La parità uomo donna arriverà nel 2095. Pronti per le papàvventure?

pari opportunitàDalla recente valutazione del Wef (World Economic Forum) sul gender gap (divario di genere) nei vari Paesi del mondo, per l’Italia è emerso un triste risultato: di questo passo solo nel 2095 si raggiungerà nel mondo del lavoro la piena parità uomo donna. Rispetto al 2013 migliora di due posizioni raggiungendo il 69° posto, ma a livello generale non c’è da rallegrarsi: è ultima tra i Paesi industrializzati e, sul totale delle nazioni considerate, viene dopo il Bangladesh e il Kirghizistan.

I DATI – Nella valutazione del gender gap entrano vari fattori, principalmente economici e economico-sociali come la partecipazione economica e l’uguaglianza salariale. Il Wef, ente promotore del Forum di Davos, valuta poi elementi come la parità nell’istruzione e nell’acceso al sistema scolastico, la salute e la durata media della vita, la partecipazione all’esercizio del potere politico, le opportunità nel mondo del lavoro: per nessuna di queste voci l’Italia sale mai al di sopra del 37° posto, collezionando invece tristi primati di fanalino di coda europeo in più di un’occasione. Eppure gli Stati virtuosi che si giocano il podio sono proprio europei, modelli disponibili a poche migliaia di chilometri di distanza dal Belpaese: Islanda, Finlandia, Norvegia seguite da Danimarca e Svezia.

Dall’esame della situazione che concerne in specifico le opportunità lavorative, gli esperti hanno quindi calcolato che, marciando di questo passo, saranno necessari più di 80 anni per raggiungere la parità uomo donna: toccherà aspettare il 2095 per vedere le donne italiane finalmente sullo stesso gradino dei loro colleghi maschi.

PAPÀVVENTURA – La domanda, a questo punto, sorge spontanea: se alle soglie del XXII secolo si realizzerà il sogno della parità uomo donna sotto il profilo professionale ed economico, quando si potrà parlare di vera uguaglianza tra i due nella cura dei figli? Lasciamo stare le insuperabili differenze fisiche che non permettono di sovrapporre al 100% le situazioni di maternità e paternità, ma guardiamo a quelle mille situazioni che ogni giorno vedono la donna con figli cimentarsi in mirabolanti performance per far quadrare tutto: in poche parole, potrebbero mai le mammavventure diventare…papàvventure? Per molti aspetti questo già succede e, anche per esperienza personale (personale, non diretta…c’è una bella differenza!), non si può negare che al giorno d’oggi molti padri siano capaci di assumersi ruoli, impegni  e responsabilità tali da meritarsi l’appellativo – tutt’altro che dispregiativo o denigratorio – di “mammo”. Ma il maschio il più delle volte risulta incapace di pensare e agire nella modalità multitasking che per tutte le donne-mamme è un imperativo, per questo motivo risulta divertente passatempo provare ad immaginare qualche momento dell’esistenza quotidiana dei pargoli del 2095…quando mamma lavorerà e guadagnerà come papà, e a papà toccherà occuparsi di incombenze che oggi sembrano esclusiva della mamma.

papàDA DUE (O TRE)…A UNO – Abilità propriamente femminile, sconosciuta a moltissimi uomini, è quella di riuscire a fare due cose contemporaneamente. La mamma, appena sveglia, ha la capacità di far alzare dal letto i figli, vestirli, lavarli e allestire la tavola per la colazione per tutta la famiglia in contemporanea con almeno un’altra attività, quasi sempre legata alle necessità di un tipico inizio di giornata: rifare i letti prima di uscire, prepararsi per andare al lavoro, occuparsi di eventuali animali domestici presenti in famiglia, passare in rassegna l’agenda con gli impegni del giorno (il dentista, la piscina, il ricevimento insegnanti, il ritiro in tintoria, etc). Tutto ciò mentre il padre, trascinatosi dal letto al bagno, è riuscito a malapena a rendere se stesso dignitosamente presentabile, concludendo l’appuntamento fisso mattutino con la tazza (pare incredibile…pure vostro marito, vero?), la rasatura e – nei casi più fortunati – la doccia.

Nel Paese delle Papàvventure non può quindi esistere il numero due – niente secondo figlio, niente seconda cosa da fare, niente seconda tazza di tè – per cui la società si dovrà necessariamente adeguare mutando i propri ritmi lavorativi e scolastici: ad esempio un giorno il papà andrà a lavorare, un altro i ragazzi andranno a scuola. Non ci potranno inoltre essere “strane” sovrapposizioni di orari tra gli impegni del genitore e quello dei pargoli…non perchè i padri non siano capaci di gestirli, non sia mai (!), ma semplicemente perchè non forniti da Madre Natura del dono dell’ubiquità che invece – è risaputo – le donne posseggono nel loro patrimonio genetico (altrimenti come farebbero a fare tutto quello che fanno?!).

bambino

VITA DA “MAMMO” – Nel Paese delle Papàvventure è sempre il genitore maschio ad alzarsi e sgusciare fuori dal letto nel cuore della notte ai primi vagiti provenienti dalla culla, a fornire consolazione anche quando il bimbo pare inconsolabile, a lottare contro tutti i peggiori “mostri” che i più piccoli siano in grado di creare e davanti ai quali è solito dire alla propria moglie o compagna «Dai, pensaci tu!»: cacche da primato, moccio dal naso, rigurgiti e chi più ne ha più ne metta E che dire della famosa bua? Quale bimbo, dopo una caduta o un’escoriazione, non ha invocato a pieni polmoni «Mammmmaaaa!!!»? Nell’era delle Papàvventure saranno le amorevoli cure paterne a provvedere al primo soccorso, con annessi a connessi tra cui il ricorso agli abiti “buoni” indossati in quel momento per tamponare ferite sanguinanti o asciugare lacrimoni su visetti rigorosamente “zozzi”.

Ricadranno sulle possenti spalle dei papà tutte quelle piccole attenzioni “extra” che – qualunque sia l’età dei figli – fanno di una donna una mamma. Ricordarsi di mettere nel carrello qualcosa di buono ogni volta che si va al supermercato, non dimenticare la promessa di comprare quel determinato giochino o un pacchetto di figurine o il suo fumetto preferito il giorno stesso in cui esce in edicola, fare in modo che la sua felpa preferita sia per quanto possibile sempre lavata e stirata, riscaldare il latte al punto giusto e zuccherarlo esattamente come piace a lui. Riusciranno i nostri eroici papà ad eguagliare le mammavventure? Speriamo di scoprirlo prima del 2095…per la parità uomo donna non sarà mai troppo presto.

MammAvventura

foto: blogspot.com;

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