La Merkel scagiona Renzi: «L’ho invitato io a Berlino»

renzi governo (corriere.it)

Matteo Renzi riuscirà a divenire il nuovo segretario del Pd?

Berlino – La visita che il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, aveva fatto alla cancelliere Angela Merkel aveva destato non pochi malumori all’interno del Partito Democratico, che vedeva in quello strano e irrituale incontro tra un sindaco e un capo di governo la preparazione del futuro politico del “rottamatore”. Eppure, è arrivata nella tarda giornata di ieri la “giustificazione”, direttamente dalla Merkel.

«Ho letto una sua intervista sui temi europei su un giornale tedesco e l’ho trovata molto interessante. E se conosco qualcun altro non è male. Ho detto che sono curiosa rispetto alle persone», ha detto la Merkel riferendosi alle reazioni che hanno avuto gli esponenti Pd, e confermando al contempo il suo giudizio positivo sull’attuale premier e compagno di partito di Renzi, Enrico Letta.

«E poi Firenze è una bella città», ha tenuto a sottolineare il premier tedesco, che sarà nuovamente candidata alle prossime elezioni federali di settembre, e nelle quali sembra avere un enorme vantaggio (gli ultimi sondaggi le assegnano oltre l’11% di differenza rispetto alla Sdp di Steinbruck) sugli avversari socialisti.

Nel frattempo, è iniziato quello che Matteo Renzi definisce il «silenzio stampa», in risposta alle sempre più evidenti difficoltà dei “padri nobili” del partito di bloccare la furia rinnovatrice del sindaco fiorentino. Non risponderà più, infatti, ad accuse o dichiarazioni dei suoi colleghi, preparando in maniera silenziosa dentro il partito, ma forte e decisa con la base elettorale, la sua scalata alla segreteria, in vista del congresso che dovrà tenersi in autunno, per scegliere il sostituto di Guglielmo Epifani, che ha preso le redini dopo le dimissioni di Bersani.

Isolato o no? Messo a tacere dall’asse Epifani – Letta che sono concordi per un rimpasto di governo “funzionale” già a settembre? Matteo Renzi continua a fare il bello e il cattivo tempo nel Pd, e forte dei sondaggi che stimano la sua popolarità persino più alta di quella di Giorgio Napolitano, prosegue nel tentativo di scardinare i vecchi meccanismi della sinistra italiana. Se ci riuscirà, lo dirà solo il tempo.

Stefano Maria Meconi

@_iStef91

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