La libertà di stampa secondo Grillo. La mail della sezione milanese del M5S

La mail del M5S con il "vademecum" per i giornalisti (corriere.it)

Milano – Dopo il felice esultare di Beppe Grillo davanti alla notizia della chiusura imminente di circa 70 testate giornalistiche, oggi un nuovo capitolo della “saga” nei rapporti tra il Movimento 5 Stelle e la stampa. La mossa è arrivata dagli attivisti della sezione milanese del “partito” legato al nome del comico genovese che, attraverso una mail, hanno deciso di dettare alcune linee guida linguistiche ai giornalisti.

Il vademecum del perfetto giornalista, come è già stato ribattezzato, consta in una serie di “suggerimenti” sulle parole da scegliere quando si trattano questioni inerenti il Movimento», perché – scrivono i “grillini” milanesi – «è necessario che il VOCABOLARIO (i maiuscoli rispettano la mail originale, ndr) usato dai media sia coerente e corretto». Decisamente poco velata l’accusa ai giornalisti di non utilizzare al momento i termini più appropriati quando si va avanti nella lettura della mail: «E’ indispensabile che tutti voi giornalisti, redattori, caporedattori e direttori poniate la massima attenzione ad EVITARE PAROLE CHE NON APPARTENGONO ALLA REALTA’ DEL MOVIMENTO».

Avremmo quindi già sbagliato noi di WakeUpNews anche solo usando qui sopra – pur tra virgolette – il termini “partito”. Altre definizioni tabù all’interno del Movimento 5 Stelle sono leader (da sostiuire con portavoce), grillini (corretto scrivere attivisti 5 Stelle): su questa seconda viene direttamente dalla comunicazione via mail una precisazione molto forte, perché «la parola GRILLINI è scorretta e anche un po’ offensiva, in quanto riduttiva e verticistica».

Ci si consola comunque delle inesattezze della nostra testata davanti al severo rimprovero in cui è incappato un affermato e accreditato quotidiano nazionale, il «Sole 24ore», che con uno dei suoi titoli odierni in relazione ai primi risultati delle elezioni in Siclia («Grillini primo partito a Palermo») ha in un colpo solo collezionato due errori terminologici meritandosi una bella insufficienza. Almeno da parte dei “professori” del M5S!

Laura Dabbene

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5 Risponde a La libertà di stampa secondo Grillo. La mail della sezione milanese del M5S

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    alessio tedde 29/10/2012 a 16:16

    Noto una leggera vena ironica nella stesura dell’articolo, non vedendo cosa ci possa essere di difficoltoso nel capire che secondo l’”orizzontalità” espressa dal MoVimento stesso, i termini partito e soprattutto grillini possano ormai sembrare pesanti e alquanto riduttivi per chi partecipa attivamente alle sorti del gruppo. E’ tutto più semplice di quanto si possa continuare a pensare. Ad un bravo giornalista che vuole capire le dinamiche del MoVimento basta pertecipare(anche non direttamente)alle discussioni sul forum nazionale io sui vari forum locali, invece che stare lì ad aspettare notizie campate in aria dal Web generalistico per poi non bucare un qualsiasi argomento…semplicissimo e più corretto.

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    Laura Dabbene 29/10/2012 a 18:07

    Una leggera vena ironica c’è, forse inopportuna mi rendo conto volendo riportare la notizia con distanza e totale imparzialità oggettiva, ma dettata non dal legittimo sentimento degli “attivisti 5 stelle” di voler vedere la propria “forza politica” distinta dall’odiato sistema dei partiti anche nell’uso della terminologia e la propria partecipazione svincolata dalla figura (comunque “leaderistica”, è innegabile) di Grillo, quanto dalla pretesa di stilare un glossario ad uso giornalistico come nella peggior tradizione di controllo dei regimi sull’informazione. Il tono perentorio della mail, l’enfasi posta su alcuni punti mediante l’uso dei maiuscoli trasmettevano un po’ quella sensazione. Purtroppo.

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    Dario Galassi 29/10/2012 a 20:23

    La figura non è affatto leaderistica. Il problema è proprio continuare a guardare con i vecchi occhi da giornalista immerso nel sistema dei partiti. Grillo non è un candidato. E’ una grossa voce del M5S, ma è solo una voce, un’iscritto come me e tanti altri. La figura leaderistica è ben altro: è qualcuno che, candidato o non candidato, muove le trame delle altre candidature alle regioni o ai comuni importanti e decide chi mettere in quel posto oppure no. Grillo non è niente di tutto questo, ma finché si continuerà a pensare alla “vecchia” maniera, come ci hanno insegnato anni di democrazia cristiana e di berlusconismo-bersanismo(d’alemismo), allora non accresceremo mai quel coso a forma di noce che abbiamo dentro la testa. La pretesa di stilare un glossario è necessaria, se il glossario che viene usato dai giornalisti continua imperterrito ad essere errato. Partito e Movimento sono due termini simili da vocabolario, ma il termine Partito, legato a decenni di storia politica in Italia (e nel mondo) ha assunto quasi un connotato diverso. Il termine “Partito” da vocabolario significa: “Organizzazione di cittadini associati che perseguono comuni finalità, perlopiù ispirandosi a una particolare ideologia o a uno stesso orientamento politico”. Ebbene, il partito oggi in italia è tutto questo ma con fior di finanziamenti pubblici, e spesso con carente dimostrazione di ideologia (alcune votazioni in parlamento ne sono chiara testimonianza, insieme ad alcuni improvvisi cambi ideologici di alcuni partiti). Per questo si è deciso di abbandonare questa parola che si è impregnata di negatività nel tempo (l’astensionismo ne è una prova tangibile) e di usare quella simile nel vocabolario, ovvero “Movimento”: “Corrente artistica o letteraria, gruppo politico che si caratterizza per una sua propria linea, tendenza culturale o ideologica”. E’ una parola che rimane ancora pulita per ora, e si è deciso di usare quella. Il movimento non si vuole confondere con i partiti, in quanto predica (ed attua) politiche nuove e diverse, con ingente risparmio di soldi pubblici. Se il giornalista chiama il movimento con un altro nome, lede alla sua immagine e a tutti gli iscritti che di “partiti” non vogliono più sentirne parlare per il resto della loro vita. Stessa cosa per “grillini”, in quanto non esiste un Movimento5Grilli. Le cose vanno chiamate per il loro nome in un paese che si rispetti. Se servono invece a gettare un pò di fango o a far apparire una cosa un pò più sporca allora si cercano altri nomi. Non che Grillo sia sporco a mio parere, ma non tutti gli iscritti al Movimento5Stelle condividono tutte le sue idee, mentre tutti gli iscritti al Movimento5Stelle condividono le idee del Movimento. Anche il termine “Professori” che lei ha usato dà un’idea gerarchica: io sono un iscritto e parziale attivista nel mio quartiere, non sono candidato e non mi sento né più in basso né più in alto rispetto ad altri iscritti, non mi sento Professore né Allievo, mi sento solo una persona che desidera essere chiamata per quello che è e per quello che ha scelto di fare. Così come me tanti altri che hanno sentito falsità e storpiature per decenni della loro vita. Cordialmente.

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    Laura Dabbene 30/10/2012 a 16:55

    Gentile Dario e attivisti M5S tutti, allora questo come lo spiegate? http://www.wakeupnews.eu/elezioni-sicilia-grillo-schernisce-bersani-e-fa-outing-io-capo-politico-del-m5s/.

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    Dario Galassi 30/10/2012 a 19:43

    Gentile Laura,
    Grillo non può candidarsi in quanto è stato condannato in passato per omicidio colposo. Condannati e pregiudicati non possono candidarsi ma possono essere attivi nel movimento e possono comunque votare. Tra gli attivi non candidabili, per quello che ha fatto, per quello che ha speso, per i fan che aveva e che si è giocato intraprendendo questa strada, Grillo è certamente considerabile un “capo”, e trattando la materia di politica, è un “capo politico”, come lo è Casaleggio a cui si devono la maggior parte delle idee applicate all’interno del movimento. Ma non è leader, in quanto non può “condurre” od essere “capo” sul piano istituzionale, ovvero non può dire a chi è stato eletto le azioni da perseguire, la politica da attuare, le discussioni da portare nei consigli o (quando sarà) in parlamento. Se lei guarda il video del comunicato politico vedrà come più che ribadire il fatto di essere un capo politico, Grillo si soffermi soprattutto sull’essere “garante”, perché è l’unico ruolo che può ricoprire. Gli attivisti del M5S che non vogliono o non possono candidarsi, e coloro che hanno già svolto i due mandati elettorali, hanno tutto il diritto di diventare “garanti” e “capi politici” allo stesso modo di Grillo e Casaleggio, e vedrà che certamente col tempo emergeranno altre figure di spicco nel Movimento. Ovviamente sarà difficile conoscerli da vicino, dato che per noi i talk-show appartengono al polveroso passato. Ho appositamente escluso dalla lista coloro che già stanno svolgendo 1 dei 2 mandati espletabili, dato che dagli “eletti” ci si aspetta un grosso impegno nelle istituzioni, uffici, amministrazioni, sedi deliberative, più che un impegno a fare propaganda politica o a controllare le candidature. Spero di esserle stato di aiuto nei chiarimenti, e la invito a dare un’occhiata al sito del Movimento 5 Stelle Nazionale per capirne le potenzialità.

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