La Lega 2.0: lacrime, rinnovamento e buoni propositi

Umberto Bossi

Assago (MI) – Lacrime di un capo sconfitto e messo da parte, citazioni bibliche per mantenere la dignità, un nuovo leader che promette di andare via da Roma come segno di una nuova rinascita, priorità al territorio e al Nord: questi sono gli atti finali che hanno caratterizzato il V Congresso Federale della Lega Nord che si è concluso domenica e che ha consacrato la figura di Roberto Maroni come nuovo timoniere del Carroccio acclamato quasi all’unanimità.

La nomina dell’ex ministro dell’Interno come segretario della Lega Nord, oltre a rappresentare l’inizio del rinnovamento interno attuato dal partito dopo il caso Belsito, segna anche la totale sconfitta di Umberto Bossi, costretto ad accettare una carica più formale che sostanziale: nemmeno la soddisfazione di avere voce in capitolo sulla scelta dei candidati di lista da portare alle prossime elezioni, ma semplicemente una funzione di “giudice supremo” nell’epurazione dei militanti con più di 20 anni di anzianità.

Un leone sconfitto che versa lacrime di commozione quando pronuncia il suo ultimo discorso da leader davanti a quella platea che fino a qualche tempo fa lo acclamava come il vero “Leghista”. E quando cerca di mostrare i denti accusando di complotti contro la sua persona da parte di alcuni discendenti di Bruto e tirando in ballo il famoso leitmotiv di Roma “ladrona”, partono fischi dalla platea. Come ogni re della savana che si rispetti, il Senatùr abbandona il palco con tanto di ruggito sotto forma di parabola biblica (più precisamente l’aneddoto di re Salomone e le due madri) tanto per voler precisare, più a se stesso che agli altri, che non esce di scena perché delegittimato dal proprio partito, ma di sua spontanea volontà per il bene della propria creatura.

Roberto Maroni, dopo il passaggio di consegne, mette subito in chiaro alcuni aspetti della nuova Lega Nord, intenta a recuperare quella credibilità agli occhi degli elettori andata a scemare dopo l’ultimo scandalo che aveva colpito il partito.  Innanzitutto Bobo dichiara di voler agire senza tutele, senza commissariamenti, senza ombre e con il coinvolgimento di tutti. Non solo, il neo segretario ha intenzione di dare un’impostazione al Carroccio seguendo il modello del Csu bavarese: il partito deve agire come un sindacato di territorio, ascoltare le esigenze e rafforzare i legami con le amministrazioni locali e tornare a rappresentare il vero e unico partito del Nord.

Roberto Maroni nuovo segretario della Lega Nord

E viene presa in considerazione anche l’eventualità di andare via da Roma: lasciare le poltrone del Parlamento, non coalizzarsi con i partiti che sostengono il governo Monti,  ritiro dalla Rai e dalle partecipazioni in commissioni ed organi istituzionali. Al momento queste sono soltanto congetture poiché nessuno della Lega ha espresso chiaramente questi concetti, ma il messaggio che ha voluto far passare Maroni è evidente: prima di tutto la libertà della Padania e niente compromessi con gli altri partiti per raggiungere lo scopo.

Il rinnovamento della Lega parte anche dalle future nomine del nuovo segretario, che lo affiancheranno alla guida del partito. Quasi tutti appartenenti alla falange maroniana a conferma di quanto è già avvenuto con le assegnazioni nei Congressi regionali nelle settimane scorse e con l’elezione del nuovo Consiglio federale.

Ora non resta che aspettare i risultati di questo nuovo percorso che verrà intrapreso da Maroni e dal suo partito. Un sentiero che si presenta in salita e pieno di ostacoli da rimuovere a breve termine, come la scissione interna ancora non risolta tra maroniani e bossiani, il recupero di quei voti anti-sistema che nelle ultime amministrative sono andati al Movimento 5 Stelle, il riscatto dell’immagine e della credibilità e il rischio di isolamento in Parlamento se permane questo atteggiamento di non collaborazione nei confronti del governo Monti.

Oscar Wilde scrisse: «C’è fatalità nei buoni propositi; che vengono fatti sempre troppo tardi». Il tempo ci dirà se il poeta inglese avesse tra le sue doti anche quella della preveggenza.

Giorgio Vischetti 

Foto/ http://luigicrespi.clandestinoweb.com,  http://24emilia.com

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