‘La Notte della Taranta sta morendo’: la testimonianza-choc

La Notte della Taranta 2014: 150 mila presenze, ma anche un grido d'allarme per la sicurezza che fa flop. La testimonianza

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La folla oceanica di Melpignano per “La Notte della Taranta” (Facebook La Notte della Taranta – pagina ufficiale)

La Notte della Taranta è uno degli appuntamenti più attesi dell’estate italiana. Il concertone di Melpignano, culmine di quindici giorni di musica itinerante che attraversa la provincia di Lecce al ritmo della musica popolare salentina. Un evento che ha assunto portata e rilevanza globale, arrivando a far segnare fino a 150 mila presenza in una sola notte nel piccolo comune in provincia di Lecce (che durante l’anno supera a fatica i 2 mila abitanti). Ma quest’anno qualcosa è andato storto. Più del solito: perché se i disagi sono prevedibili in un maxi-evento come l’ultima serata de La Notte della Taranta, un po’ meno prevedibile è che il servizio d’ordine faccia flop e pensi più a censurare che a preservare l’incolumità dei partecipanti.

LA TESTIMONIANZA - La dura testimonianza di una delle partecipanti al concertone di Melpignano di sabato 23 agosto, Olimpia Dimitri, è stata ripresa dal quotidiano online «La Voce di Manduria» e ha fatto il giro del web. Raccogliendo consensi e testimonianze parallele su quello che è stato l’ennesimo boom di presenze, ma un flop dal punto di vista organizzativo.

È impossibile rimanere fermi senza lasciarsi travolgere. Si balla già, tutti insieme, alla faccia dello spazio sempre più ridotto per la calca che comincia a crearsi. Alle 23.00 cominciano ad agitarsi gli animi di quelli che hanno passato l’intera giornata a sballarsi con vino e droghe. Invadono il pubblico dalla nostra parte e ci spintonano sino a schiacciarci contro le transenne. Allertiamo subito il servizio di sicurezza, imponente, molto imponente, che avevamo a qualche centimetro da noi che eravamo in prima fila. Fanno dapprima finta di non capire, poi di non vedere e alla fine la triste scoperta, ci viene detto che non possono intervenire a nostra tutela ma solo di quella dei Vip!
I Vip? Quei 2, 3 servi di partito che si lamentano sul palco violentando la nostra musica???

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Il corridoio centrale di sicurezza (Facebook La Notte della Taranta – pagina ufficiale)

LA NOTTE DELLA (NON) TARANTA - Forse più della sicurezza, ai pugliesi fa male lo stravolgimento dell’essenza musicale de La Notte della Taranta, giunta alla 17esima edizione. Pochi artisti locali, tendenza all’apertura al nazionale e all’internazionale, mescolanze e contaminazioni che hanno fatto persino parlare di una “Sanremo salentina”. D’altronde, con tutto il rispetto per la caratura artistica, la presenza quest’anno sul palco di Roberto Vecchioni e Antonella Ruggiero sembra davvero difficile da conciliare con l’essenza della taranta. Il racconto di Olimpia continua:

Nel frattempo il vino in corpo fermenta e le droghe intontiscono, si scaldano ancora di più gli animi e compaiono le prime armi rudimentali, bottiglie di vino rotte e usate per minacciare, taglierini e coltelli e addirittura bastoni di ombrelloni che in mattinata erano serviti a ripararsi dal sole. Le prime tre file di spettatori eravamo in balia di centinaia di balordi tossici e ubriachi e la sicurezza non muoveva un dito! Abbiamo, allora, chiesto di poter allertare le forze dell’ordine perché nel frattempo cominciavano le scene di panico. Niente! Non si vedeva arrivare nessuno! Bambini che urlavano, gente terrorizzata…una donna incinta (un po’ incosciente, a parer mio, a trovarsi lì) stava per essere schiacciata e al marito veniva impedito di portarla in salvo nel sottopalco, perché sprovvisto di Pass!!! Con altri spettatori l’abbiamo sollevata di peso e messa in salvo. Tutto questo sotto gli occhi degli organizzatori che non muovevano un dito!

SERVIZIO DI DISORDINE - Perché, oltre al corridoio di emergenza centrale, non era stato disposto a margine dello stesso anche un adeguato servizio d’ordine operativo? Basterebbe poco per prevenire eccessi o intervenire nel momento in cui gli immancabili invasati si prendono la scena. La testimonianza prosegue:

Io compresa, con altre signore e bambini abbiamo rischiato, per ben due volte, di essere schiacciati dalla transenna e all’ennesimo attacco abbiamo scavalcato ed “invaso” la zona Vip… Si è scatenato l’inferno… E’ stato allora che, finalmente, sono arrivati i responsabili, ma per cacciarci!!! Sapevano solo dire: “Qui si può stare solo con il Pass”…Ma stiamo scherzando? La gente viene massacrata e loro controllano i Pass? Finalmente arriva anche la Polizia che, da lontano, guarda, scruta, osserva e dice: “Hanno nascosto tutto, come facciamo a trovare le armi ed i responsabili?” E va via! La guerriglia nel pubblico continua, la musica continua, nonostante stia avvenendo tutto sotto i loro occhi. Alcuni dei vigilanti, impietositi, nonostante gli ordini, prendono l’iniziativa personale di scavalcare per cercare di arginare la follia, ma vengono fermati dai loro colleghi che li tirano giù dalle transenne e li portano via. Si accendono gli animi anche tra di loro! Intanto io e alcune decine di spettatori, quelli che siamo riusciti a scavalcare, veniamo fatti allontanare in malo modo perché non autorizzati a stare lì e, contro di noi, si scagliano decine di omoni della security…Contro di noi! Arriva Sergio Torsello, uno dei responsabili della Fondazione, che ci chiede notizie su cosa sta avvenendo, ma viene subito portato via da un omaccione, presumo altro “pezzo grosso” della Fondazione, che candidamente ci dice: “Questa è la Notte della Taranta, se volete venite, altrimenti statevene a casa!” No, caro signor Tizio, non era questa la nostra Notte, l’avete fatta diventare voi così, avete permesso voi il degrado, attirando la peggior gente per fare i numeri e con i numeri arricchirvi con gli sponsor! Migliaia e migliaia di pet di vino da 5 litri che circolano liberamente sotto i vostri occhi, a cosa portano? Lo spaccio alla luce del sole a cosa porta? Il non intervenire nelle risse a cosa porta?

I numeri e l’evento, anche a discapito della sicurezza? Si dirà: si può stare nelle ultime file se non si vogliono correre rischi. Ma La Notte della Taranta non è lo Sziget, non è il Rock am Ring . È la festa della musica popolare, che per definizione abbraccia tutte le età. Ed allora perché trovarsi nei pressi dello stage significa dover per forza soccombere agli eccessi incontrollati? La risonanza e la gratuità dell’evento attirano inevitabilmente una quantità abnorme di persone, ma ciò non deve e non può tradursi nell’ingestibilità della folla. O peggio, come conferma l’ultima inquietante parte della testimonianza, nell’oscurantismo e nella volontaria anarchia.

Il colmo è stato raggiunto quando in tutto il trambusto sono stati allontanati anche tutti i fotografi e gli addetti stampa, provenienti da tutto il mondo, cacciati anche loro in malo modo, per evitare che venisse documentato il tutto. Ci siamo fermati a parlare con alcuni di loro che erano increduli ed incazzati neri per non aver potuto svolgere il loro lavoro sino in fondo! Urlavano e affermavano che con le loro foto avrebbero potuto rintracciare i colpevoli. Ma a loro, agli organizzatori, non interessano i colpevoli! Loro vogliono i numeri, i numeri degli incassi, della merce venduta senza scontrino, delle bottigliette d’acqua calda a 3 €, della birra piccola, calda, a 5€, dell’igiene inesistente nella vendita degli alimenti, dei fili elettrici volanti e scorticati…Sotto gli occhi delle centinaia di addetti delle forze dell’ordine presenti a guardare il concerto!
Ci siamo anche intrattenuti a parlare con un dirigente dei carabinieri del comando di Bari, posizionato più in periferia, che ha voluto notizie di ciò che stava accadendo, e, scusandosi e vergognandosi, con lo sguardo basso, ci ha confidato che non era stato previsto nessun piano di intervento e a loro era stato dato l’ordine di non intervenire in nessun caso, qualunque cosa fosse successa! Per cosa stiamo pagando migliaia di carabinieri, polizia, finanza, security, ecc, ecc… se non devono muoversi? Per fare i numeri? Si, dei feriti e dei collassati che venivano portati via dalle ambulanze, dei quali nessuno ne parlerà mai, per non scoraggiare le altre migliaia di spettatori che il prossimo anno si uniranno ai 150 mila di quest’anno? Cara ‪‎NOTTEDELLATARANTA…ti ho vista nascere, crescere e, ieri, anche morire!

IL DIBATTITO E LE REPLICHE - L’articolo che riporta la lettera aperta di Olimpia Dimitri ha superato le 8 mila condivisioni e ha generato un acceso dibattito sia sulla pagina Facebook de «La Voce di Manduria» che sulla pagina Facebook ufficiale de La Notte della Taranta. Lo staff ha replicato sia ad un altro partecipante che chiedeva notizie sugli incidenti delle prime file, sia alla stessa Olimpia, a cui ha dedicato una risposta diretta (che la donna ha prontamente smentito, affermando di come sia “curioso che tra 150 mila persone l’organizzazione si sia ricordata proprio di lei”).

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Le repliche ufficiali dello staff de “La Notte della Taranta”

GLI IMMANCABILI VENDITORI ABUSIVI (E IL VETRO PROIBITO) - Seguono commenti di salentini che rinfacciano “l’identità perduta” dell’essenza musicale della festa, ma sono in molti a lamentarsi dell’organizzazione. Soprattutto denunciando l’immancabile ed impunita presenza di venditori ambulanti abusivi, che offrivano birra in proibitissime bottiglie in vetro (scaduta, secondo alcune testimonianze). Difficile non vederli, data la presenza dei caratteristici ombrelloni illuminati.

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Una foto che denuncia la grande presenza di venditori ambulanti abusivi

NOTTE DELLA TARANTA, O RISORGI O MUORI - Il business e i numeri valgono più della sicurezza? La speranza è che non serva l’ennesima tragedia per dover valutare nuovi piani di sicurezza. Basterebbe anche solo rendere l’evento a pagamento, per coprire senza problemi le spese – sicuramente ingenti – della manifestazione e permettersi allo stesso modo di offrire un servizio di sicurezza più qualificato. Perché le lacune mostrate e le differenze di vedute tra chi vorrebbe intervenire e chi invece invita i colleghi a ripensarci, sono indice di una organizzazione che si può tristemente definire in un solo modo: “all’italiana”. L’evento principe della musica popolare in Italia non merita di diventare l’ennesimo rave, appannaggio di chi ha più alcool che sangue in corpo.

Francesco Guarino
@fraguarino

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