Libriuniamoci – 150 anni di Unità d’Italia e di libri

Il primo libro che la nostra rubrica dedicata ai centocinquant’anni dell’Unità d’Italia vi propone per questo caldo agosto è firmato Carlo Fruttero e Massimo Gramellini, due tra le penne più acute, irriverenti e raffinate che il nostro Paese possa offrire in questo momento.

Carlo Fruttero è noto soprattutto per la sua attività di romanziere in coppia con Franco Lucentini. Autori di ventitre romanzi, diverse traduzioni e molte collaborazioni giornalistiche, Fruttero & Lucentini sono giganti del giornalismo e del giallo all’italiana. Venuto a mancare il suo collega, dal 2002 Fruttero continua a svolgere attività letterarie tra cui la collaborazione con il quotidiano La Stampa. Gramellini è invece famoso per il suo corsivo quotidiano – Buongiorno – sul medesimo quotidiano torinese, ma anche per la sua News Parade, la rubrica conclusiva della puntata del sabato di Che tempo che fa, il popolarissimo programma condotto da Fabio Fazio.

La Patria, bene o male. Almanacco essenziale dell’Italia Unita (in 150 date) è la creatura partorita dalle menti di questi due acuti osservatori della realtà quotidiana, nonché conoscitori della nostra Storia.

Centocinquanta date per raccontare centocinquant’anni di storia attraverso fatti, personaggi, eventi che hanno segnato il nostro Paese fino a renderlo quello che è ora: una terra bellissima e problematica dove, nonostante gli sforzi, non sempre si è riusciti ad ottenere il meglio, ma dove comunque non manca mai la voglia di lottare, di sapere, di cambiare.

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Carlo Fruttero e Massimo Gramellini

L’intento dei due autori non è un segreto, anzi: «Ogni pagina di questo libro è arbitraria e contestabile. Abbiamo scelto 150 giornate a nostro avviso significative, distribuendole equamente fra i quindici decenni dell’Italia Unita. Ma cosa vuol dire significative? Alcune erano obbligatorie, ma molte altre, non senza lunghe discussioni tra di noi, sono state incluse o escluse, con intendimenti ragionevoli e tuttavia opinabili. A ogni capitoletto di questa ormai lunga vicenda abbiamo cercato di dare un taglio narrativo, di partire da un particolare più vivido per evitare ai nostri lettori la triste impressione del grigiore scolastico. Sono 150 racconti contratti, ridotti all’essenziale e dolorosamente privi di infiniti risvolti, sacrifici dettati dalle necessità grafiche del quotidiano torinese “La Stampa” che ha avuto l’idea e che ha pubblicato nei mesi scorsi queste pagine. Il nostro intento era di offrire un’infarinatura di storia d’Italia a tutti coloro che ne hanno perso memoria o non l’hanno mai avuta».

Significativa – forse ancor più di questo manifesto programmatico che gli autori collocano nella prefazione – la dedica del volume: “Agli italiani, coraggio”, tre parole che bastano a far comprendere al lettore quanto i due autori siano pienamente coscienti della realtà, quanto i due autori sentano la responsabilità di far sapere e di spronare, quanto i due autori siano – nonostante tutto – orgogliosi di essere italiani.

Tra i personaggi e i fatti proposti del libro troviamo l’immancabile Garibaldi, Ippolito Nievo, la breccia di Porta Pia, il Falstaff, ma anche la disfatta di Caporetto, Pirandello, Gramsci e Rosselli, Mike Bongiorno, Fellini, il massacro del Circeo, il terremoto in Friuli, la P2, il generale Dalla Chiesa, Cosa Nostra, Lucio Battisti, il Grande Fratello, la società multietnica, il G8 di Genova, l’attentato alle Twin Towers, Nicola Calipari…

Tanti tasselli della storia d’Italia riproposti e ricollocati per dargli un nuovo significato e per non smarrirli nel labirinto della memoria, sempre più inespugnabile, sempre più simile a un groviglio senza senso.

Un libro piacevole, scorrevole, a volte divertente altre amaro, ma sempre – discretamente – commovente per chi l’Italia continua ad amarla.

Francesca Penza

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