «fornisca a tutti gli americani lo stesso prodotto più sicuro venduto in California», e forse anche le autorità italiane ed europee dovrebbero premere in tal senso, per evitare conseguenze che, sebbene relative a casi limite, potrebbero comunque scatenare la reazione dei consumatori.

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

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