La macchina del “Big Bang” è stata riattivata

Dopo 14 mesi sono ripartiti al CERN di Ginevra gli studi con l’ “LHC”, il più grande acceleratore di particelle del mondo

di Adriano Ferrarato

CERN LHC

GINEVRA – L’esperimento che dovrebbe farci capire cosa è veramente accaduto all’origine dell’universo è ripartito. Il Big Bang finalmente potrebbe non avere più segreti. Dopo un anno e due mesi di lunga inattività infatti l’LHC (Large Hadron Collider – Grande Collisore di Adroni) è stato riattivato.

LHC del CERN di Ginevra è il più grande superacceleratore di particelle del mondo. E’ un enorme tunnel ad anello, lungo ben 27 chilometri, costituito da magneti e tubi e situato 100 metri sotto terra, all’interno di un percorso sotterraneo al confine tra la Francia e la Svizzera. L’ intera struttura è in grado di spingere protoni e ioni quasi fino alla velocità della luce e farli scontrare tra loro ottenendo un quantitativo di energia impensabile, che viene successivamente studiata grazie ad appositi rilevatori.

Scopo della ricerca è la dimostrazione dell’esistenza del cosiddetto “Bosone di Higgs” o “Particella di Dio”,  la massa energetica più elementare dalla quale tutto il cosmo avrebbe avuto origine e la produzione della materia oscura, detta“Antimateria”.

Il circuito è stato inaugurato il 10 settembre 2008. In quella occasione all’interno del mastodontico percorso era stato introdotto e successivamente fatto girare per tutti i 27 chilometri un protone. L’esperimento fu però immediatamente interrotto solo pochi giorni dopo a causa di un guasto ad un superconduttore di calore: una fuoriuscita imprevista di gas elio all’interno dell’LHC aveva innalzato le temperature dell’acceleratore (che deve lavorare costantemente a -271,1 gradi al di sotto dello 0) ad un livello eccessivamente critico.

Nonostante però la tempestività dei lavori di riparazione, non è stato possibile riprendere in maniera rapida  il lavoro di ricerca: per colpa di una mollica di pane (una baguette), abbandonata probabilmente da un uccello in volo e  caduta paradossalmente all’interno dell’unico generatore elettrico che si trovava esposto fuori superficie, si è creato un nuovo innalzamento dei valori termici. In più molti scienziati catastrofisti hanno citato in giudizio l’intero progetto gettando il panico sulla pericolosità dell’ acceleratore, in grado secondo loro di generare un buco nero che risucchierebbe l’intero pianeta Terra. Si è addirittura parlato di macchina “maledetta”.  Il risultato finale è stato  un fermo dei lavori per ben 14 mesi.

E’ solo dal 21 novembre scorso che gli studi hanno potuto riprendere a pieno regime. Sono stati iniettati nell’ LHC nuovi fasci di protoni e nei prossimi giorni inizieranno ad essere studiate le prime forme di collisione. Tutto questo è stato reso possibile grazie alla valida collaborazione di moltissimi tecnici e scienziati italiani, che non a caso sono talmente bravi da lavorare all’estero.

Alla fine del 2010 l’acceleratore verrà nuovamente spento, e si faranno al suo interno delle revisioni di potenziamento per renderlo in grado di spingere la particelle al 99,9 per cento della velocità della luce. A quel punto verranno effettuate delle nuove collisioni e si vedranno i risultati delle reazioni ottenute. Forse riusciremo a sapere di più sull’inizio di tutto, oppure sarà la fine e i catastrofisti vinceranno. Ma sarebbe strano, dato che la fine del mondo è ancora annunciata per il 2012.

foto | Flickr

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Una risposta a La macchina del “Big Bang” è stata riattivata

  1. avatar
    Ivan 24/11/2009 a 17:02

    A me la macchina del Bing Bang mi fa impressione.
    Che succede se esplode ?
    Vi sembra giusto fare questo tipo di esperimenti ?

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