La paura di Monti di fare la giusta manovra

Mario Monti ospite a "Porta a porta"

Roma – Per Berlusconi gli italiani sono tutti benestanti. Monti tenta di convincere tutti di essere il salvatore della Patria e dell’euro. Il presidente Napolitano richiama gli italiani a raccolta sotto il vessillo del tricolore richiedendo il sacrificio dei cittadini. E infine la Chiesa manda parole di conforto a tutti i fedeli e dall’alto del suo eremo ricorda che gli ultimi saranno i primi, bisogna solo attendere la prossima vita. Chi si aspettava che le misure indifferibili ed urgentissime avrebbero investito i reali responsabili della crisi e compattato tutti gli ambienti della nostra società, forse a questo punto si è ricreduto dopo aver sentito o letto i punti cardine della manovra. La rivoluzione in senso democratico che in tanti si aspettavano con il nuovo presidente del Consiglio non c’è stata, anzi pare proprio che la manovra si proponga solo di mantenere lo status quo facendo pagare ai deboli gli errori dei Grandi Privilegiati.

I veri mali che attanagliano l’Italia non sono stati presi in nessuna considerazione. Evasione fiscale, grandi patrimoni, collusione mafia-politica, sperpero di soldi pubblici, costi della politica, per citare solo i più importanti. La patrimoniale, per esempio, se fosse stata varata avrebbe colpito e costretto chi ha grandi capitali a pagare in base alle sue proprietà e al suo patrimonio. Ma non si è fatto. La lotta all’evasione fiscale è stata pensata in maniera molto blanda e probabilmente saranno costretti a pagare i piccoli negozianti che frodavano il fisco non emettendo tutti gli scontrini. Ma i grandi impresari e industriali, i liberi professionisti e coloro che si sono arricchiti non contribuendo in alcun modo al funzionamento dello stato rimarranno, come al solito, estranei a questa manovra. E la Chiesa? Esente da Ici, esente dal pagamento delle tasse e, quel che è ancora peggio, gravante sullo Stato italiano in quanto a stipendi per i suoi dipendenti e mantenimento delle sue infrastrutture, al superamento di questa crisi non contribuisce affatto, se non con parole di incoraggiamento.

L’impressione generale che se ne trae da tutti questi tiri e molla all’interno delle aule del Parlamento è che a pagare saranno i soliti. Per porre rimedio alla crisi si stanno adottando misure che comportano un sostanziale aiuto agli interessi finanziari, ma totalmente a spese dei contribuenti, su cui sta ricadendo tutto il peso dell’operazione di salvataggio. Ma in questo modo, avvantaggiando solo i grandi finanzieri, il gap che divide l’economia reale da quella puramente monetaria aumenta sempre più, con grave danno ai consumi e alla ripresa economica. La storia insegna, ma pochi sono disposti a imparare. Servono riforme strutturali, anzi diciamo che sono urgentissime, e in tanti si aspettavano che Monti avrebbe avuto il coraggio di farle. Ma a quanto pare il nuovo presidente del Consiglio è ancora più legato agli interessi della grande finanza di quanto non lo siano stati i nostri politici di professione. Come dire che gli italiani sono finiti dalla padella alla brace.

Sabina Sestu      

Foto:  direttanews; blogspot

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