La paura Ebola in Sardegna: interpellanza contro i clandestini

Sala della Giunta Sardegna (metronews.it)

Sala della Giunta Regione Sardegna di viale Trento (metronews.it)

SassariLa Sardegna è in stato di allerta sanitaria. Secondo il sito Sassarinotizie.it, la Giunta regionale di Francesco Pagliaru (centrosinistra) è in agitazione in ragione del grave di rischio di approdo del virus Ebola a causa del massiccio afflusso di immigrazione clandestina sulle coste dell’isola.

L’INTERPELLANZA DEI RIFORMATORI – Il capogruppo consiliare dei Riformatori Sardi (liberaldemocratici), Attilio Dedoni, ha presentato un’interpellanza all’assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru, affinché si provveda fin da subito a introdurre misure di prevenzione per impedire ad eventuali soggetti malati di entrare nell’isola.

L’interpellanza ricorda la rapidità con la quale il virus si sia propagato nella Repubblica di Guinea e nelle zone circostanti: dallo scorso marzo, l’Africa occidentale è stata decimata per un totale di 3.500 vittime. Il 30 settembre scorso il virus ha varcato i confini dell’Occidente approdando negli Stati Uniti e poi in Europa (Spagna).

NESSUN CASO IN ITALIA – Vero che il ministro della Salute Lorenzin ha affermato che i reparti sanitari ed ospedalieri italiani sono in stato d’allerta fin da aprile e che non è stato accertato ancora alcun caso nel Paese, ma è pur vero che – spiegano i Riformisti – che «la Sardegna è diventata da diverso tempo una delle Regioni italiane meta dell’immigrazione clandestina proveniente dalle coste settentrionali dell’Africa, con un costante aumento del numero di sbarchi». L’isola, inoltre, ospita «dei centri autorizzati per la permanenza degli stranieri richiedenti asilo, spesso provenienti da Paesi africani tra quelli nei quali sono stati registrati casi di Ebola».

CONTAGIO DA UOMINI E ANIMALI – Senza contare la particolarità del virus – continua l’interpellanza – che si trasmette non solo attraverso il contatto con liquidi biologici umani di soggetti infetti ma pure di animali e, ad oggi, la Sardegna ancora non si è dotata adeguati posti di controllo portuali ed aeroportuali per l’identificazione di animali provenienti dall’estero.

NON SOLO EBOLA – Da qui la richiesta di prevenzione e controllo dei Riformatori perché Asl, Aziende ospedaliere, università e Brotzu vengano mobilitate. Richiesta che l’assessore Arru pare abbia rigettato infastidito, bollando l’interpellanza come «inutile allarmismo»: la Sardegna «è in grado di far fronte a un’eventuale caso di sospetta infezione»«La situazione nell’isola è sotto controllo». Poi però è o stesso assessore ad ammettere che un problema sanitario è già presente sul territorio ed è in espansione. Spiega Arru: «Nell’isola, più dell’Ebola, mi spaventa l’aumento di infezioni come Aids, sifilide e tubercolosi»

Chantal Cresta

Foto || lastampa.it; mtronews.it

 

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