“La memoria del cuore”, melò con un sorprendente Tatum

Nicolas Sparks possiamo dire che a tutti gli effetti è la miniera d’oro per i drammoni pseudoromantici, vorticosi ammassi di melò pregno che scende fino al midollo. Il cinema da questo romanziere rosanero ha potuto pescare trovando sempre abbocchi alla sua lenza. Già nel lontano 1999 Le parole che non ti ho detto aveva dato il via ad un ammasso forsennato di questa nuova riscoperta del dramma di coppia, preferibilmente adolescenziale, poco incline al sapore gioioso del reale. I passi dell’amore, Le pagine della nostra vita, Dear John e Ho cercato il suo nome, oltre ad essere un buon prodotto da propinare al target mediogiovane femminile è un capostipite di una ritrita corrente sfruttata soprattutto per eleggere nuove piccole star nascenti o consacrarne di vecchie. In questo novero ovviamente non c’è il solo Sparks che ha dato vita anche nel cuore letterario ad un nuovo moto perpetuo. Da lui anche il recente One Day può essere preso ad esempio e così anche La memoria del cuore.

Proprio quest’ultimo film ha tutte le caratteristiche dello sparksiano romanzo: melodrammatico, giovane, predisposto per essere calzato da giovani e volenterosi nuovi attori che desiderano la notorietà. Solitamente anche la regia viene affidata a neofiti del campo e così è capitato anche per questa pellicola che vede Michael Sucsy, al suo secondo importante lavoro, dietro la macchina da presa. Il cast dei due attori, compagni di squadra che sgomitano per emergere nella folla hollywoodiana, sono la stella ascendente Channing Tatum (G.I. Joe) e la sempre splendida Rachel McAdams (Mindnight in Paris) entrambi con una folta schiera di seguaci, ovviamente equamente spartiti tra universo femminile e maschile. Completano il cast due ottimi attori ormai collaudati, Jessica Lange e Sam Neill, e un rivale in amore per Tatum, Scott Speedman per un prodotto che nel mondo ha fruttato già 123 milioni di dollari contro i 30 spesi (in Italia uscirà il 25 luglio).

La trama vede due giovani innamorati e freschi sposini, Leo e Paige, godersi il loro amore, spensierati e senza alcun problema. Un incidente cambierà tutto. Lei verrà sbalzata fuori dall’abitacolo della vettura e finirà in coma. Risvegliatasi non riconosce più nessuno, ha perso la memoria, o per essere precisi, non ricorda più nulla fino ad un certo frangente. Il viso del suo amato scompare dalla sua mente, defraudandola di una vita che l’aveva resa felice, lontana da un padre adultero, da una madre egoista e da una sorella abbastanza assente. L’unica ancora di salvezza, Leo, farà però di tutto per farle ritornare la memoria e ricominciare così a vivere come prima. La sua forza sarà messa a dura prova sia dalla stessa Paige, abitudinaria in una vita rimasta a cinque anni prima, e da un ex troppo presente che nella mente della moglie rimane il fidanzato attuale. Solo grazie al suo amore e alla voglia di ricominciare tenterà la strada del rinnovo, del nuovo inizio.

Channing Tatum sembra quasi realmente innamorato della sua compagna di ciak, tanto si cala nella parte con disinvoltura, ma da lei nascono le note dolenti. La McAdams, solitamente un’emanazione continua di gioia e frizzantezza grazie al suo sorriso, qui perde piglio, anche se la monodimensionalità del personaggio Paige certo non aiuta l’attrice. Il film in generale prova a portarsi avanti senza troppo colpo ferire, con un ritmo blando senza colpi di scena, rendendo la pellicola un prevedibile ammasso di diapositive statiche. Se sullo schermo non appare Tatum che tira un po’ i remi in barca, il tutto naufraga senza che nessuno si accorga di nulla, tanta è la noia per un film di un’ora e mezza che non accenna a mostrare un barlume di vitalità. In ogni caso però, nonostante la pochezza del ritmo filmico, grazie all’interpretazione di protagonista e comprimari e ad una storia non troppo disturbante, il risultato che ne scaturisce è tutt’altro che pessimo. Certamente non un film da ricordare, non una sceneggiatura degna di questo nome, ma anche solo l‘idea della memoria rubata e dell’amore perduto e poi ritrovato, sono un soggetto di tutto rispetto. Peccato che non sia stato sfruttato a dovere.      

Andrea Bandolin

[youtube]http://youtu.be/eBjjjuyQ4KM[/youtube]                                                                                                                                         

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