La guerra infinita tra Israele e Palestina

Gli israeliani continuano ad attaccare i punti sensibili dei palestinesi. Non c’è  pace in questa parte del mondo da oltre 60 anni

di Sabina Sestu

Lo stato di Israele è nato il 14 maggio 1948 e da questa data in poi le rappresaglie con il popolo palestinese sono continuate senza sosta. Per gli ebrei è la terra promessa, per gli arabi è il territorio dei propri padri, un elemento di continuità con il passato. Non è una storia di confini, quanto piuttosto un problema di riconoscimento del diritto all’esistenza di due popoli, del diritto di proprietà sulla terra e allo sfruttamento delle scarse risorse di quell’area, di territori occupati in modo illegittimo o meno. La guerra israelo-palestinese è una guerra complessa a cui si cerca di dare una soluzione definitiva da quasi un secolo. Da una parte c’è il diritto dei palestinesi ad avere la proprietà esclusiva di quel territorio in cui vivono da sempre. Dall’altra il diritto degli israeliani ad avere un loro stato.

Ci hanno provato in tanti a trovare una soluzione ottimale che soddisfacesse entrambe le fazioni, ma finora non si è giunti a nessun accordo definitivo. Fu un’idea degli inglesi, tramite la Dichiarazione Balfour, quella di voler creare nel 1917 uno stato ebraico in Palestina, dando ragione al movimento sionista. Il sionismo affermava il diritto di autodeterminazione del popolo ebraico tramite l’istituzione di uno stato ebraico in terra di Israele, la tanto agognata Terra Promessa. Agli arabi non è mai piaciuta questa idea, non hanno mai accettato la nascita dello stato ebraico, che essi continuano a ritenere un’imposizione degli stati occidentali e un’usurpazione delle loro terre. A onor del vero si ritiene che gli israeliani abbiano occupato le terre migliori e siano accaparrati la maggior parte delle scarse risorse del territorio creando una forte disoccupazione tra i palestinesi.

I palestinesi considerano la presenza israeliana sul loro territorio una vera e propria occupazione militare. Essi hanno tentato di porre fine alla presenza degli ebrei in Palestina, attraverso delle campagne che vengono denominate Intifada (“rivolta”, “sollevazione”). La prima Intifada risale al 1987 e si è conclusa nel 1993 con la creazione dell’Autorità Nazionale Palestinese, a seguito della firma dell’ Accordo di Oslo. La Seconda Intifada è esplosa nel 2000 come reazione all’invio di un contingente di mille soldati israeliani nel complesso della moschea di Al-Aqsa, sulla Spianata Sacra di Gerusalemme, e finita solo nel 2006. Si presume che i morti siano stati 5250 fra i palestinesi, 1077 fra gli israeliani e altre 78 vittime. Un vero e proprio massacro.

Gli israeliani sono sicuramente più ricchi e meglio armati dei palestinesi. Posseggono, infatti, armi più avanzate e un esercito organizzato. I palestinesi combattono con armi più rudimentali e per fare maggior danno possibile al proprio avversario utilizzano il sistema degli attentati. Sono, infatti, tristemente famosi i kamikaze (termine di origine giapponese che significa “vento divino”), ossia uomini e donne che si imbottiscono di esplosivo e che si fanno saltare in aria nei luoghi più affollati delle zone occupate dagli ebrei. Gli israeliani li considerano terroristi, così come vengono considerati tali anche i membri dell’organizzazione di Hamas (Movimento di Resistenza Islamico), che ha ottenuto nelle ultime elezioni la maggioranza dei seggi dell’Autorità Nazionale Palestinese.

Entrambe le fazioni vogliono ottenere il massimo dei risultati possibili, ossia l’annientamento dello stato avversario e ottenere la totalità del territorio su cui vivono. Nessuno dei due è disposto a cedere. A farne le spese sono due popolazioni che da oltre mezzo secolo non conoscono la pace.

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Una risposta a La guerra infinita tra Israele e Palestina

  1. avatar
    ccaatt 01/05/2012 a 16:33

    cccc

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