La Pedalata Polare per salvare l’Artico

Pedalata Polare

La Pedalata Polare per salvare l’Artico

Ancora qualche dettaglio da sistemare e sarà tutto pronto per la Pedalata Polare, l’iniziativa lanciata da Greenpeace per salvare l’Artico, in programma per sabato 4 ottobre.

ISTITUZIONE DI UN SANTUARIO ARTICO – Si tratta di un evento di mobilitazione globale che coinvolgerà città di tutto il mondo, unite per lanciare una sfida ai decisori politici perché si attivino per un intervento urgente contro il cambiamento climatico e la tutela delle acque internazionali che circondano il Polo Nord, eredità comune dell’umanità. Una Pedalata Polare che porterà decine di migliaia di persone ad avanzare a gran voce la richiesta dell’istituzione di un Santuario Artico da cui siano bandite attività industriali come le trivellazioni per il petrolio e la pesca distruttiva.

Spiega Andrea Pinchera, direttore Comunicazione di Greenpeace Italia: «La Pedalata Polare vuole dare visibilità alla nostra campagna #SaveTheArtic, che già ha raccolto circa 6 milioni di firme a livello mondiale. Vogliamo scuotere la comunità internazionale portando l’attenzione su una minaccia gravissima, lo scioglimento dell’Artico, che sta mettendo a repentaglio uno dei pochi ecosistemi realmente intatti del nostro Pianeta. Siamo difronte a una situazione paradossale: lo scioglimento dei ghiacci rende più accessibile l’esplorazione delle risorse del nord, scatenando la caccia al petrolio, a sua volta responsabile del riscaldamento globale e quindi dell’ulteriore riduzione del ghiaccio. Insomma lo scioglimento dei ghiacci rilancia lo stesso effetto».


ARTICO: FRIGORIFERO PER IL PIANETA – I dati sono allarmanti: negli ultimi 20 anni si sono persi i tre quarti del ghiaccio artico e nel 2012 l’estensione del ghiaccio è stata la più bassa mai registrata nella storia. Potrebbe sembrare insignificante, eppure l’aumento negli ultimi 150 anni della temperatura media di circa 0,8° ha conseguenze fortissime a livello globale. Effetti che sono sotto gli occhi di tutti: trombe d’aria, bombe d’acqua, alluvioni. Difronte a queste evidenze, la Pedalata Polare intende ricordare il ruolo fondamentale di “frigorifero per il Pianeta” che l’Artico ricopre, e grazie al quale riesce a stabilizzare il nostro clima. Le distese di ghiaccio del nord, infatti, hanno la capacità di riflettere la luce del sole, consentendo di mantenere basse temperature. Lo stesso effetto verrebbe a mancare con il mare libero dal ghiaccio.

Pedalata Polare

Un momento della Pedalata Polare dello scorso anno

GLOBALE E’ LOCALE – «Vorremmo replicare il successo raggiunto nella battaglia che ha interessato l’Antartide – continua Pinchera – Nel 1991 Greenpeace ha contribuito a proteggere l’area dagli interessi politici ed economici e a gettare le basi per la creazione di una riserva mondiale al Polo Sud. Oggi la sfida più grande è quella di far capire che “globale è locale”:  quello cioè che succede nell’Artico non rimane confinato nel Nord del mondo, ma ci riguarda tutti. È un’impresa difficile, anche perché le scelte politiche spesso si mettono di traverso. Basta pensare, per parlare dell’Italia, a come si comporta Renzi: mentre a New York parla di protezione dell’ambiente, dell’importanza delle energie rinnovabili e della lotta al cambiamento climatico, in Italia autorizza le trivellazioni in Adriatico. Il percorso è tortuoso, ma questo non mi impedisce di essere fiducioso: penso che questa battaglia per salvare l’Artico abbia buone possibilità di successo, la voce di milioni di persone non resterà inascoltata».

UNA GUIDA PER IL 4 OTTOBRE – Intanto i preparativi fervono un po’ovunque, nessun problema se si è a corto di fantasia: sul suo sito web Greenpeace offre a tutti una piccola guida che vuole essere d’ispirazione per creare l’atmosfera giusta della propria Pedalata e trasmettere con successo il messaggio della campagna.

Il 4 ottobre migliaia di campanelli suoneranno a difesa del Nord del mondo. E allo stesso tempo, a difesa del nostro futuro.

Valeria Nervegna

Foto da: greenpeace.org

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