La notte del giudizio. Dodici ore in cui tutto è permesso – Recensione

La notte del giudizio (spaziofilm.it)

La locandina del film "La notte del giudizio" (spaziofilm.it)

In un’America devastata dalla criminalità crescente e dal sovraffollamento delle carceri, il governo ha sancito un periodo annuale di dodici ore in cui qualsiasi attività criminale, omicidio compreso, diventa legale. Non è possibile chiamare la polizia. Gli ospedali sono chiusi. È una notte in cui la cittadinanza si autoregola senza il pericolo di essere puniti per le loro azioni. In questa notte appestata dalla violenza e martoriata da un’epidemia di criminalità, una famiglia si trova alle prese con un imprevisto che metterà a rischio la propria sicurezza e l’opinione riguardo questo “sfogo” collettivo.

L’idea alla base della realizzazione de La notte del giudizio nasce da una sfortunata esperienza del regista James DeMonaco e della consorte in seguito ad un incidente stradale: «In preda ad un impeto di rabbia, sono sceso dall’auto per affrontare questo ragazzo, e per fortuna mia moglie è riuscita a fermarmi. Quando siamo risaliti in macchina, si è rivolta a me dicendomi: non sarebbe bello se tutti noi una volta l’anno potessimo sfogarci liberamente? All’inizio ho pensato che fosse una frase azzardata, soprattutto per un medico professionista. Ma questa frase mi è rimasta in testa per molto tempo».

Il regista e sceneggiatore DeMonaco (Il negoziatore, Assault on Precinct 13) ci presenta una visione distopica degli Stati Uniti d’America – distanti circa una decina d’anni dai giorni nostri – in cui la violenza è stata elevata a necessità sociale e psicologica dai “nuovi padri fondatori”, entità che all’interno del film rimangono anonime, alle quali non viene dato un volto, ma che, evidentemente, hanno rappresentato un nuovo inizio dopo l’attuale crisi economica.

Questo sfogo – dodici ore in cui ogni essere vivente si fa vittima e carnefice – è diventato, da un punto di vista economico/sociale, un vero e proprio “livellatore” che permette la soppressione delle fasce sociali più deboli e meno abbienti, non in grado, quindi, di potersi permettere armi e mezzi di difesa adeguati. Da un punto di vista prettamente psicologico, invece, questo lasso di tempo senza legge assurge a momento catartico nazionale in cui viene permesso il rilascio di tutta la violenza insita nell’animo umano per poter permettere alla nazione di vivere il restante anno in una condizione purificata e pacifica.

La notte del giudizio (cinematografo.it)

Un fotogramma dal film "La notte del giudizio" (cinematografo.it)

La vicenda viene incentrata dal regista sulla famiglia Sandin. Poco prima del coprifuoco annuale un intruso irrompe nella lussuosa proprietà blindata posseduta da questi ultimi. James, interpretato dal bravo Ethan Hawke è un ricco venditore di sistemi di sicurezza ideati per il sanguinoso rituale collettivo. Assieme alla moglie cerca di fuggire la violenza che da ormai dieci anni si compie sulle strade urbane, ma questa volta deve decidere se relegare l’intruso a morte certa o cercare di aiutarlo, cercando di assicurare a lui e a tutti i propri familiari la salvezza.

L’idea del regista americano, pur non avendo una nascita particolarmente brillante, appare sicuramente interessante, soprattutto in questa assolata e, cinematograficamente parlando, noiosa estate – per lo meno per quanto riguarda la programmazione dei multiplex della nostra penisola. La realizzazione del film, però, deficita di spessore.

Un argomento così coinvolgente – che sembra chiamare a gran voce “la caccia” ideata dal compianto scrittore Robert Sheckley – avrebbe certo meritato una conduzione autoriale forte e decisa (Abel Ferrara?). DeMonaco, invece, si astiene da qualsiasi giudizio etico o morale e riduce la sua ultima opera filmica a film d’azione con qualche sporadica virata thriller ed horror, ma senza alcun successo. La notte del giudizio non annoia ma delude soprattutto a causa di una costellazione di scelte registiche scontate.

(Foto: spaziofilm.it / cinematografo.it / mag.sky.it)

Emanuel Carlo Micali

[youtube]http://youtu.be/W5jGKGo_6Ok[/youtube]

 

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