La Nato approva una forza di risposta permanente in Europa dell’est

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Il vertice Nato riunito in Galles

Il vertice Nato ha approvato la presenza continua nell’Europa dell’est di una forza di risposta rapida contro Mosca. Questa sarà in grado di intervenire nell’arco di pochissimo tempo qualora ce ne fosse bisogno.

UNITÀ MILITARE IN PERENNE ALLERTA –
È stato il segretario generale Fogh Rasmussen ad annunciare la decisione di avere una presenza continua in estrema allerta nell’Europa dell’est. Il contingente sarà in grado di reagire, in tempi rapidissimi, ad un eventuale escalation della questione ucraina. Pochi giorni fa lo stesso Rasmussen si era augurato di poter mettere in campo «una forza capace di viaggiare leggera e di colpire duro, di reagire in tempi molto rapidi e dopo tempi di avviso minimi ». La Nato, quindi, sarà presente con 5.000 soldati. I contingenti saranno di stanza a rotazione in Polonia. Il premier inglese Cameron ha da poco confermato che la Gran Bretagna parteciperà con ben 3.500 uomini e ha aggiunto «questa nuova forza sarà in grado di schierarsi ovunque nel mondo dai due ai cinque giorni ».

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Ancora un’immagine del vertice

NO ALL’USCITA DAL CONSIGLIO NATO-RUSSIA – Nonostante le violazioni all’atto fondativo da parte di Mosca, l’Alleanza Atlantica ha ribadito, mediante la voce del segretario Rasmussen, di non aver intenzione di uscire dal consiglio Nato-Russia. Intanto l’Ucraina e i ribelli filo russi avrebbero aggiunto un accordo. Dalle 17 ora italiana di oggi inizierà la tregua nelle regioni orientali. L’incontro si è  tenuto a Minsk e secondo i media locali tra i quattordici punti dell’accordo ci sarebbero il controllo internazionale del cessate il fuoco e lo scambio dei prigionieri. Nonostante l’apparente tregua Cameron ha tenuto a ribadire che  «Siamo di fronte a pericoli nuovi e in evoluzione, dobbiamo essere pronti a difendere i nostri paesi e quelli dell’Alleanza Atlantica».  Ancora il segretario Rasmussen ha dichiarato: « il nuovo piano di risposta manda un chiaro messaggio: la Nato protegge tutti gli alleati, in ogni momento. I potenziali aggressori sappiano che se anche dovessero solo pensare di attaccare un solo alleato, dovranno affrontare l’intera Alleanza».

UNITI CONTRO L’IS –
Oltre alla questione ucraina è stato affrontato anche il problema del terrorismo islamico. L’orrore della Jihad unisce l’Alleanza Atlantica. Barack Obama e David Cameron hanno ribadito che «non ci faremo intimidire da dei barbari assassini». Gli Stati Uniti stanno lavorando, anche durante questo incontro, per creare una coalizione pronta a combattere contro gli Jhadisti. Il segretario di stato John Kerry ha dichiarato: «bisogna formare una coalizione ampia con una linea rossa invalicabile per tutti noi: escludere l’impegno di truppe di terra. Bisogna attaccare l’Is in modo da impedire loro di conquistare altro terreno. Bisogna rafforzare le forze di sicurezza irachene e gli altri nella regione che sono pronti a combattere contro di loro, ma senza impiegare nostre truppe di terra».

Serena Prati 
@Se_Prati 

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