Faenza – In queste ultime ore la rete si mobilita e fa fronte comune dinanzi alla decisione dell’azienda Omsa di licenziare le dipendenti del proprio stabilimento di Faenza. Sul celebre social network Facebook è stato creato un evento, “Mai più Omsa” che in poche ore ha raccolto tantissimi consensi e la solidarietà di chi si schiera dalla parte delle 239 lavoratrici prossime al licenziamento.
L’azienda, infatti, lo scorso 27 dicembre ha comunicato loro, tramite fax, la volontà di chiudere definitivamente l’azienda e di procedere al licenziamento collettivo delle dipendenti. Un licenziamento imminente che secondo le previsioni sarà effettivo dal prossimo 14 marzo.
In realtà la decisione risponde alla scelta dell’azienda, parte del gruppo Golden Lady, di trasferire in Serbia la propria produzione, risparmiando notevolmente sui costi. Una scelta fatta già nel 2009, e che aveva avuto come conseguenza quella di collocare le dipendenti in cassa integrazione. Sono trascorsi due anni da allora e alla cassa integrazione ha fatto seguito la chiusura definitiva dell’azienda.
I sindacati non ci stanno. Cgil, Cisl e Uil tramite un comunicato congiunto, si schierano apertamente contro il comportamento dell’azienda, definito “provocatorio e arrogante”. Di recente, infatti, un incontro presso il Ministero, l’azienda si era mostrata disposta a trattare, a discutere e mediare anche nell’incontro previsto per il 12 gennaio.
Nonostante gli accordi, l’azienda ha optato per la procedura di mobilità fino alla definitiva chiusura dello stabilimento faentino. Intanto, mentre si cerca di far cambiare idea alla proprietà, in rete si è deciso di mettere su un vero e proprio boicottaggio ai marchi dell’azienda tra i quali si annoverano Golden Lady, Omsa, SiSi, Philippe Matignon, NY Legs, Hue, Arwa.
Una dura presa di posizione contro una compagnia che ha fatto proprio il marchio Made in Italy e che ora sceglie di trasferirsi all’estero.
Angela Piras
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I padroni delocalizzano la produzione dove il costo del lovoro è inferiore, in paesi dove non esistono diritti umani figuriamoci quelli sindacali,ciò significa assenza di diritti uguale maggior sfruttamento , maggiori profitti sulla pelle di uomini, donne e bambini. non accettiamo i ricatti dei marchionne,delle multinazionali,della banca mondiale,del fondo monetario internazionale,che impongono i loro piani di aggiustamento strutturali, riducendo alla fame interi popoli,basta ai vari governi che si sono succeduti nel nostro paese sempre tutti dalla parte dei padroni